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Harley Davidson, un'icona d'America ma con qualche problema

del 20/01/2017
di FinanzaWorld staff
Oggi parliamo di una società il
cui nome è sicuramente noto a tutti
o quasi e cioè Harley Davidson.

Quando in ambito motociclistico si
parla di questo nome, non si
deve pensare ad una società che compete
sulle prestazioni, la modernità
e gli aspetti tecnici.

L'Harley Davidson è proprio un'icona,
un "way of life", e per questo l'azienda
riesce a praticare dei prezzi molto
alti sui propri prodotti, realizzando
quindi dei margini davvero buoni.

La societa' ha infatti un margine operativo
del 17% e un margine netto sul fatturato
dell'11%. Si tratta di valori molto alti
per un'azienda del settore motociclistico
e, in generale, del comparto veicoli.


Infine, l'azienda da un punto di vista
finanziario è anche molto "friendly" per i
suoi azionisti. Infatti, ha pagato il
suo primo dividendo nel 1993 e da allora
lo ha incrementato a ritmi estremamente
sostenuti e comunque l'aumento è stato sempre
superiore al 10% annuo.

L'unica interruzione c'è stata durante
la crisi del 2009, quando il dividendo
fu ridotto di 2/3, ma da allora
la ripresa è stata costante e nel 2016
siamo tornati sopra i livelli di dividendo
del 2008.


Quali sono i punti di debolezza di questa
società?

Beh, ce ne sono un paio.

In primo luogo, il debito è piuttosto elevato.

La società ha un debito al netto della cassa
pari a 6,5 miliardi di dollari, pari a circa
3 volte il capitale netto, al 60% della
capitalizzazione di Borsa e a circa 5 volte
l'EBITDA. Un livello non enorme, ma nemmeno
basso.

A questo si aggiunge il fatto che nel 2015
i risultati economici sono peggiorati rispetto
all'anno precedente in termini di fatturato
e utili e anche nei primi 9 mesi del 2016
non si può parlare di vera e propria ripresa.

Infatti, anche se il fatturato è lievemente in
rialzo, gli utili operativi sono in calo sia
nel settore industriale, sia nel segmento
finanziamenti.

Concludendo, nonostante stiamo parlando di una
società "icona" e con una grande "economic-moat"
tanto per usare un linguaggio caro a Warren Buffett,
ci sono alcuni segnali di pericolo che un investitore
deve tenere in considerazione.

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