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Credito Valtellinese, sarà la prossima preda del risiko bancario?

del 23/09/2020
di FinanzaWorld staff
Il Credito Valtellinese (Creval) è una storica banca italiana la cui fondazione risale a più di un secolo fa e per la precisione al 1908 a Sondrio.

La banca è inizialmente una piccola realtà di 60 soci e opera a sostegno della piccola iniziativa privata della Valtellina.

Almeno fino all'inizio degli anni '80 del secolo scorso la società limita la propria attività alla Valtellina. Dall'inizio di questo decennio, però, si comincia a creare la struttura che porterà all'espansione negli anni seguenti. Vengono create all'interno del gruppo le società per il presidio dei sistemi informatici, le attività di leasing e la gestione del patrimonio immobiliare.

Gli anni '90, invece, sono quelli delle acquisizioni e dell'espansione territoriale. Dal '95 vengono acquisite, progressivamente, la banca milanese Credito Artigiano, poi la Banca Popolare di Rho, la Banca Popolare Santa Venera, la Cassa San Giacomo. Ma partono anche le acquisizioni fuori dalla Lombardia, come le siciliane Banca Regionale Sant'Angelo e Leasingroup Sicilia.

A questo punto, Creval è già il quarto gruppo lombardo. Ma gli acquisti continuano anche negli anni 2000, con l'acquisto di Carifano nelle Marche e la Banca Cattolica.

Dal 2015, però, le cose diventano un po' critiche per il gruppo. Il titolo in Borsa perde il 90% in pochi anni a causa di pratiche di credito piuttosto disinvolte e forti conflitti di interesse tra clientela affidata e figure di vertice dell'istituto.

Nel 2015 i rapporti con le parti correlate erano addirittura il 90% del totale delle attività, contro percentuali ben più basse (nell'ordine del 15% o meno) di altre banche italiane concorrenti.

Questo portò a ingenti perdite cumulate, tra cui quella veramente rilevante del 2017 pari a 331 milioni di euro.

La banca reagisce a questa situazione con un fortissimo aumento di capitale, la trasformazione da banca popolare a SPA e poi l'ingresso dei fondi nella proprietà.

A dicembre 2017 viene approvato un aumento di capitale da 700 milioni (sei volte superiore al valore di Borsa), eseguito poi nel 2018. Dopo questo aumento, ai piccoli azionisti resta il 10% del capitale, mentre entrano con forza i fondi. Il maggior azionista diventa Steadfast Capital, un hedge fund di New York, con l'8,50% del capitale.

Seguono Algebris, Hopsking Partners e Credit Agricole.

Oggi Creval è un gruppo bancario tra i più importanti in Italia. Il dodicesimo per numero di sportelli, con l'1% del totale attività bancarie italiane e degli impieghi. Le aree di maggior presenza sono la Lombardia, le Marche e la Sicilia, dove la quota sui depositi raggiunge oltre il 4%, quella degli sportelli oltre l'8%.

In questo momento Creval è senza dubbio sotto i riflettori degli operatori perchè può rappresentare una preda/partner ideale nell'attuale nuova fase di risiko bancario.

Dopo la fusione Intesa-Ubi altri grandi operatori hanno bisogno di aumentare le dimensioni e la concentrazione e una banca medio/piccola rappresenta probabilmente un soggetto privilegiato agli occhi degli altri operatori del settore.

Attualmente, le voci di corridoio vedono due possibili sbocchi per Creval. Il primo è quello di entrare nella sfera di Credit Agricole, con cui c'è una collaborazione di lungo termine. Il secondo, invece, è quello di un'operazione più paritetica: un'aggregazione con Banca Popolare di Sondrio.

Vedremo nei prossimi mesi cosa succederà.

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