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La settimana scorsa abbiamo visto come le
comunicazioni annuali e trimestrali, le press
release e earnings call forniscano tutte
informazioni utili per l'investitore.
Ci sono pero' anche alcuni trucchi che le
aziende quotate usano per camuffare in qualche
modo, o dare minor risalto, a determinati
risultati economici.
Questo avviene in particolare quando i profitti
dichiarati sono sotto le stime degli analisti.
Le newsletter delle settimane passate sono state
dedicate ad analizzare alcuni 'trucchi' contabili
utili per far risultare dei profitti in crescita
anche quando poi i soldi in cassa non lo sono.
Quelli che tratteremo questa volta sono invece
trucchi di comunicazione. Vediamone alcuni.
Un buyback e' l'acquisto delle proprie azioni
da parte di un'azienda ed e' un buon segnale
per due motivi: innanzitutto la diminuzione
del numero di azioni sul mercato (e quindi
aumento dei profitti per azione) ed inoltre
perche' viene effettuato quando evidentemente
l'azienda ritiene il titolo sottovalutato ai
prezzi correnti e quindi ritiene che in questo
momento l'acquisto delle proprie azioni sia il
miglior investimento possibile dei soldi in cassa.
Un buyback quindi porta sempre visibilita' positiva
su un titolo, ma il solo fatto di annunciare un
buyback non vuol dire poi necessariamente dover
comprare un titolo.
Infatti, il management sa bene che a Wall Street
gli annunci di buyback piacciono e quindi l'annuncio
potrebbe essere utilizzato ad hoc per far salire
il prezzo del titolo, senza poi effettuare mai
gli acquisti.
Altre volte il buyback viene invece correttamente
eseguito ma solo per evitare l'effetto dilutivo sui
profitti per azione delle stock options assegnate
ai dipendenti.
Attenzione anche quando l'annuncio di buyback avviene
contemporaneamente all'annuncio di qualche altra
notizia negativa.
Stessa cosa dicasi per l'annuncio di un nuovo
importante contratto, o un nuovo cliente o un nuovo
prodotto, in coincidenza con una brutta notizia o
dei risultati al di sotto delle aspettative.
Un trucco che e' stato molto usato alla fine dello
scorso decennio e' stato anche il rilascio della
comunicazione trimestrale il venerdi sera, alla
chiusura dei mercati.
Stranamente questo era solito avvenire quando i
risultati non erano positivi.
Occhio anche ai termini usati: 'pressured',
'slipping', 'challenging' possono significare piu'
di quanto sembrino a prima vista.
Ad esempio, affermare che esiste una 'pricing
pressure', ossia una pressione da parte della
concorrenza che porta a dover abbassare i prezzi di
vendita, di solito vuol dire il calo del margine
lordo nel trimestre in corso o in quelli futuri.
Se l'azienda ci ha abituato a sentir parlare di
crescita del fatturato nelle ultime comunicazioni
ed all'improvviso invece inizia ad evidenziare la
crescita dei margini, e' meglio dare un'occhiata piu'
approfondita.
Un altro dei termini su cui prestare attenzione e'
'material adverse effect', che puo' indicare un drastico
calo dei profitti o la possibilita' di una situazione
finanziaria compromessa.
Le ‘guiding’ sui profitti, ossia le previsioni sui
profitti futuri, hanno un ruolo molto importante nel
processo di investimento ed e', al momento, l'unico
modo legale con cui l'azienda puo' comunicare agli
investitori le attese per i risultati.
Una prospettiva, quella del management, chiaramente
importante. Chi meglio di loro infatti conosce
la propria azienda ?
Ma, in passato la guiding e' stata anche usata
per influenzare gli investitori. Quando il mercato
e' Orso, ossia in trend negativo, il management
tende a comunicare delle aspettative minori in modo
da poter piu' facilmente riportare risultati migliori.
Mentre quando il mercato e' Toro, le attese diventano
piu' ottimistiche.
Non solo, puo' capitare anche di leggere comunicazioni
con interi paragrafi in corsivo che servono ad
evidenziare all'occhio del lettore cio' che l'azienda
preferisce mettere in risalto. Oppure dei sospetti
paragrafi in grassetto.
Altra sezione importante e' quella delle cosiddette
'disclosures', ossia la dichiarazione che rivela le
relazioni tra analisti e azienda, anche se spesso
sono scritti dai legali e possono risultare piuttosto
verbosi.
Un esempio: 'This report is based on information
from resources that we believe to be correct, but
we haven't checked it.'.
Ossia, riteniamo che le informazioni contenute siano
corrette ma nessun analista le ha verificate.
Un improvviso cambio degli auditors, ossia di chi
effettua l'esame dei risultati finanziari dell'azienda,
puo' essere un cattivo segno.
Cosi' come l'improvvisa notizia delle dimissioni
del CEO (o di uno o piu' dei top manager) per coltivare
nuovi interessi o passare piu' tempo con la famiglia.
Non c'e' da crederci molto, spesso dimissioni improvvise
vogliono dire problemi all'orizzonte.
Alla prossima settimana.
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