di Francesco Carlà

Investire in arte

del 28/10/2021 di Francesco Carlà
L'arte è un buon investimento?

La domanda è semplice e secca, ma la risposta deve essere articolata.

Investire in arte non è facile e ci sono delle regole molto precise, altrimenti i risultati possono far male al portafoglio.

Regola numero uno: comprate solo da venditori con super referenze e reputazione immacolata.

Per due ottime ragioni.

La prima: le opere devono essere cristalline per qualità e provenienza.
La seconda: il venditore può diventare, in caso di necessità, il vostro più efficace cliente o mediatore.

Regola numero due: comprare solo da venditori che sanno stimare il reale valore, almeno in quel preciso momento, dell'opera che volete acquistare. Investire a prezzi sopravvalutati significa partire già con il piede sbagliato.

Confrontate sempre diverse fonti.

Postilla: comprare un quadro o una scultura in una mostra locale, o in un mercatino dell'antiquariato, è un'ottima cosa per il vostro gusto estetico e per l'arredamento di casa.

Ma non è un investimento. E potreste scoprire con raccapriccio che opere di maggiore qualità, e di sicuro mercato, costano assai meno in una rinomata casa d'aste europea.

Un'altra cosa: scoprire il grande artista da giovane su eBay, o tra i vostri amici di Facebook, è praticamente impossibile per come funziona oggi il mercato dell'arte.

Più o meno è come trovare un Picasso a Portobello.

Finite le avvertenze principali, ma non esaustive, veniamo agli aspetti positivi dell'investimento in opere d'arte.

Per come la vedo io sono almeno tre.

Il primo: zero tasse sul possesso e zero tasse sul profitto, se vendete. Per i privati, le plusvalenze nella compravendita di opere d'arte non sono soggette a tassazione. Niente 20% sul capital gain.

Il secondo: niente costi. Un chiodo o un angolo della vostra casa sono tutto quello che un'opera d'arte chiede. Certo se avete cose di pregio e valore un sistema d'allarme efficace e' necessario. E l'assicurazione.

Il terzo: bellezza gratis. Chi ha avuto la preveggenza di comprare De Chirico negli anni sessanta, giusto per fare un esempio, ha goduto esteticamente per decenni, mentre il suo patrimonio cresceva nel silenzio delle Piazze d'Italia.

Ultima avvertenza decisiva: l'arte va benissimo all'interno di un patrimonio diversificato a dovere.

Dover liquidare troppo in fretta un patrimonio fatto solo di quadri e sculture potrebbe crearvi non pochi problemi. E farvi perdere molto valore.

Anche se i beni artistici, se notificati, possono essere considerati come merce di scambio con lo Stato al posto del pagamento dell'imposta di successione.




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