di Francesco Carlà

Carte cobranded

del 3/02/2022 di Francesco Carlà
Le carte di credito co-branded stanno spopolando anche in Italia. In Europa ormai coprono quasi il 70% del mercato.

Questo genere di carte ha le stesse funzioni di una carta classica, o di una revolving.

Regola generale: dovete pensarla come un mezzo di pagamento ed evitarla come mezzo d'indebitamento. Gli interessi sono generalmente molto alti.
 
Sono emesse da un istituto autorizzato, banca o finanziaria, insieme con una terza azienda, che abbina il suo marchio per sviluppare la distribuzione della carta e aggiunge Premium addizionali: premi, incentivi, fidelizzazione e sconti assortiti.

Premi: come le miglia gratis per le compagnie aeree; oppure punti che danno accesso ai premi.

Cash back o sconti: una parte delle somme che spendete vi vengono rimborsate o regalate.

Servizi: per esempio l'estensione della garanzia, l'assistenza medica di emergenza.

Assicurazioni: la tutela dei ritiri, l'assicurazione per gli acquisti online.

Banca ed emittente ci guadagnano perchè il cliente è piu' stimolato a desiderare di avere, ed usare, proprio quella carta.

L'azienda che aggiunge il suo marchio ha un canale preferenziale per le sue attività di marketing e customer care.

Esistono carte di credito marchiate con il logo delle più importanti squadre di calcio, moda, automobili, elettronica, informatica, cellulari, viaggi e perfino famosi marchi di Internet.

A guardare bene ormai sono raggruppate in otto categorie: Premium e web, solidali, viaggi e tempo libero, sport, grande distribuzione, auto e moto, assicurazioni, associazioni.

Nel contratto che fanno sottoscrivere per l'adesione sono, o dovrebbero essere, specificate tutte le condizioni e le agevolazioni previste.

Fino qui sembrano tutti pro. E i contro?

Dovete stare molto attenti a misurare, con calma, quanto gli incentivi e i premi siano davvero tali. Controllate che il marketing non vi faccia spendere molti più soldi del previsto.

Si tratta di professionisti pagati proprio per questo. Abbassare la guardia non è mai una buona idea.




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