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I commenti di Carlà

I migliori libri per imparare ad Investire (Prima parte)

18 August 2017

Ecco “Affari Nostri” di luned́
per gli affezionati Fwiani Bloggers.
Buona lettura.

” Mi sono accorto che una delle domande
più frequenti a f.carla@finanzaworld.it
in questi anni di FinanzaWorld è stata:

“Quali sono i migliori libri per Investire Intelligente?”

Vi dirò subito una cosa: non esiste un
libro perfetto, nemmeno in questo campo.

Ma in tanti libri ci sono idee fondamentali,
intuizioni che devono essere raccolte
e messe assieme, pazientemente, per creare
una solida cultura su come investire bene.

Bene, userò proprio questo criterio. Vi racconterò
le idee decisive che ho trovato in ognuno
dei miei libri preferiti e che, in un modo
o nell’altro, insegnano ad Investire Intelligente.

-The Intelligent Investor
Comincio subito con il padre di tutti
i libri d’investimento: The Intelligent
Investor di Ben Graham (prima edizione 1949),
il maestro di Warren Buffett e di altri
investitori attivi dopo la Seconda guerra mondiale.

Le idee chiave di questo libro sono tre:
due giuste e una sbagliata.

Le due giuste sono rivoluzionarie e decisive:

Quelle giuste:
1 Pensate sempre ad un titolo considerando
  il business che rappresenta e mai pensando
  ai suoi movimenti sul Mercato (Mr. Market).
  Mr. Market è solo il luogo tecnico dove
  i titoli vengono scambiati, non l’arbitro
  reale del valore di un business. Anzi: Mr.
  Market è un pazzo bipolare un po’ euforico
  e un po’ depresso. Senza una ragione evidente;

2 “Price is what you pay, Value is what you get”,
  il prezzo di un bene d’investimento è quello
  che paghi, il valore è quello che ottieni.
  Quindi saper valutare bene è la chiave dell’
  investimento intelligente. Quello che a Finanza
  World facciamo con il mio sistema di screening
  ed analisi unanimemente battezzato “Frullatore”;

Quella sbagliata:
3 “Buy only with a margin of safety”, investi
  solo comprando un titolo/business che abbia un prezzo
  scontato rispetto al valore del suo patrimonio.
  Il risultato di questa indicazione è molto
  pericoloso: si finisce quasi sempre per investire
  in companies di secondo/terzo livello.

  E’ stato proprio Charlie Munger, il famoso socio
  di Buffett, uno di quelli che lo hanno capito
  piuttosto presto : “Buy a good company at a fair
  price”, compra un buon business ad un prezzo corretto.

  Questa è l’idea giusta.

Graham ha molti meriti nella storia dell’
investimento. I suoi libri (un altro importante
è Security Analysis scritto con Dodd nel 1934)
sono pieni di umorismo e intelligenza; si sente
la sua preparazione completa, la sua curiosità
intellettuale.

E’ stato il primo a capire che i migliori
Investitori non sono matematici, ma filosofi veri,
uomini con una cultura profonda, appassionata e una
curiosità insaziabile per la vita e il mondo.

Learning machines, macchine (umane) per apprendere.

Talete lo aveva già dimostrato ai greci antichi
con la famosa vicenda dei frantoi di Mileto.
http://it.wikipedia.org/wiki/Aneddoto_dei_frantoi_di_Talete

-Common stocks and uncommon profits
Non e’ un caso se proprio sulla terza idea,
quella sbagliata, di Graham e di The Intelligent
Investor, poggia l’idea giusta di un altro
libro fondamentale per imparare ad investire bene.

“Common stocks and uncommon profits”, pubblicato
nel 1958 da Philip Fisher, ha un gran bel titolo:
“Azioni ordinarie, profitti straordinari” potrei
tradurlo, visto che non esiste, come per The Intelligent
Investor e per la quasi totalità dei libri che contano
per l’investimento intelligente, la versione italiana.

Conferma dello stato di arretratezza nostrano
e stimolo a leggerli in lingua originale, quindi
direttamente dal pensiero dell’autore.

A parte il titolo, le idee giuste che potete
raccogliere da questo libro sono almeno tre:

1 Se i manager non sono onesti (e bravi) non investite;
2 Non diversificate poco, ma nemmeno troppo;
3 Non fissatevi sulle trimestrali e sul breve termine.

Ultima cosa: mai seguire la massa negli investimenti.

Fisher è vissuto quasi un secolo (1907-2004) e
il suo libro e’ continuamente ristampato da più
di 50 anni senza interruzione. Non ha l’
umorismo di Graham, ma per certi versi contiene
indicazioni pratiche forse ancora più utili.

Continuo la prossima settimana con la seconda parte.

Un caro saluto a tutti,

Vs. Francesco Carlà
f.carla@finanzaworld.it

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Come valutare un business di successo

11 August 2017

A beneficio di tutti i Fwiani Bloggers,
pubblico in anteprima il prossimo numero
di “Affari Nostri”. Buona lettura.

” Qualche anno fa scrivevo la newslettera che
state per leggere o rileggere.

Si parla di business e di … birra. Mi è sembrata
adatta alla canicola italiana del 2017. Spero
vi risulti rinfrescante dovunque voi siate.

Buone vacanze!

Sono sempre alla ricerca della semplicità.

Nella mia esperienza di investitore e studioso
della finanza e degli investimenti, ho visto funzionare
sempre e solo le strategie semplici e indipendenti.

Quelle di Graham, quelle di Buffett e di Lynch.

Hitchcock amava la semplicità. Se non era in grado
di scrivere la trama (il plot) di un suo film su una
scatoletta di fiammiferi, o sul retro di un biglietto
da visita, quel film non lo faceva per niente.

Semplice è il contrario di banale.

Provate a riassumere ‘La finestra sul cortile’ oppure
‘Gli uccelli’ e vi accorgerete che, per una volta,
il maestro del brivido, non scherzava.

Per questo i suoi film non passano mai di moda.

Oggi proverò a raccontarvi come dovreste valutare
una società prima di investire, cercando di farlo
nel modo più semplice che io sia riuscito ad
immaginare. Non fate caso ai dettagli poco ‘business’,
me ne scuso in anticipo: quello che conta è la morale.

Comincio subito.

Ci sono due amici che abitano nello stesso quartiere.
Uno di questi amici, Mario, è intraprendente e ha messo
su un business molto semplice: compra birra in
un supermarket che fa forti sconti, e la rivende
dovunque si raduni gente

Compra bottiglie a 50 centesimi e le rivende a 2 euro.

Siccome è molto bravo nel suo mestiere, riesce
a convincere un sacco di gente a comprarle.

E i risultati sono davvero buoni: in un anno ha
venduto 20.000 bottiglie di birra, 100 al giorno
per duecento giorni di lavoro.

Ha speso 10.000 euro per la birra e ne ha incassati
40.000 dalla rivendita. Profitto netto: 30.000 euro.

Mica male. Solo che si è stancato parecchio.

E qui entra in scena l’altro amico, Giorgio.
Dopo aver osservato il business del suo compagno
per dodici mesi, gli è venuta una mezza idea di
comprarne la meta’.

Anche per aiutarlo.

Quanto dovrebbe pagare il business della birra
secondo voi? Che poi è come dire: quanto vale
la società e quanto valgono le sue azioni?

Riassunto:

Sappiamo che, nel primo anno, Mario ha venduto
100 bottiglie al giorno di media, per un totale
di 20.000, in 200 giorni di lavoro.

Sappiamo che gli costavano 50 centesimi l’una
e che le rivendeva a 2 euro, con un profitto netto di
un euro e cinquanta cad. e di 30.000 euro in un anno.

Dal passato prossimo passiamo al condizionale.

In cinque anni Mario potrebbe vendere, quindi,
100.000 bottiglie di birra con un profitto
netto di 150.000 euro. Mica bruscolini.

Giorgio farebbe bene quindi a pagare il 50% del
business della birra 75.000 euro?

Non scordatevi del condizionale.

E se Mario si ammala? E se la birra passa di moda?
E se arrivano concorrenti agguerriti? E se i
supermercati aumentano i prezzi della birra?

Se, se, se, se … Ogni ‘se’ vale qualcosa.

Ogni ‘se’ porta a casa uno sconto. Ogni ‘se’
deve farvi pensare e trovare una risposta in
denaro. Ogni ‘se’ abbassa la valutazione.

Morale della storiella:

Se non avete tutti gli elementi per valutare
un business, allora NON avete tutti gli elementi
per valutare il prezzo di un’azione di una società.

Non potete dire se è cara o a buon mercato.

E quando, finalmente, questi elementi li avrete,
fatevi le domande giuste e scontate tutti i ‘se’
e i ‘ma’ che vi vengono in mente.

Solo allora potrete dire qual è il prezzo giusto.

Per questo funziona molto bene il mio collaudato
sistema proprietario di screening ed analisi che
ormai conoscete tutti con il nome poco ortodosso
di Frullatore.

Perchè è semplice. Il contrario di banale.

Un caro saluto a tutti,

Vs. Francesco Carlà
f.carla@finanzaworld.it

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La sveglia dei miliardari

4 August 2017

Come di consueto, pubblico in anteprima,
per gli affezionati Fwiani Bloggers,
“Affari Nostri” di lunedi’ prossimo.
Buona lettura.

” L’argomento di questa settimana ha poco
a che fare con un periodo di vacanze,
dove riposo e relax dovrebbero trionfare.

Ma mi è sembrato molto interessante.

Da qualche parte ho letto, con un
malcelato orrore, a che ora si sveglia
(regolarmente) Tim Cook, il successore
di Steve Jobs alla guida di Apple.

Tenetevi forte: alle quattro meno un quarto.

Non è l’unico. A Silicon Valley svegliarsi
molto molto presto è praticamente una
mania. Da sempre. Ricordo molto bene, quando
ho vissuto lì nel 1991, che San Francisco era
quasi sempre deserta, durante la settimana,
già dopo le 19.

Ma non si svegliano presto solo in America.

Richard Branson, il miliardario inglese
della Virgin, si alza alle 5am. E anche
Paul Smith, il famoso stilista, lascia
la sua casa di Londra (in bicicletta)
che non sono ancora le sei.

Dormire poco è una cosa che molte persone
di successo hanno in comune.

Giulio Andreotti, anche per colpa di una
emicrania leggendaria, dormiva massimo
4 ore ogni notte. Riposavano poco anche
Leonardo da Vinci, Margaret Thatcher,
Benjamin Franklin e Thomas Jefferson.

Massimo 5 ore per notte.

Cosa che faceva pure Berlusconi. Tutti questi
personaggi famosi assicuravano di funzionare
bene anche dormendo poco o pochissimo.

Risparmiare 3 o 4 ore ogni 24 offre un
vantaggio competitivo sul resto del genere
umano non esattamente trascurabile.

Calcolando una cinquantina d’anni medi
di vita attiva e significativa, stiamo
parlando di quasi 64.000 ore in più.

Pensate a cosa fosse in grado di architettare
uno come Leonardo da Vinci con tutto quel tempo!

Ma ci sono anche le voci in dissenso.

Sempre per stare sui personaggi famosi
della tecnologia, Mark Zuckerberg arrivava
in ufficio alle 10,30.

Elon Musk non si sveglia mai prima delle 7am
e, cosa davvero interessante, Warren Buffett
ha sempre dormito 8 ore per notte.

Anche se si sveglia alle sei e mezza.

Magari, a questo punto, qualcuno di voi (qualcuna)
ha la curiosità di conoscere le mie abitudini.
Fino ad una decina di anni fa dormivo massimo
4 o 5 ore per notte e, anche per colpa dei Mercati,
non andavo a letto mai prima delle 2am.

Adesso dormo 6 o 7 ore e sono diventato come Cenerentola:
poco prima di mezzanotte il Kindle si spegne.

Tre domande per voi:

La prima: conta di più dormire poco o svegliarsi presto?
La seconda: è più importante usare bene il tempo o averne di più?

E finalmente la terza: voi a che ora vi svegliate?

Un caro saluto a tutti,

Vs. Francesco Carlà
f.carla@finanzaworld.it

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Da quanto sei un Fwiano? (terza puntata)

28 July 2017

Ecco “Affari Nostri” di lunedi’ per
gli affezionati Fwiani Bloggers.
Buona lettura.

” Ecco qui un Fwiano Premium più che decennale,
manager di una importante società multinazionale
italiana, una company quotata anche a Wall Street.

Oltre che in molti altri mercati.

Può sembrare curioso che un alto dirigente di
questo tipo sia troppo impegnato a lavorare per
accorgersi che sta forse trascurando l’investimento.

Eppure posso dirvi per esperienza direttissima
che Molto spesso è così.

Persone capaci, a volte brillanti, non si rendono
esattamente conto che della triade ‘Guadagnare,
Risparmiare, Investire’, quella decisiva per le
sorti del nostro presente e futuro tenore di vita
sia la Terza.

Continuate a mandarmi a:
f.carla@finanzaworld.it

i vostri ricordi e le vostre considerazioni di
Fwiano e Fwiana.
Buona lettura e buone vacanze.

-Domenico Genova:
Caro Prof.
non ci siamo mai incontrati di persona;
questo particolare, per la Maratona che
stiamo correndo insieme, ha poca importanza.

Non ricordo esattamente da quando ti seguo
- di sicuro sono molti anni – ricordo però,
benissimo, che ti ho conosciuto grazie ad un
amico del quale oggi farei molta fatica a fare
a meno: il web!

Ho provato a ricercare tra le tue vecchie
email; l’ultima risale al 2003, e fa riferimento
al – credo uno di quelli a te più cari,
il primo – In Borsa Con Carlà (IBCC).

Giusto per amarcord, la mail datata 12 novembre
2003 aveva il seguente titolo: La giornata
del veterano.

Prima di conoscerti, avevo fatto un solo
investimento azionario; e questo, non mi
vergogno a dirlo, lo avevo fatto senza
conoscere nulla di borsa – solo per 3 motivi:
perché l’azienda nella quale lavoravo (e lavoro
tutt’ora) si quotava scontandoci le azioni
del 15%, perché lo facevano in molti e
perché in quegli anni sembrava molto
facile fare i soldi. Sembrava.

Invece alla fine, non è andata bene per nulla.

Poi, per fortuna, ho iniziato a seguirti.
Nei primi tempi da iscritto al tuo
“In Borsa con Carla'” (per i Fwiani Premium IBCC)
vedevo i tuoi Alert, ma avevo paura ad investire,
e stavo a guardare.

Poi, un giorno, mi sono deciso, ed ho seguito
il tuo messaggio: Appena parte questo Alert
compro: SELECT COMFORT Corp (NasdaqNM:SCSS).

Detto-Fatto!!! Quello è stato il mio battesimo
sul mercato Americano; ancora oggi, il mio preferito.

Ti parlerò adesso delle cose più importanti
che mi hai trasmesso/insegnato: La tranquillità
ed il Metodo.

-Riguardo la Tranquillità
Nonostante ti leggessi a quei tempi giornalmente,
e vedessi i tuoi risultati, ogni scossa delle borse,
mi metteva l’ansia.

Il controllo del portafoglio era giornaliero
e quasi maniacale. La paura, aveva il sopravvento
(avevo ancora una logica da centometrista/trader).

Ora, posso stare giorni anche in momenti storici
come è successo, senza controllare il portafoglio.

Oggi, penso e investo con la testa alla Maratona.
Grazie.

-Riguardo al Metodo
Una cosa che ho fatto fatica ad applicare/imparare,
soprattutto all’inizio, è stata la vendita in perdita
(stop loss) anche se solo di quel 7% ridotto poi dalla
gradualità dell’ingresso prevista dal Metodo.

Ogni tanto fatalmente capita.
Oggi, la mannaia fa parte – anche – del mio metodo.
Con le relative eccezioni delle Appendici. Grazie.

Spero che questa mia piccola esperienza possa
esserti utile e, se la condividerai, spero lo
possa essere anche per le persone che oggi si
trovano nella situazione in cui mi trovavo io
tanti anni fa.

-Francesco Carlà:
Tranqullita’ e Metodo. Due cose davvero molto
importanti come dice Domenico Genova. E’ impossibile
correre una Maratona senza essere Graduali e Regolari.

E’ impossibile correre una Maratona senza avere
una strategia completa, un Metodo che ci garantisca
Controllo sulle Emozioni e sicurezza ragionevole
che raggiungeremo i nostri Obiettivi e soddisferemo
le nostre Aspettative.

Esattamente quello che succede, da 18 anni, ai Fwiani
e che continuerà ad accadere nei prossimi 18. Ve lo
avevo promesso nel 1999 e ve lo prometto anche oggi.

Un consiglio finale: se siete novizi di FinanzaWorld
partecipate Gratis al Meeting della Finanza democratica
on line col sottoscritto.

Anche questo (nel suo piccolo) può cambiarvi la vita:

www.francescocarla.it/meeting

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Da quanto sei un Fwiano? (seconda puntata)

21 July 2017

A beneficio di tutti i Fwiani Bloggers,
pubblico in anteprima il prossimo numero
di “Affari Nostri”. Buona lettura.

” Tante lettere al mio indirizzo email:
f.carla@finanzaworld.it

Sono Fwiani veterani e non che vogliono
dire la loro su questi 18 anni di Finanza
Democratica targati www.finanzaworld.it

Ho cercato di rispondere a tutti e
continuero’ a farlo in questi giorni.

Pubblico la lettera di Stefano Montù,
un Fwiano della prima ora che sottolinea
alcuni punti dell’attività di Fw che
mi stanno in effetti molto a cuore… Buona lettura.

-Stefano Montù
Ti seguo fin dagli albori, quotidianamente
do uno sguardo ai tuoi suggerimenti, anche
se gli impegni di lavoro non mi permettono
sempre di poter approfondire ed applicare.

Non so se ricordi tra i primi che ti hanno
scritto, raccontandoti di quell’amico che
avevo (purtroppo non c’è più) a cui piaceva
l’Inter, la Borsa e le belle donne…

A parte gli aneddoti di una cosa sono certo:
avete veramente smentito ed aiutato a
scardinare dei capisaldi, degli atti di fede
insiti in molti investitori, che si sono
rivelati grandi menzogne nell’arco degli
ultimi 18 anni!

Su molti di questi punti ti ho seguito
assiduamente ed oggi ne son contento
(ahimè non sul tema azioni Bancarie..)

Ma devo dire che con i bei risparmi e relativi
guadagni generati dagli investimenti, mi son
comprato, qualche anno fa, una nuova casa.

L’avrò acquistata in un momento di punta del mercato
immobiliare (ma per il tipo di immobile non
penso di subire grandi svalutazioni in futuro,
soprattutto è la mia casa e non mi interessa
venderla per cui il suo valore alla fine poco
mi importa).

Non voglio dilungarmi, ma in sintesi devo dire
che FW mi ha aiutato molto: soprattutto a pensare
con la mia testa, con le analisi dei dati e non
con i sentimenti generati (volutamente o
naturalmente) dal mercato, a non seguire
sempre ciò che fa la massa, andando anche contro
corrente: insomma ad essere un minimo originale
(oltre che profittevole).

Purtroppo la perdita di originalità e la
standardizzazione/globalizzazione sono nemici
del successo individuale, che invece si raggiunge
a livello personale, professionale o imprenditoriale
con la capacità di osservare, imparare, innovare
e magari tentare e sbagliare, anche in finanza.

-Carlà
Pensare con la propria testa. Investire con
la propria testa.

Ecco una questione chiave nell’attività di Fw
in questi 18 anni che Stefano Montù ci ricorda
con lucidità.

Guadagnare, Risparmiare, Investire.

Possibile che di questa triade magica la parte
che tante persone si sentono in dovere di delegare
(investire) sia poi in realta’ quella più importante,
e personale, di tutte?

Lascio questo interrogativo aperto alle vostre lettere.

Scrivetemi allo stesso indirizzo di 18 anni fa:  
f.carla@finanzaworld.it

Mandatemi un ricordo, una memoria, un’idea, una
critica, un consiglio, la prima cosa che vi viene
in mente dei vostri anni da Fwiana (Fwiano).

Li pubblicherò qui nelle prossime puntate, ne
discuteremo assieme.

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Da quanto sei un Fwiano? (prima puntata)

14 July 2017

Come di consueto, pubblico in anteprima, per
gli affezionati Fwiani Bloggers, “Affari Nostri”
di lunedi’ prossimo. Buona lettura.

” Mancano circa due mesi al diciottesimo compleanno di Fw.
Una tappa importante nella vita di una persona, figuriamoci
per una creatura digitale!

18 anni fa non c’era Facebook, Whatsapp non era nemmeno
immaginabile, Internet era tutta un’altra cosa.

Ma Fw c’era già!

La mia prima newslettera fu inviata a 300 persone
il 27 settembre del 1999. Il primo invio raggiunse
i miei lettori de l’Espresso che avevano avuto la
bontà di scrivermi via email (non eravamo in tanti
ad averla nel 1999…).

Eccola qui:
https://www.finanzaworld.it/content/read/3994/la-newsletter-per-investire-su-internet

Quella newslettera era per me un messaggio in
una bottiglia.

Ma Internet e i mass media la presero e la fecero
diventare il Virus della Finanza democratica che
ha colpito, per loro fortuna, centinaia di migliaia
di italiani ed italiane in questi 18 anni.

Senza pensarci troppo e dimenticando certamente
tante cose, ecco le menzogne più comuni della
Finanza Barbara che abbiamo aiutato a smascherare
dal 1999 in poi:

-I titoli di Stato sono sicurissimi anche se rendono poco;
-Le bolle immobiliari non esistono in Italia;
-I derivati non sono poi così pericolosi dopo tutto;
-Mettete titoli bancari ed assicurativi in un cassetto e sarete felici;
-Date il Tfr ai fondi d’investimento e non lasciatelo in azienda;
-Le azioni sono molto rischiose e per ‘esperti';
-Non potete investire con successo da soli …

Etc etc etc …

I nostri eBooks Free e Premium, dal 1999 ad oggi,
hanno fatto esattamente l’opposto di quello che
suggerivano comunicazioni e luoghi comuni  
parecchio interessati.

I risultati li conoscete.

Ma ecco cosa vorrei fare con questa serie di newslettere
che ci portano alla maggiore età di FinanzaWorld:

Scrivetemi al solito f.carla@finanzaworld.it e raccontatemi
(raccontateci) da quanto tempo siete Fwiani (Fwiane) e/o
Fwiane (Fwiani) Premium.

Mandatemi un ricordo, una memoria, un’idea, una critica,
un consiglio, la prima cosa che vi viene in mente dei vostri
anni da Fwiana (Fwiano).

Li pubblicherò qui nelle prossime puntate, ne discuteremo
assieme.

Finanza World da tanti anni si regge su solidi pilastri che
di solito consideriamo quattro:

1 Finanza Democratica (Indipendenza totale e i 5 Principi);
2 Frullatore: (Scegliere solo le migliori aziende e i migliori business);
3 Metodo: (6 semplici e testatissime regole + 2 Appendici per gestire gli investimenti);
4 Maratona: (Investire è una corsa lunga non sono i 100 metri).

Ma la verità è che i Pilastri sono 5 e il quinto siete Voi:
dal 1999 la comunità della Finanza Democratica.

Scrivetemi allo stesso indirizzo di 18 anni fa:  f.carla@finanzaworld.it

Mandatemi un ricordo, una memoria, un’idea, una critica,
un consiglio, la prima cosa che vi viene in mente dei vostri
anni da Fwiana (Fwiano).

Li pubblicherò qui nelle prossime puntate, ne discuteremo
assieme.

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Adam Smith puo’ cambiarvi la vita (anche sotto l’ombrellone)

7 July 2017

Ecco “Affari Nostri” di lunedi’
per gli affezionati Fwiani Bloggers.
Buona lettura.

” Un anno e mezzo fa scrivevo questa newslettera
a proposito di un bel libro di Russ Roberts
pubblicato in italiano dall’editore Add di Torino.

Ci torno sopra per suggerirvi una bella
lettura per le vostre vacanze: io me lo
rileggerò a breve.

Il libro si chiama “Come Adam Smith può
cambiarvi la vita” e insolitamente non parla
del libro più famoso del grande filosofo ed
economista scozzese (The Wealth of Nations),
ma dell’altra sua opera: The Theory of Moral
Sentiments.

A questo libro ha lavorato per ben sei edizioni,
dal 1759 a poco prima di morire nel 1790.

Adam Smith è uno di quei maestri sulle
cui spalle vale sempre la pena di issarsi.
Alcune sue frasi/idee restano decisive
per capire meglio il mondo e vivere meglio
nel mondo e con gli altri.

Nel mondo terrestre e, ancora di più,
nel Simulmondo digitale. Che ha un bisogno
enorme di mappe e bussole per non perdere
l’orientamento.

La relazione immortale tra domanda ed offerta,
per esempio, è una di quelle intuizioni che
dovreste assolutamente approfondire voi e
far capire ai vostri figli e ai vostri cari.

Proietta un senso della realtà nitido ed
orientante, senza che per questo si debba
rinunciare a sogni e desideri.

Un’altra cosa che ho sempre adorato del Prof.
Smith è la sua formazione. Era un filosofo-economista
e quindi è la prova vivente che l’economista più bravo
è assai probabile che venga da studi e pratiche
filosofiche ed intellettuali, più che da spasmi
matematici assortiti.

Ci crede fermamente anche il sottoscritto.

Del resto anche Warren Buffett l’ha detto a
chiare lettere: “Beware of geeks bearing formulas”.
Traduzione: non vi fidate degli ‘scienziati’
con corredo di formule.

Per non parlare di quello che pensa Charlie
Munger, l’intellettuale della Berkshire.

L’altra frase leggendaria di Adam Smith è anche
la più controversa, perchè accusata di essere
il fondamento dell’ideologia turboliberista:

“Non è dalla benevolenza del macellaio,
del birraio o del fornaio che ci aspettiamo
il nostro pranzo, ma dalla cura che essi hanno
per il proprio interesse. Non ci rivolgiamo alla
loro umanità, ma al loro interesse personale”.

La chiave, secondo me, sta nella frase:
‘cura del proprio interesse’. Che non vuol
dire egoismo, ma attenzione al proprio
vantaggio competitivo.

La creazione, conservazione ed espansione del
quale comporta il rispetto e la cura dei propri
clienti e collaboratori di ogni tipo.

Ho sempre pensato che sia meraviglioso immaginarsi
un uomo che, apparentemente, ha vissuto una vita
modesta e noiosa nella Scozia del ‘700, e nello
stesso tempo ha proiettato una forza intellettuale
così prodigiosa da continuare ad influenzare la
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Anche questo (nel suo piccolo) può cambiarvi la vita:

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