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15 Domande per voi: le vostre risposte


Dopo tre settimane di domande (15 domande per voi),
ho ricevuto molte risposte. Pubblico di seguito quelle
di due Fwiani diversi. Il primo e’ un veterano di Fw
e dei nostri Pilastri dell’Investimento Intelligente:

1 Finanza democratica
2 Frullatore
3 Metodo
4 Maratona

Si tratta delle prime 10 che sono di Fausto DM.
Con le sue risposte mi trovo spesso d’accordo,
anche se non sempre.

Il secondo, M. Ponti, e’ ancora indeciso se abbandonare
le sponde del trading e convertirsi, oppure no. Le differenze
si leggono bene anche nelle risposte. Le ultime 5.

Con lui non mi trovo quasi mai d’accordo.

Naturamente ringrazio entrambi.

E voi cosa ne pensate delle loro risposte e delle mie domande?

Facciamo un gioco:
Scovate le cose su cui sono in disaccordo con Fausto
e con M.Ponti. Scrivetele a f.carla@finanzaworld.it
-Fausto DM

1 Cosa vuol dire ‘Investire’?
Scommetto che vuol dire una cosa
diversa per ognuno di noi (voi). O quasi.

Fausto: Rinunciare all’immediato utilizzo di tutte le
proprie disponibilità, dedicandone una parte ad attività
che dovrebbero creare valore nel tempo…

2 A che eta’ e’ bene cominciare ad investire?
Il fattore tempo e’ tremendamente
importante per avere grandi risultati.

Fausto: Appena l’uso della ragione lo consente… 13 anni.

3 In cosa e’ intelligente investire?
E’ davvero sorprendente come siano
diversi i risultati quando cambiano gli
strumenti d’investimento.

Fausto: diversificare su attività che
prospetticamente creino valore.

4 In cosa e’ stupido investire?
Ci sono ‘investimenti’ che non sono
affatto tali. E’ decisivo saperlo prima.

Fausto: In attività che hanno costi superiori ai
benefici (fondi comuni) o in attività a rendita
nulla con la scusa che il rischio è zero
(es. obbligazioni garantite).

5 Quali sono gli investimenti piu’ redditizi?
Negli ultimi 100 anni ci sono investimenti
che hanno surclassato gli altri, eppure
molti non lo sanno.

Fausto: Mercato azionario.

6 Che cos’e’ il ‘rischio’ negli investimenti?
Molte persone hanno un’idea del rischio
che non e’ per nulla realistica. Anzi e’ sbagliata.

Fausto: Difficile definirlo in 2 parole…
E’ la probabilità di distruggere il capitale…
Ma questa viaggia in parallelo con l’opportunità
di farlo crescere… Fra i 2 aspetti va bilanciato
il miglior compromesso possibile.

7 Cosa s’intende per ‘breve termine’?
“Investire a breve termine” e’ un’espressione
che ha senso secondo voi?

Fausto: 3-5 anni.

8 Cosa vuol dire ‘medio termine’?
Che definizione dareste di questo
timing di investimento?

Fausto: 5-8 anni

9 Cosa significa ‘lungo termine’?
Keynes diceva che a lungo termine
siamo tutti morti. Era una battuta?

Fausto: 8 -80 anni

10 Perche’ molti rimandano l’investimento?
Ci sono sempre cosi’ tante ragioni
per non cominciare. Le vostre quali sono?

Fausto: Per paura ed incapacità di decisione.
-M. Ponti

11 Quand’e’ il momento di comprare?
Esiste un momento perfetto per comprare azioni
oppure obbligazioni? Esiste il ‘minimo’?

MP: Non esiste un momento perfetto per comprare…
Ci sono pero’ degli indicatori di probabilità di
successo che possono diminuire quelle di insuccesso.
Chiaramente l’uso del tuo “Frullatore” è un indicatore
importante per scremare le societa’ sulle quali investire,
un altro fattore e’ pero’ il dimensionamento della
posizione e la definizione della soglia massima di
rischio dove mettere il nostro stop-loss,
sia dal punto di vista tecnico che da quello emotivo
(soglia di sopportazione).

Compra al minimo e vendi al massimo e’ il refrain
dei venditori di fumo e dei broker…. Il minimo in teoria
esiste… ed è 0, che pero’ rappresenta l’uscita del titolo
dal mercato, per cui non e’ auspicabile. E’ pressoche’
impossibile definire quale sia il massimo o il minimo
di un titolo, anche gli storici non sono di grande aiuto…
ci sono pero’ delle probabilita’ che un titolo ripercorra
in parte la sua storia e quindi dei livelli che possiamo
settare per dare una probabilità che un prezzo li tocchi
dando origine ad un supporto o una resistenza (ma siamo
sempre nel campo probabilistico).

12 Come si fa a capire quando vendere?

MP: Come gia detto si tratta di definire uno stop loss
accettabile per noi, sia in termini tecnici che psicologici,
c’e’ chi mette SL al 5% e chi al 7% ma poi dipende da come
si e’ comprato e da come si muove un titolo…. E sul Timeframe
naturalmente… la propensione personale al rischio ha poi un
grosso peso in queste decisioni perche’ io posso anche accettare
una perdita del 10% su un titolo che considero buono se ho
intenzione di tenerlo per qualche anno…
Parlo di SL anche se l’azione guadagna perche’, proprio
per la propensione di tutti a cercare di vendere al massimo,
si esce fatalmente su di uno SL che noi mettiamo qualche punto
% sotto al prezzo del titolo….

13 C’e’ un attimo cruciale in cui bisogna assolutamente
vendere le proprie azioni oppure le obbligazioni?
Esiste il ‘massimo’?

MP: Con la mia risposta sopra penso di avere gia’ messo
in chiaro il mio pensiero al riguardo, chiaramente il
concetto di massimo e’ ingannevole perché il massimo teorico
tende all’infinito e quindi noi ci basiamo su dei livelli
di massimo raggiunti da un titolo nel periodo storico di
interesse (tendente al massimo disponibile), incrociando
questi massimi con i dati relativi al periodo storico relativo
possiamo definire dei livelli di probabilità di raggiungimento
di un certo prezzo, ma sono sempre nel campo probabilistico.

Pertanto per rispondere alla tua domanda io reitero la mia
risposta circa l’utilità dell’uso del traling stop che io
tengo sempre un 7% al di sotto del prezzo attuale… anche per anni….
Seguendo con pazienza le fluttuazioni dei prezzi sperando di
massimizzare il mio guadagno…

13 Con che capitale si comincia ad investire?
Quandi soldi ci vogliono per dare inizio alla
vostra carriera di investitori?

MP: Questo e’ un argomento spinoso perche’ coinvolge due fattori
a mio avviso cruciali: età e patrimonio da investire.
Partiamo dalla definizione del patrimonio da investire che
sarà necessariamente dato dal differenziale tra quanto abbiamo
e quanto necessitiamo per vivere, sono quindi quei soldi di cui
non abbiamo bisogno nell’immediato e che quindi possiamo rischiare
di perdere senza andare in rovina.

Fattore età: questo fattore incide molto perché impatta su
due diversi aspetti da considerare:
-propensione al rischio
-capacita’ di assorbire le perdite /ricostituire il capitale
– disponibilita’ di capitale

In condizioni normali noi piu’ andiamo avanti con gli anni piu’
dovremmo avere disponibilita’ di capitale da investire ma
minore propensione al rischio e minore capacita’ di assorbire
le perdite e ricostituire il capitale. Quindi un giovane con
pochi soldi puo’, come da te ben spiegato, crearsi negli anni
un discreto capitale sfruttando la “magia” dell’interesse
composto ed investendo nei titoli giusti…

Questo in un mercato perfetto… ci sono pero’ dei fattori
importanti da considerare: in primis il costo delle operazioni,
dato dalle commissioni di brokeraggio e poi dalla tassazione
sulle plusvalenze, in entrambi i casi queste abbassano di molto
il livello di guadagno percepito… anche se poi pensando ad un
timeframe pluriennale noi possiamo vedere come questi costi
diventino ininfluenti quando rapportati al guadagno totale.

Il punto nodale secondo me e’ che chi ha il capitale e puo’
rischiarlo, sono quelli che hanno gia’ una discreta possibilita’
economica, i professionisti, tutti gli altri hanno bisogno di
avere un ritorno economico in tempi medio brevi…

Pur non esistendo una cifra di riferimento penso che servano
almeno 50.000 euro per iniziare ad investire bene,
cioè a compensare perdite e tasse varie… ma sempre di soldi
non necessari per vivere… che possono essere persi….

Questo è un concetto che ho trovato ostico da fare digerire
ai miei amici… cioe’ che nessun investimento e’ sicuro.

Si puo’ sempre perdere tutto o quasi tutto (penso a chi ha
investito nelle Saipem a 40 euro e si e’ trovato il titolo
a -34% in un giorno solo).

14 Investitori si nasce o si diventa?
Warren Buffett e’ un investitore nato.
Su questo non ci piove. Ma investitore
bisogna per forza ‘nascerlo’ come avrebbe
detto Toto’? O si puo’ anche diventarlo?

MP: Investitori si diventa, geni della finanza
probabilmente si nasce… Buffett e’ un genio
nel senso che non ha seguito un metodo,
ma gli altri ne hanno creato uno seguendo le sue mosse.

(L’ha seguito, quello di Graham e Fisher. Poi
l’ha evoluto da solo, ma dando anche retta a Munger …) Nota di C.

15 Quanto conta il Metodo nell’investimento?
Si puo’ improvvisare mentre si investe, o
ha molto piu’ senso essere pronti e preparati
a tutte le condizioni dei mercati?

MP: Il metodo e’ tutto, e’ quello che differenzia il 5%
di chi ha successo sui mercati dal 95% di quelli che perdono.
Parlando di metodo intendo sia cio’ che sta prima,
cioe’ la selezione dei titoli, il corretto dimensionamento
della posizione secondo la propria disponibilità finanziaria,
fino alla gestione degli SL o Take Profit che dir si voglia.

Chiudo dicendo che io purtroppo non ho un grande capitale
da investire, avendo spese molto elevate se comparate al
mio stipendio, e per questo mi sono rivolto in parte al
campo obbligazionario o dei fondi a basso rischio ed in
parte al mercato azioni/forex su TF medio-basso, fino a che
non ho capito che questo e’ il paese dei balocchi, siamo tutti
pinocchi che poi diventano ciuchini… il teatrino e’ nelle mani
di Broker e Mani Forti…. Noi siamo solo il parco buoi.

Concordo quindi con te sul sistema e sull’invito che fai
ad operare su un tempo lungo e utilizzando l’interesse composto.
-Carlà
Vi ricordo il gioco:
Scovate le cose su cui sono in disaccordo con Fausto
e con M.Ponti. Scrivetele a f.carla@finanzaworld.it

Un caro saluto a tutti,

Vs. Francesco Carla’
f.carla@finanzaworld.it




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