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Negli ultimi anni, il settore delle infrastrutture,
della loro costruzione e gestione, è stato uno
dei più dinamici. Ovunque, al mondo, avere
buone infrastrutture ben funzionanti è considerato,
giustamente, un prerequisito per la crescita
economica ed il buon funzionamento del paese.
Questa esigenza, peraltro, è sentita particolarmente
nei paesi emergenti che debbono colmare il
gap con i paesi più avanzati.
In Italia, il leader del settore delle infrastrutture è
senza dubbio Impregilo.
Il gruppo opera tramite due divisioni: il
contracting, che raggruppa le attività di
costruzione di infrastrutture e ed impianti,
e la divisione "concessioni" che invece comprende
l'attività di gestione di alcune infrastrutture
come autostrade, termovalorizzatori, ecc...
La società è attiva a livello internazionale, con
un buon posizionamento, sia nelle costruzioni
che nelle concessioni, nei mercati emergenti.
Ad esempio, ha in gestione diversi tratti
autostradali in Sud America, una linea
elettrica in Argentina
e persino
un termovalorizzatore
in Cina. Anche nelle costruzioni, ha in portafoglio
diversi progetti in Sud America, anche se comunque
l'Italia resta il mercato principale.
Per ciò che riguarda invece la tipologia di
attività, anche qui l'operatività riguarda business
con un futuro molto promettente. Sia nell'area
concessioni che in quella costruzioni, Impregilo
opera sia nell'ambito dei rifiuti (termovalorizzatori
e smaltimento) che in quello dell'acqua (gestione
del ciclo idrico, costruzione di impianti di dissalazione).
A livello finanziario, negli anni passati i risultati
non sono stati eccezionali. Il fatturato è cresciuto
al ritmo del 3,66% negli ultimi due anni, mentre gli
utili sono stati persino negativi e solo recentemente
sono migliorati.
Quello che però è interessante sono le stime. Gli
analisti si aspettano, per il prossimo anno, una crescita
del fatturato del 23% e degli utili del 35%. Se queste
stime fossero confermate dai risultati reali, Impregilo
si troverebbe a quotare multipli molto bassi. Infatti,
già ora il P/E è poco sopra a 10, complice soprattutto
una discesa del 46% circa dai precedenti massimi.
Sicuramente, se la società confermerà le stime
potrebbe diventare una seria candidata
per
entrare all'interno del portafoglio di In Borsa
in Italia, il nostro servizio dedicato alla Borsa
del nostro paese che ha scovato titoli che stanno
guadagnando quasi il 300% dal loro primo ingresso.
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Al momento, comunque, Impregilo è solo
un titolo nel nostro radar, in quanto ci sono
alcuni elementi che la rendono pericolosa.
Il primo è sicuramente la ciclicità del settore
e una certa instabilità di utili e fatturati. Sicuramente,
infatti, le aree di attività sono interessantissime,
ma molto dipende dalla capacità del gruppo
di acquisire commesse per il mondo. Il settore
è storicamente molto frammentato e possono
sempre emergere gruppi che magari solo a
livello locale vincono le commesse.
Inoltre, il settore obbliga anche a contrattare
continuamente
con lo stato e il settore
pubblico in generale che, come sappiamo,
non sempre segue criteri meritocratici nell'affidamento
delle commesse. Ci sono quindi diversi rischi,
anche perché alcuni dei governi dei paesi
in cui opera Impregilo non sempre sono stabili e
meno che mai trasparenti.
Naturalmente,
fare business con il settore
pubblico, soprattutto in attività molto delicate
e sensibili come la gestione dei rifiuti e dell'acqua,
porta con se anche a rischi giudiziari e ad
improvvisi cambiamenti di rotta delle amministrazioni.
Ad esempio, attualmente Impregilo ha in corso
un sequestro di beni per una presunta truffa ai
danni della Regione Campania.
Queste, purtroppo, sono cose che si verificano
non raramente in questo genere di business e
queste voci favoriscono la speculazione ed una
certa volatilità dei titoli.
Nonostante questo, comunque, il business
è molto interessante e lo sarà sempre di
più in futuro. Per questo, continueremo
a monitorare il titolo, valutando soprattutto
la capacità della società di centrare le stime.
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