di Francesco Carlà

Campioni in fallimento. Ci riguarda?

del 23/11/2020 di Francesco Carlà
Scrivevo questa newslettera più o meno sette anni fa. Quando mi è ricapitata sotto gli occhi ho pensato subito una cosa:

Non c'è nulla di più istruttivo di queste storie. Con un mio post scriptum finale. Buona lettura.


"C'è un recente studio dell'Università di Phoenix dedicato alle fallimentari decisioni finanziarie degli atleti professionisti americani.

Si scoprono alcune cose molto interessanti.

Il 60% dei giocatori della NBA si trova in stato di dissesto finanziario dopo soli 5 anni dal ritiro. Addirittura il 78% di quelli della NFL (football americano) dichiara bancarotta personale, sempre nel giro di 5 anni.

Il 25% è già nei guai dopo un anno.

Vi chiederete come sia possibile che professionisti ben pagati (stipendio minimo NFL 270000 euro, medio 720000, le stelle guadagnano molti milioni ...) finiscano così male e così rapidamente ...

Le ragioni sono molte, spesso anche da codice penale come la truffa che ha coinvolto 78 giocatori NFL cui sono stati sottratti 32 milioni di euro.

Ma il motivo principale è uno solo: mancanza totale di educazione finanziaria. Aggiungo: incapacità di fare anche i minimi calcoli aritmetici.

Non parliamo di percentuali e medie ...

Le scelte che gli atleti fanno durante la carriera si rivelano poi catastrofiche appena gli stipendi non arrivano più.

Sempre secondo la ricerca Usa, e anche per il sottoscritto, le decisioni peggiori sono quattro.

La prima: sopravvalutare la propria capacità di guadagno nel tempo. Immaginare che le cose possano andare bene quasi per sempre, proiettando nel futuro l’opulenza del presente. Senza fondamento.

La seconda: sottovalutare l'entità delle spese in proporzione ai guadagni. Anche per un campione una Lamborghini è una Lamborghini.
La confusione tra costi necessari e lusso sfrenato è letale. Per esempio, non mettono in conto il divorzio. Eppure arriva per una grande percentuale di atleti.

La terza: sottovalutare l'importanza dei giusti investimenti per mantenere nel tempo il tenore di vita del presente.

La quarta: delegare la gestione del proprio denaro ad un 'esperto' senza avere gli elementi sufficienti per sceglierlo bene.

Ci trovate molte cose che non riguardano solo i campioni dello sport? Avete ragione."

Ps. 2020: Ci sono eccezioni. Per esempio LeBron James. Il grande campione NBA ha ricevuto addirittura il plauso di Warren Buffett per la sua saggezza finanziaria.

Il massimo possibile.

Morale: non bisogna essere laureati in scienze finanziarie per diventare ricchi e restare tali nel tempo.

Vi ricorda un Principio della Finanza democratica del sottoscritto (dal 1999)? Avete di nuovo ragione.


Un caro saluto a tutti,

Vs. Francesco Carlà
f.carla@finanzaworld.it


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