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La scorsa settimana la Banca d'Inghilterra,
l'equivalente della FED americana o della BCE
europea, ha tagliato i tassi, portandoli al 5%.
Si tratta del terzo taglio; fino a poco tempo
fa, il livello dei tassi dell'area sterlina era
del 5,75%.
Sappiamo poi tutti che la FED, da diverso tempo,
sta tagliando ripetutamente i tassi e forse nuovi
tagli sono in arrivo.
Mentre USA e Regno Unito stanno tagliando
i tassi per fronteggiare i rischi recessione, la BCE
continua a restare ferma al 4%, ritenendo, per il
momento, più importante fronteggiare l'inflazione
piuttosto che il rallentamento economico.
Rallentamento che sta già iniziando. Non allo
stesso modo in tutti i paesi dell'area, però.
Esso è ancora poco evidente in Germania, mentre
si fa sentire in modo molto particolare in Italia.
In futuro, è probabile che avremo diverse spinte
verso tassi più bassi anche in Europa, anche per
frenare la corsa dell'euro, che ha ripreso ora a
correre ed è forte contro tutte le principali valute.
Questi aspetti, cioè euro forte e rallentamento
economico sempre più evidente, saranno a nostro
avviso cruciali per gli avvenimenti futuri.
Le decisioni sui tassi da un lato e l'andamento
dei mercati obbligazionari dall'altro saranno
condizionate da questi aspetti.
In una situazione di così grande incertezza, è
molto difficile puntare con decisione su un
tipo di titoli obbligazionari piuttosto che su un
altro.
L'unica tipologia che a nostro avviso è al momento
abbastanza sicura e sembra destinata a crescere,
è quella dei titoli inflation-linked, che dovrebbero
trarre vantaggio dalle continue iniezioni di liquidità
e dalla crescita delle commodity.
Per il resto, è bene continuare a tenere un portafoglio
obbligazionario bilanciato tra titoli a tasso fisso e
titoli a tasso variabile.
Ovviamente, sarà fondamentale scegliere i titoli
giusti, come quelli del portafoglio di FW Obbligazioni
Italia & Euro, che anche quest'anno stanno battendo
gli indici obbligazionari. Per saperne di più, cliccate qui
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