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Individuare i segnali negativi

del 15/05/2008
di FinanzaWorld staff
Una delle chiavi del successo di un buon investimento
e' saper investire in maniera razionale, dominando
le proprie emozioni nei momenti piu' difficili.

Psicologicamente tendiamo ad esaltare i successi di
Borsa e a sottovalutare le operazioni meno riuscite,
ma si puo' imparare molto anche dagli errori
commessi nel corso dei nostri investimenti, che di
solito si possono ricondurre a:
- portafoglio troppo rischioso o speculativo;
- mancanza di una strategia di uscita;
- incorretta valutazione del business o della
situazione finanziaria.

Del primo problema, una corretta allocazione dei
titoli in portafoglio, abbiamo gia' discusso piu'
volte e continueremo a farlo con una newsletter
apposita nelle prossime settimane.

La corretta strategia di uscita, invece, consiste
nell'applicazione dello stop loss e del take profit,
come ben sanno gli iscritti ai nostri servizi premium.

Altrettanto importante e' pero' saper trovare i
possibili segnali negativi nei dati finanziari di
un'azienda, anche se trovarne non vuol dire necessariamente
che il titolo non sia un buon acquisto o una sicura
vendita, ma sicuramente che l’analisi dell’aziende
deve essere piu' approfondita.

Abbiamo dedicato le ultime analisi ad individuare i
parametri chiave sia qualitativi che quantitativi
che ci permettano di trovare le giuste aziende su
cui investire.

Questa settimana invece discuteremo di quali sono
alcuni dei segnali negativi che possono essere
scovati andando a leggere con attenzione le
comunicazioni trimestrali ed annuali emesse dalle
societa’.

Entro 35 giorni dalla chiusura fiscale di un trimestre,
le aziende quotate devono pubblicare un resoconto
dello stato del business, in un modulo detto 10-Q,
mentre annualmente il resoconto viene stilato sul
modulo 10-K.

In ogni comunicazione, sia trimestrale che annuale,
vi sono tre indicazioni fondamentali:
l'income statement, il balance sheet ed il cash flow
statement.

L'income statement rappresenta il risultato finanziario
del business nel periodo di riferimento, e partendo
dal fatturato e sottraendo le spese sostenute, sia
per motivi operativi che fiscali, si arriva al
profitto (o perdita) netto.

Il balance sheet invece rappresenta l'insieme degli
attivi e passivi dell'azienda ed il cash flow
statement indica il flusso di cassa in ingresso ed
uscita nel periodo.

Bilanci alla mano, possiamo scovare alcuni
potenziali indicatori di problemi in arrivo:
- gli accounts receivable (A/R) e/o l'inventario
crescono piu' velocemente delle vendite;
- il profitto netto (net income) cresce piu'
velocemente del flusso di cassa operativo;
- un incremento dei day sales outstanding.

Vi state chiedendo cosa siano gli accounts
receivable e l'inventario? Ne abbiamo gia'
discusso qui:
http://www.finanzaworld.it/content/read/8695/8695/valutazione-dell-fcf-terza-e-ultima-parte

Gli A/R sono indicati nel foglio di bilancio (balance
sheet) di ogni relazione trimestrale, mentre il
fatturato e' indicato nell'income statement.

Sia A/R che inventario fanno parte dei current assets
del bilancio di un'azienda, ossia costituiscono beni
che l'azienda puo' convertire in denaro in cio' che
viene chiamato un operating cycle, cioe' il tempo
necessario per vendere un prodotto e per ricevere i
soldi della vendita.

Una crescita degli A/R piu' veloce del ritmo del
fatturato, puo' indicare che l'azienda sta ottenendo
i pagamenti per i propri prodotti o servizi ad un
velocita' piu' bassa rispetto al ritmo delle vendite
e cio’ puo' accadere perche' i clienti stanno
usufruendo di termini di pagamento piu' favorevoli o
particolari condizioni di sconto, ma anche perche'
l'azienda non ha la forza commerciale per richiedere
un pagamento immediato dei propri servizi.

Il modo piu' rapido per verificare la crescita degli
A/R e' di controllare il trend rispetto ai trimestri
precedenti, ma anche rispetto agli anni passati, e
quindi confrontare questa crescita con quella del
fatturato relativamente allo stesso periodo.

Anche l'inventario puo' crescere piu' velocemente
delle vendite per molte ragioni.

L'azienda potrebbe essere in procinto di introdurre
un nuovo prodotto sul mercato e accumulando merce in
magazzino per non farsi trovare impreparata di fronte
al presunto incremento della domanda, ma l’aumento
di inventario potrebbe anche essere imputabile ad un
calo della domanda di alcuni prodotti, che quindi si
accumulano, costringendo poi la
societa’ ad operazioni di svendita.

Andiamo a vedere un caso pratico, con i dati
dell'ultimo trimestre di Garmin (NASDAQ:GRMN),
confrontandoli con quelli dello stesso periodo
dell'anno precedente.

Purtroppo i dati di Yahoo Finance mostrano solo i
risultati degli ultimi 4 trimestri, quindi questa
volta leggiamo i valori sul sito della Reuters, a
questo link:
http://stocks.us.reuters.com/stocks/incomeStatement.asp?symbol=GRMN.O&period=Q

Possiamo vedere come tra il primo trimestre 2008
ed il primo trimestre 2007, il fatturato (total
revenue) sia cresciuto del 35%.

Verifichiamo ora la crescita degli accounts
receivable:
http://stocks.us.reuters.com/stocks/balanceSheet.asp?symbol=GRMN.O&period=Q

Il dato che ci interessa e' indicato come 'Total
Receivables, net' e possiamo vedere che la
variazione rispetto all'anno precedente e' stata di
oltre il 54%. Quindi ben superiore all'incremento
del fatturato.

Non solo, l'inventario (Total Inventory) e' aumentato
addirittura del 139%, ben quattro volte l'incremento
del fatturato.

I dati della Reuters riportano anche che tipo di
merce e' in inventario: prodotto finito (Inventory -
Finished Goods), prodotto che non e' ancora stato
completato (Inventory - Work in Progress) e materie
prime utilizzate per la creazione del prodotto
(Inventory - Raw Materials).

E i valori che mostrano l'incremento maggiore sono
proprio quelli del prodotto finito, in crescita del
162% nel giro di un anno.

Insomma, Garmin seppure vendendo piu' navigatori GPS
rispetto all'anno passato, NON riesce ad acquisire i
pagamenti con la stessa velocita'.

Se questo risultato sia dovuto ad una anomalia di
breve periodo o ad un deterioramento del business
nel lungo termine questo ancora non lo sappiamo, ma
di sicuro siamo di fronte ad un primo segnale di
allarme.

La prossima settimana discuteremo gli altri
possibili segnali.

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