Gli insiders
del 14/08/2008
di FinanzaWorld staff
Nella ricerca dei titoli per i propri investimenti
uno dei parametri da utilizzare e' un alto livello
di insider ownership, preferibilmente tra il 40% ed
il 60%, come insegna il frullatore di Francesco Carla'.
L'insider ownership e' la percentuale del numero di
azioni sul mercato (il flottante) detenuto da persone
dell'azienda stessa, di solito il top management o
i fondatori.
Perche' cerchiamo un alto numero di insider ?
L'idea di fondo e' che nessuno conosce il business
meglio delle persone che in quell'azienda lavorano.
Gli insider chiaramente hanno una prospettiva del
business e del futuro dell'azienda piu' chiaro di
chi e' all'esterno.
Inoltre, sono motivati ad agire nell'interesse dell'azienda,
e quindi anche dell'investitore, anche perche'
spesso i loro stipendi ed i benefit sono legati
alle perfomance del business.
Naturalmente gli insider hanno dei vantaggi rispetto
all'investitore, essendo i primi a venire a conoscenza
di nuove opportunita' o problemi.
La SEC impone pero' rigide restrizioni alle compravendite
che possono essere effettuare dagli insider, ed anche
le aziende tendono ad avere i cosiddetti 'black period',
ossia un arco di tempo, solitamente a cavallo delle
comunicazioni trimestrali ed annuali, in cui e' proibito
effettuare acquisti o vendite del titolo.
Essenzialmente gli insider devono fornire alla SEC il
cosiddetto Form4, dove vengono riportati il prezzo di
acquisto o vendita, la data dell'operazione ed il nome
di chi l'ha effettuata.
Essendo le transazioni degli insider disponibili pubblicamente
molti investitori cercano quindi un'indicazione sui possibili
movimenti del titolo, vendendo quando gli insider vendono
e viceversa comprando quando lo fanno gli insider.
Questo stile di investimento e' talmente popolare
che esiste addirittura un ETF apposito: Claymore/Sabrient
Insider ETF (AMEX:NFO).
L'ETF replica un indice che seleziona i titoli
in base al comportamento degli insider.
Comunque una bassa insider ownership non vuol dire necessariamente
che il management non sia orientato verso gli interessi
dell'investitore. Semplicemente, per titoli a capitalizzazione
molto alta, e' piuttosto difficile riuscire a possedere
una percentuale consistente del business.
Storicamente i titoli con un alto valore di insider
ownership tendono a fare meglio del mercato in un periodo
di tempo medio-lungo.
Nejat Seyhun, autore del libro 'Investment intelligence from
insider trading', ha effettuato degli studi a proposito
dell'insider ownership sui titoli dell'indice S&P500.
Quando gli insider hanno acquistato, nell'anno seguente
i titoli sottostanti hanno fatto meglio del mercato
del 9%. Quando c'era insider selling invece i titoli
hanno fatto peggio del mercato del 5.4%.
Studi dimostrano inoltre che la relazione tra
insider ownership e performance dell'azienda non e'
lineare. Quando gli insider sono oltre una certa
percentuale, c'e' il rischio del cosiddetto 'management
entrenchment'.
Attenzione comunque perche' in un'azienda con una insider
ownership superiore al 50%, il management puo' decidere
qualsiasi cosa senza la necessaria approvazione degli
azionisti. Occhio quindi a titoli con alta insider
ownership e situazioni di bilancio poco chiare, o debiti
troppo alti, con indagini in corso, ecc.
Dove trovare i dati sull'insider ownership ?
Come al solito Yahoo Finance ci viene in aiuto,
indicando nella pagina delle 'Key Statistics'
il valore di '% Held by Insiders'.
La prossima settimana vedremo cosa indica invece
il valore percentuale detenuto dalle cosiddette
'institutions' e capiremo se ha senso investire
seguendo le indicazioni date dai movimenti degli insiders.
Alla prossima settimana.
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