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Mercato azionario, tra valutazioni e tassi di interesse

del 12/01/2018
di FinanzaWorld staff
Molti analisti ritengono che le azioni siano sopravvalutate dopo i rialzi di questi anni.

Per certi versi, la cosa non è del tutto sbagliata.

Secondo i multipli storici dei principali indici internazionali oggi le azioni non sono certo economiche.

Ad esempio, attualmente l'indice S&P500 quota poco più di 23 volte gli utili 2017. Un livello che è sicuramente superiore alla media storica pluriennale, che è leggermente sotto 20.

Sicuramente, non un livello economico quindi e in altri mercati le cose non sono molto diverse.

Tuttavia, chi si limita a questa analisi non tiene conto dei tassi di interesse eccezionalmente bassi.

In questo momento il decennale USA rende circa il 2,57%, che è un livello davvero basso dal punto di vista storico. Per gran parte degli anni '90 i tassi sul decennale USA sono stati tra il 6% e il 7%, mentre negli anni 2000 comunque intorno al 4%.

Quindi il 2,57% attuale è un valore molto basso, nonostante i rialzi degli ultimi mesi.

Fuori dagli USA le cose non sono molto diverse. In area euro i titoli decennali tedeschi rendono lo 0,59% e fino a non poco tempo fa erano addirittura in territorio negativo, in Giappone e Svizzera i tassi sono ugualmente sotto l'1%. Persino il BTP italiano, con un rendimento del 2%, è circa mezzo punto sotto il rendimento del decennale USA.

Tassi così bassi fanno una grossa differenza sulle valutazioni azionarie.

Ad esempio se i tassi fossero al 6% investire in un paniere azionario con un P/E di 20, quindi con un rendimento inverso del 5%, presenterebbe alcuni rischi.

Infatti, gli utili societari dovrebbero salire del 20% solo per avere un rendimento inverso in linea con quello obbligazionario.

Se però il rendimento del decennale è del 2,5%, allora investire in azioni con un P/E di 20 non solo non è particolarmente rischioso, ma abbiamo persino un margine di sicurezza qualora gli utili scendano o i tassi salgano.

E' per questo che le valutazioni attuali non sono, di fatto, particolarmente alte.

Naturalmente questo non vuol dire che non ci siano dei rischi. C'è sempre un rischio nell'investimento azionario. Tuttavia, le valutazioni non sono sicuramente la maggiore criticità in questo momento.


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