Tutto quello che avresti voluto sapere sul denaro, sul risparmio, sugli investimenti, e sui servizi finanziari, e non hai mai osato chiedere!


di Francesco Carla'
Il Master "Investi Personalmente" con Francesco Carla' e' l'esclusivo videocorso in 30 lezioni per imparare a gestire in modo Autonomo e Indipendente i propri Investimenti.

CLICCA QUI per saperne di piu'.

Guarda GRATIS le prime 3 lezioni!

Clicca subito sui seguenti link:
- Lezione 1 - Livello Iniziale
- Lezione 11 - Livello Intermedio
- Lezione 21 - Livello Avanzato

Da Zero A Investitore Intelligente

Consulta subito
l'edizione digitale


Master Live con
Francesco Carla'
>> Entra

Scopri tutti gli
strumenti per fare
di te un investitore
>> Entra



Chiuso per siccita’


Ci mancherebbe solo questa.

 

In Italia, come si legge bene anche in altro post anzi in altri post, abbiamo gia’ un bel mucchietto di problemi, di veti e controveti, e fra poco ci sara’ la guerra per la Tav, decisamente in pochi sentivano la mancanza della siccita’.

 

E invece pare che potrebbe perfino rendere indispensabile la chiusura, si spera temporanea, delle fabbriche.

 

Di quelle che ci sono rimaste dopo la delocalizzazione massiccia in Asia ed Est Europa…

 

 

 

www.corriere.it
Gabriele Dossena

Chiuso per siccitą. Questo lo scenario che si prefigura per le imprese italiane a causa della crisi idrica. Uno scenario quasi imminente: entro l’estate, ormai alle porte. A lanciare l’allarme č il presidente della Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo: «Ogni estate c’č un problema, ogni estate si corre ai ripari, quando ormai il danno č fatto, con delle toppe che non risolvono il problema di fondo e strutturale».
Da Berlino, in occasione della conferenza con i presidenti delle associazioni industriali degli altri Paesi del G8, Montezemolo non risparmia critiche nei confronti del governo: «Č un problema che coinvolge investimenti e denaro, ma non viene mai risolto perché magari i risultati si vedono tra diversi anni, e ci sono sempre le elezioni dietro l’angolo, per cui bisogna sempre pensare al contingente e mai al futuro».
«NESSUNA PROGRAMMAZIONE» — Il numero uno degli industriali punta il dito sull’incapacitą di programmare interventi infrastrutturali. E a questo proposito ha pure sottolineato come in Italia «solo il 4% del Pil sia destinato agli investimenti pubblici in infrastrutture, a fronte di una spesa pubblica complessiva che ha raggiunto il livello record del 50,5% del Pil».
«Da tanti, troppi anni non si č in grado di pianificare investimenti in settori basilari a controllo pubblico, come per esempio la rete idrica, con il rischio di dover fermare le fabbriche questa estate – ha poi aggiunto – . C’č un’incapacitą patologica di procedere con interventi strutturali che superino il contingente. Tutto ciņ accade mentre gli altri governi europei, a cominciare dalla Germania, stanno imboccando con rinnovato vigore e lungimiranza la strada della crescita e delle riforme, investendo in ricerca, infrastrutture, education e diminuendo la tassazione sulle imprese».
VERSO LO STATO D’EMERGENZA — In attesa del prossimo Consiglio dei ministri, che il 4 maggio dovrebbe dichiarare lo stato d’emergenza, la discussione sulla crisi idrica ha scatenato un dibattito a pił voci e interventi spesso in conflitto tra loro. Al ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, che insiste sulla necessitą di adottare provvedimenti analoghi a quelli presi per l’energia, che incentivino l’uso efficiente della risorsa idrica e il suo riuso nei processi industriali e di depurazione, replica il responsabile dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, con la definizione di un piano anticrisi in quattro interventi per assicurare le forniture di energia elettrica: aumento di 1.000 megawatt della potenza interrompibile, dando al tempo stesso la certezza sulla disponibilitą effettiva dei 3.100 megawatt gią esistenti, con preavviso e in tempo reale, che riguarderą il sistema industriale; la prenotazione di 2.000 megawatt di capacitą da fornitori esteri, oltre all’adozione di soluzioni temporanee idonee a garantire il funzionamento delle centrali elettriche che utilizzano le acque del Po anche in presenza di bassi livelli.
IL FANTASMA DEI BLACK OUT — Anche i tecnici di Terna, la societą di distribuzione e dispacciamento dell’energia elettrica, hanno messo a punto un piano anti black out, in vista del possibile rischio di fermata o di consistente riduzione della capacitą produttiva degli impianti termoelettrici che utilizzano l’acqua del Po e i suoi affluenti, rischio che andrebbe a sommarsi con un prevedibile picco della domanda in concomitanza con la progressiva entrata in funzione degli impianti di condizionamento. A farne le spese, con massicci distacchi di energia, saranno in primis le grandi aziende con consumi molto elevati, per poi arrivare ai distacchi programmati a livello nazionale che potrebbero colpire famiglie e piccole imprese.




© FinanzaWorld - Tutti i diritti riservati/All rights reserved Partita IVA:04401280757


Navigazione suppletiva

Per avere i migliori e piu' aggiornati consigli vi invitiamo a visitare le pagine seguenti: