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Negli ultimi anni, in Italia, abbiamo assistito
ad un progressivo precesso di concentrazione
delle società del settore utility.
In questo processo, società un tempo controllate
da singoli comuni e generalmente di dimensione
medio-piccola si sono unite per dare vita ad
operatori di maggiore dimensione, capaci di
muoversi in aree territoriali più ampie.
Una di queste società è Ascopiave, realtà
concentrata prevalentemente nel settore del
gas (vendita e distribuzione) e, in misura minore,
dell'energia elettrica.
Ascopiave nasce nel lontano 1956 come
consorzio
per fornire
servizi a 34 comuni dell'area
del Piave. Nel 2001 diventa Società per Azioni
e conta la partecipazione di ben 93 comuni
rispetto agli originari 34.
Da allora, la società continua nella sua espansione
nel settore del gas acquisendo importanti operatori
nel Nord Italia e quindi diversifica con acquisizioni
nel campo dell'energia elettrica, arrivando quindi
alle dimensioni attuali che vedono la società
servire ben 155 comuni e numerosi clienti privati.
Tutto questo processo di espansione è stato realizzato
senza eccessivo ricorso al debito, che attualmente
è solo il 30% del patrimonio netto, un valore piuttosto
basso per un'utility che lascia spazio ad ulteriori
manovre.
Inoltre, la società non manca di erogare stabilmente
un ottimo dividendo, cosa questa ritenuta molto
importante
da chi investe in questo genere di società.
Una società questa piuttosto interessante, con
molti degli elementi che ricerchiamo nel nostro
servizio In Borsa in Italia.
Alcuni dei
titoli scovati
in
passato hanno avuto rendimenti vicini
al 200% ed
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Attualmente, il problema principale di
Ascopiave è la crescita. In passato, la crescita
piuttosto buona (42% l'anno per ciò che riguarda
le vendite e 28% per ciò che riguarda l'utile
per azione negli ultimi due anni) è avvenuta per
il tramite di
acquisizioni.
Ora, gli analisti si attendono una crescita così
detta "organica" (cioè delle attività attuali) del
4,44% per ciò che riguarda le vendite e utili
sostanzialmente stabili.
Questo non è un aspetto positivo, poiché
la società ha un P/E intorno a 15, che non
è proprio un valore tipico di una società
da cui non ci si attende alcuna crescita degli
utili.
Non, solo, ma al momento i buoni dividendi
pagati sono frutto di una distribuzione pressoché
totale dell'utile annuo.
Questo significa che in
futuro un eventuale calo degli utili o la necessità
di finanziare ulteriori espansioni potrebbero portare
la società a ridurre il dividendo, cosa che il
mercato sicuramente non apprezzerebbe.
Si tratta quindi di un'ottima società, ma con alcune
incognite che andranno attentamente monitorate
prima di considerare un eventuale ingresso in
portafoglio.
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