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Cosa ci aspetta sul mercato obbligazionario nel 2018?

del 29/12/2017
di FinanzaWorld staff
Il 2017 per i mercati obbligazionari è stato piuttosto tranquillo e con pochi scossoni.

Gran parte del comparto obbligazionario, infatti, si è mosso davvero poco rispetto a fine 2016 e nonostante tutti pronosticassero un calo delle quotazioni e un aumento dei rendimenti di fatto questi non ci sono stati.

Ma cosa possiamo aspettarci, ora, in questo 2018 che sta arrivando?

Beh, la situazione non è molto diversa da quella di dodici mesi fa.

In USA la FED sembra intenzionata a continuare ad aumentare (lentamente) i tassi, visto anche che l'economia americana sta tirando molto.

In Europa, la BCE procederà a ridurre progressivamente l'intervento di stimolo monetario.

Quindi, sulla carta anche il 2018 dovrebbe essere orientato all'aumento dei rendimenti e al calo delle quotazioni.

Il punto è che non sempre le aspettative poi vengono confermate e il 2017 ce lo insegna.

Di fatto, il punto fondamentale è che l'inflazione rimane sempre bassa, nonostante l'economia stia crescendo anche in Europa. Questo è dovuto in primo luogo al forte aumento della produttività, che permette quindi di avere crescita economica senza arrivare a situazioni di piena occupazione e tensioni salariali. I prezzi delle materie prime, poi, non sono sotto pressione, anche per il fatto che nell'attuale economia c'è sempre maggiore "immaterialità".

Naturalmente in futuro le cose potrebbero cambiare, ma attualmente con poche pressioni inflattive non è poi così scontato che i tassi aumentino soprattutto in Europa.

A livello di strategia, è sempre il caso di non eccedere con titoli a lungo termine, perché i prezzi restano sempre sostenuti. La cosa migliore è una duration media del portafoglio tra i 3 e i 5 anni, che offrono rendimenti un po' più alti rispetto ai titoli a breve ma non rischiano di venire eccessivamente penalizzati in caso di repentino aumento dei tassi.


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