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Il secondo indicatore di possibili problemi in vista e' quando
il profitto netto ed il cash flow operativo non crescono (o
decrescono) di pari passo.
Come abbiamo spesso scritto qui, l'obiettivo fondamentale di
ogni azienda e' di far crescere il proprio business, attraverso
l'aumento dei profitti, ma i profitti dichiarati non sono sempre
cio' che sembrano perche' possono essere soggetti a
manipolazione contabile, cosi’ come il fatturato puo' essere in
crescita, ma facendoci sempre chiedere come questo stia
avvenendo (ci sono sconti, promozioni, tassi favorevoli ?).
In realta' il modo migliore per verificare la qualita' dei
profitti sarebbe di confrontarne la crescita con quella di free
cash flow, eliminando dal calcolo tutte le spese eccezionali,
le cosiddette one-time expenses.
Questo puo' essere pero' un processo piuttosto lungo e richiede
un'attenta analisi dei dati trimestrali (moduli 10-Q) ed annuali
(modulo 10-K).
Un metodo piu' rapido per scartare rapidamente le aziende che
non ci interessano e' invece quello di paragonare il net income
con l'operating cash flow (OCF).
Se i profitti crescono, ma non il flusso di cassa operativo,
questo potrebbe essere un segnale che il business non e' cosi'
in salute come potrebbe sembrare.
Il flusso di cassa operativo rappresenta la cassa generata dalla
normale operativita' di un'azienda ed e' chiaramente una miglior
misura, rispetto ai profitti, della qualita' di un business,
soprattutto nel caso in cui l'azienda sia indebitata.
Questo perche' i profitti possono anche essere il risultato dei
debiti, che devono pero' essere ripagati proprio tramite l'OCF.
Il flusso di cassa operativo viene calcolato partendo dal
profitto netto (dell'income sheet) e aggiungendo o sottraendo la
variazioni sul capitale circolante (dal balance sheet).
E' proprio questa transazione dai profitti ai soldi in cassa che
rende il cash flow statement cosi' importante.
I bonus dei manager sono spesso legati al raggiungimento di
obiettivi di fatturato, profitto o quotazione del titolo, e
quindi puo' capitare che nei risultati i profitti dichiarati
siano effettivamente maggiori di quelli reali.
Un incremento delle vendite dovrebbe portare ad un incremento
dei profitti e quindi ad un incremento del prezzo a cui il
titolo quota.
D'altra parte un calo delle vendite porta a minori profitti e
quindi anche il prezzo del titolo ne risentira'. Per evitare che
cio' accada un'azienda puo' tentare di accelerare le vendite
attraverso forti sconti sui prezzi o inviando piu' prodotti di
quelli necessari al proprio canale di distribuzione (questa
tecnica illegale e' detta channel stuffing) o dando la
possibilita' di restituire i prodotti che restano invenduti.
Una riduzione dei prezzi porta a margini piu' bassi, che a loro
volta possono essere mascherati assegnando valori maggiori alla
merce in inventario, ma quando l'inventario e gli accounts
receivable aumentano, il cash flow operativo diminuisce.
Se queste pratiche possono migliorare i risultati di un
trimestre, tuttavia andranno ad influenzare i periodi
successivi.
La variazione del cash flow operativo permette di scovare questi
trucchi contabili, in particolare quando vediamo che l'operating
cash flow e' minore del net income bisogna andare ad analizzare
meglio il cosiddetto cash conversion cycle, che altro non e’ che
il processo di conversione delle vendite in denaro.
Proviamo a schematizzare in pochi passi il ciclo di cassa di un
business di tipo retailer:
- i soldi in cassa sono utilizzati per realizzare prodotti per
l'inventario;
- i prodotti in inventario vengono venduti;
- se il cliente non paga subito si incrementa il valore degli
A/R;
- quando il cliente paga, si riduce il valore di A/R e si
incrementa quello di cassa.
A questo punto dobbiamo fare una distinzione tra i due
differenti tipi di contabilita' utilizzati dalle aziende:
accrual e cash accounting.
Quando la contabilita' e' di tipo accrual (contabilita' per
competenza), l'azienda riconosce come fatturato una vendita o un
contratto di cui non ha ancora ricevuto il pagamento e registra
i costi nel periodo in cui sono stati sostenuti. Si considerano
come costi sostenuti quelli relativi a risorse consumate per
produrre il fatturato.
Quindi nella comunicazione agli azionisti, l'azienda mostrera'
sia la vendita nell'income statement, che i profitti derivanti
(su cui paghera' anche le tasse), ma in realta' potrebbe non
ancora aver ricevuto il denaro, e quindi trovarsi con meno soldi
in cassa pur avendo aumentato i profitti.
In particolare, in caso di channel stuffing l'azienda svuota il
magazzino in minor tempo e questo solitamente vuol dire maggiore
fatturato nel trimestre in corso, visto che il fatturato viene
riconosciuto non nel momento in cui avviene il pagamento ma
quando la vendita viene registrata, anche se la merce non
venduta potrebbe poi tornare indietro al produttore, e quindi
le vendite gia' comunicate potrebbero non verificarsi mai.
Possiamo verificare se la crescita degli A/R e' maggiore della
crescita del fatturato, per determinare se ci sia channel
stuffing in atto.
http://www.finanzaworld.it
Il metodo contabile inverso all'accrual accounting si chiama
cash accounting (contabilita' per cassa) e consiste nel
registrare le vendite solo quando i corrispettivi sono stati
ricevuti.
Visto che quasi tutte le aziende utilizzano l'accrual
accounting, ecco che per noi investitori l'analisi del cash flow
statement diventa importante per una corretta valutazione,
permettendo di identificare in tempo un business che sta avendo
problemi.
Alla prossima settimana.
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