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di FinanzaWorld staff
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Gli Split

del 11/09/2008
di FinanzaWorld staff
Proprio questa settimana su uno dei titoli dei nostri
portafogli premium e' stato effettuato uno split 2x1.

Vediamo di capire in questo articolo cosa sia esattamente
uno split.

Un titolo, auspicabilmente, tende a salire di prezzo nel
tempo, rendendo cosi' piu' difficile per un investitore
riuscire a comprarlo.

Ad esempio, se voleste acquistare una sola azione del
titolo Google (NASDAQ:GOOG) dovreste sborsare oltre
400$. Per non parlare del titolo dell'impero di Warren
Buffet, la Berkshire Hataway (NYSE:BRK-A) che quota
ad oltre 110.000$.

E per avere il titolo della Coca-Cola (NYSE:KO),
se nel corso degli anni non avesse effettuato split,
avreste dovuto pagare qualche milione di dollari.

Lo split e' quindi uno strumento per aumentare
l'appetibilita' psicologica di alcuni titoli.
Ma nulla sostanzialmente cambia per gli azionisti,
la torta viene semplicemente divisa in piu' fette,
ma i detentori del titolo restano invariati in percentuale.
E' come avere una banconota da 20$ e riceverne due
da 10$ in cambio. Non si ha alcuna variazione sui
fondamentali dell'azienda.

L'operazione contabile aumenta il numero di azioni
sul mercato, dividendo ogni azione e quindi diminuendone
il prezzo, ma lasciando inalterata la capitalizzazione.

Lo split ha come conseguenza anche l'aumento della
liquidita' del titolo, diminuendo la differenza tra bid e ask
che nel caso del titolo BRK-A puo' essere oltre i
1.000$.

Quando per ogni azione posseduta se ne riceve un'altra
si parla si split 2x1 o 2:1 ratio. Il ratio puo'
variare di molto e infatti sono abbastanza comuni
anche split 3x1, 5x1 e cosi' via.

Prima che lo split venga eseguito l'azienda deve
annunciarlo al mercato.
Yahoo Finance riporta giornalmente i titoli soggetti
a split:
http://finance.yahoo.com/marketupdate/overview

E' importante fare attenzione ad eventuali ordini
condizionati su azioni soggette a split.
E' sempre meglio verificare con la propria banca cosa
accade in questo caso.
Ad esempio, prendiamo un titolo che quota a 30$
ed effettua uno split 2x1, ed uno ordine di stop loss
sul titolo a 20$. Se la banca non applicasse correttamente
l'ordine, quando il titolo post split quota a 15$,
verrebbe eseguito l'ordine di stop loss.
Alcune banche cancellano l'ordine, altre modificano
automaticamente il prezzo di stop loss in base al
ratio dello split, ma suggeriamo comunque di verificare.

Un'operazione leggermente differente e' il reverse split.
E' solitamente effettuato da aziende il cui
titolo e' quotato a prezzi piuttosto bassi (inferiore ai 2$).
Per alcuni mercati infatti c'e' il rischio concreto
di delisting sotto un certa quotazione, che per il
Nasdaq e' di 1$.  
Il reverse split ha inoltre lo scopo di aumentare
la visibilita' del titolo sul mercato.
Il reverse split veniva infatti molto usato fino a qualche
anno fa, in quanto gli investitori istituzionali
non erano soliti acquistare titoli sotto un certo
prezzo, generalmente sotto i 10$.

Nel reverse split si parla di 1x2, quando ogni due
titoli se ne riceve uno in cambio. Sulla scia
dell'esempio precedente, questa volta e' come avere
una banconota da 20$ in cambio di due da 10$.
Anche in questo caso la quota finale (la capitalizzazione)
non cambia. Se nello split il numero di azioni sul
mercato viene incrementato, nel reverse split e' invece
ridotto.

Se tuttavia il normale split viene ritenuto come un
segnale generalmente positivo perche' comunque
indicatore di crescita in corso ed aumentata liquidita',
il reverse split e' di solito un cattivo segnale,
perche' l'azienda cerca di rendere il titolo piu' visibile
senza che in realta' ci sia un miglioramento del
business.

Da notare che quando un titolo ha in corso uno split
o un reverse split (o piu' in generale una qualche forma
di riorganizzazione aziendale) la lettera 'D' viene
aggiunta al ticker del titolo per venti giorni.

Alla prossima settimana.


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