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Macro Economia USA

del 13/03/2008
di FinanzaWorld staff
Negli ultimi giorni si sente molto parlare per l'economia
americana di temi macro economici quali recessione,
inflazione e stagflazione.

Vediamo di capirne di piu' con l'analisi di questa settimana.

Tecnicamente si parla di recessione quando si verificano
due trimestri consecutivi di crescita negativa del
prodotto interno lordo, si verifica sempre in un ciclo
economico e di solito ha una durata tra i 6 e i 18 mesi.

Una statistica e' particolarmente importante quando
parliamo di recessione. L'indice S&P500 (AMEX: SPY) perde
circa il 28% in caso di recessione.

Ad oggi l'indice ha perso circa il 15% dal massimo
raggiunto lo scorso Ottobre e questo vuol dire che se il
mercato USA fosse davvero in una recessione potremmo
trovarci davanti ad un altro 13% di calo dei listini.

Anche il tema dell'inflazione e' molto attuale.

L'inflazione e' il tasso percentuale di crescita di merci
e servizi e quindi indica anche il calo del potere di
acquisto.

Gli investitori di solito sanno come comportarsi nei
momenti ad inflazione alta perche' e' comunque un
fenomeno abbastanza frequente in un ciclo economico. 

Ma cosa accadrebbe se invece il mercato americano dovesse
seguire quello giapponese nello scoppio delle sue bolle,
dapprima quella del mercato immobiliare, quindi dei
mercati finanziari e quindi una decade di deflazione ?

La deflazione e' un generale calo dei prezzi, di solito
causata da una riduzione nelle disponibilita' del credito.

L'economia statunitense e' stata finanziata dal credito
al consumo per anni opposta all'inflazione, la deflazione
porta ad una minore domanda economica e quindi ad una
spirale negativa di profitti in calo, aziende in crisi,
aumento della disoccupazione e minore disponibilita'
finanziaria.

La deflazione e' decisamente peggiore di una lenta e
costante inflazione.

E' una possibilita' reale per il mercato americano oppure
la deflazione e' semplicemente improbabile visto
l'aumento dei prezzi nel settore energetico e delle
commodities ?

Da notare che l'attuale capo della FED, Bernanke, divento'
piuttosto noto nel 2003 per una serie di articoli proprio
sulla deflazione e la sua gestione.

Ci sara' un recupero nella seconda parte dell'anno come i
politici americani affermano negli ultimi giorni o siamo
davanti ad una crisi che durera' a lungo ?

La correzione nel mercato immobiliare e' probabile sara'
ancora lunga e nel frattempo il prezzo del petrolio
continua a salire, in gran parte perche' il dollaro
continua a perdere terreno.

Il petrolio infatti viene ancora pagato in dollari e se il
dollaro perde valore, i venditori di petrolio hanno
bisogno di piu' dollari per ogni barile, e quindi il
prezzo sale.

Con il petrolio piu' alto, ogni aspetto della vita diventa
piu' costoso, dal cibo alle spedizioni, tuttavia, ancora
niente e' stato fatto per migliorare il valore del
dollaro a breve, anzi sembra che sia in arrivo un altro
taglio dei tassi di interesse e la stampa di nuova carta
moneta, in parte in modo da svalutare l'enorme debito che
il governo deve all'estero.

E' come se il governo sapesse che essendo il debito cosi
grande, il male minore sia la svalutazione del dollaro,
con un circolo vizioso che colpisce ogni fattore
economico.

C'e' poi il pericolo stagflazione, che e' la vera paura
dell'economia americana.

La stagflazione e' una condizione di crescita economica
lenta, con un alto tasso di disoccupazione, accompagnata
da un'inflazione alta.

Si e' gia' avuta stagflazione negli anni 70 quando il
prezzo del petrolio aumento' molto rapidamente.

E i dati USA dell'ultimo mese dicono che ci sono 65.000
posti di lavoro in meno, mentre si prevedeva una crescita
di 20.000 unita'.

Che ruolo ha avuto la FED in questo scenario ?

Nel recente passato la politica della FED e' stata di
favorire la crescita ad ogni costo, rendendo il dollaro
il piu' economico possibile e il credito facile da
ottenere (causando il boom immobiliare).

Quindi l'obiettivo e' stato di mantenere la crescita
del prodotto interno lordo.

Il tributo  pagato e' stato un dollaro in rapida
svalutazione e la piu' alta inflazione degli ultimi anni,
forse troppo per l'americano medio per poter continuare a
spendere come ha fatto finora.

Ecco perche' c'e' la possibilita' che si stia entrando
in un periodo di recessione e allo stesso tempo ad alta
inflazione.

Come abbiamo gia' detto questo e' lo scenario peggiore:
l'offerta lavorativa diminuisce, i salari non aumentanto,
la crescita rallenta e i prezzi continuano a salire,
mentre il dollaro diventa sempre piu' debole.

Deve l'investitore preoccuparsi di questi scenari macro
economici?

Normalmente e' meglio concentrarsi sulla situazione
finanziaria delle singole aziende e le prospettive del
business. ma di questo discuteremo la prossima settimana.

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