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di Francesco Carlà
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Cedolare secca

del 31/07/2015
di Francesco Carlà
Cos’e’ e come funziona la nuova cedolare secca sugli
affitti e, soprattutto, conviene?

Con la cedolare secca è ora possibile scegliere
il regime fiscale che si vuole adottare,
tra quello tuttora vigente, che si fonda sul
cumulo dei redditi e prevede specifiche riduzioni
Irpef (15% per tutti i contratti, più un ulteriore 39%
per quelli a canone agevolato), oppure la nuova
tassazione separata, che inserisce una aliquota
fissa del 21% sui contratti a canone libero,
e del 19% su quelli a canone concordato.

La cedolare si applica alle locazioni abitative
effettuate da persone fisiche. Quindi sono
esclusi dal nuovo regime fiscale quelle effettuate
dalle imprese.

Un vantaggio: l’imposta secca sostituisce, per tutti i contratti, la tassa
sul reddito delle persone fisiche (Irpef) e le relative
addizionali regionali e comunali; l’imposta di registro
e il bollo dovuto sul contratto di locazione, e anche
sulla sua risoluzione e sulle proroghe.

Ma c’e’ anche uno svantaggio: se si sceglie il nuovo regime sostitutivo,
vengono automaticamente congelati gli aggiornamenti
del canone: quindi niente piu’ adeguamento
all’inflazione (in base all’indice Istat).

La cedolare deve essere scelta dal proprietario,
in caso contrario rimane la tassazione ordinaria.

Cala un po’ la burocrazia. Se scegliete la cedolare
secca, la registrazione del contratto assorbe tutti
gli ulteriori doveri di comunicazione e fa venir
meno anche l’obbligo di comunicazione delle
generalità del conduttore all’autorita‘ di pubblica
sicurezza.

Fatta la legge trovato l’escamotage? Il provvedimento
parla di immobili a uso abitativo che siano affittati per finalità
abitative, quindi la cedolare dovrebbe poter essere
applicata anche alle altre formule di locazione a uso
residenziale (in questo caso con aliquota al 21%),
per esempio i contratti transitori a uso turistico.

Servirà la conferma delle Entrate,
ma lo stesso provvedimento chiarisce che
l’opzione per la cedolare può comunque essere fatta
quando la durata è inferiore ai 30 giorni (come per i contratti turistici).

Insomma: per sapere se vi conviene o no dovete per forza
fare dei calcoli attenti con il vostro commercialista:
e’ tutta una questione di aliquote fiscali personali.


Francesco Carla'
Presidente
www.finanzaworld.it




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