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Isagro, il nuovo modello di business migliorerà i risultati economici?

del 18/04/2018
di FinanzaWorld staff
Isagro è una società operante nel settore degli agrofarmaci, con una "pipeline" di funghicidi, pesticidi e prodotti simili utilizzati in agricoltura per proteggere le coltivazioni da insetti, funghi e malerbe.

L'impiego in agricoltura di questi agrofarmaci ha l'obiettivo di favorire l'aumento della produttività agricola.

La società opera a livello globale, con presenza anche in mercati emergenti come Brasile, India, Cina e Sud Africa.

La produzione si realizza in cinque stabilimenti di cui quattro in Italia e uno in India, mentre dal punto di vista commerciale il gruppo ha una distribuzione diretta in diversi Paesi tra cui India, Cina, USA, Brasile, Spagna, Colombia, Messico e Australia.

Uno degli aspetti più interessanti della società è la sua forte concentrazione nelle attività di ricerca e sviluppo. Infatti, l'azienda investe in ricerca il 10% del suo fatturato ed ha circa 100 dipendenti che si dedicato a questa specifica attività.

Nell'ottica di un investitore il principale problema è una certa variabilità e irregolarità dei risultati.

Attualmente i ricavi e i profitti sono allo stesso livello del 2012, cioè di ben cinque esercizi fa. Duranti questi anni c'è però stata una certa variabilità, sia al rialzo, sia al ribasso.

La società non paga dividendi.

Per il futuro, la società punta a potenziare le sue alleanze strategiche. Poiché lo sviluppo di una molecola costa tra i 150 e i 200 milioni di euro e tra l'inizio della ricerca e l'arrivo sul mercato del prodotto passano dai 12 ai 15 anni, è molto difficile per una piccola società come Isagro creare un portafoglio competitivo.

Non a caso, la società è una delle poche (se non l'unica) in occidente che si occupa di discovery pur non essendo una big corporation.

Con le alleanze, la società punta ad ovviare a questo problema, visto che in passato lo sviluppo di molecole proprie si è rivelato un errore secondo le parole dello stesso management. Quindi saranno chiusi accordi con società che si trovano in diversi punti della catena del valore del business in cambio di una "cessione" di parte del valore finale delle vendite.

La società punta comunque a raggiungere i 200 milioni di fatturato entro il 2020 e poi, nel decennio successivo, un notevole aumento di fatturato visto che entrerà sul mercato un nuovo funghicida.

Se l'azienda riuscirà a implementare il proprio modello di business, i risultati potrebbero migliorare notevolmente. Seguiamo quindi da vicino questa società.


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