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Continuiamo a parlare di mercati americani.
Il maggior mercato elettronico al mondo, il Nasdaq
(NASDAQ:NDAQ), si sta muovendo in maniera
aggressiva per stabilire una presenza mondiale.
Proprio la settimana scorsa ha terminato l'acquisizione
del mercato nordeuropeo OMX e ha modificato il proprio
nome in Nasdaq OMX Group.
Perche' le acquisizioni in mercati esteri ?
Uno dei motivi e' che negli ultimi due anni
molte
IPO sono avvenute in mercati non USA,
quello di Londra in particolare.
Inoltre il mercato americano, dopo gli scandali
Enron e WorldCom e' stato molto regolamentato e
se da un lato maggior regolamentazione vuol dire minor
rischio per gli investitori, per l'azienda e' tuttavia un costo
aggiuntivo, ed ecco perche' molte aziende non americane
sono listate su mercati meno regolamentati come il
Pink Sheets, vedi l’esempio di Samsung (OTC:SSNLF.PK).
Tra l'altro non dobbiamo dimenticare che l'IPO
e'
un'operazione conveniente innanzitutto all'azienda
che la
propone, che riesce cosi' a racimolare
capitale utile e per questo molte aziende non USA si listano
in piu' mercati, come ad esempio Baidu (NASDAQ:BIDU) e
Nokia (NYSE:NOK), quotate anche nei mercati europei.
Ma anche le americane Cisco (NASDAQ:CSCO) e
Dell (NASDAQ:DELL) sono listate sui mercati
di Francoforte e Londra.
Il Nasdaq lista all'incirca 3200 titoli ed il business
e' di tipo 'toll taker', ossia l'azienda prende una commissione
ogni volta che un investitore inizia o chiude una posizione
su un titolo, oltre alle commissioni ricavate direttamente
dalle IPO.
E' insomma un'azienda che genera profitti
quando la volatilita' e' maggiore, un po' come accade
per Interactive Brokers (NASDAQ:IBKR), che avevamo valutato qui:
http://www.finanzaworld.it
Nasdaq ha anche aperto un ufficio a Pechino per poter
convincere piu' aziende asiatiche a farsi listare sul proprio
listino.
L'ultimo trimestre Nasdaq ha avuto discreti risultati.
Il profitto netto e' in crescita del 25% ed il fatturato del 16%,
il business e' rimasto forte, diventando il piu'
grande mercato negli Stati Uniti in quanto a volumi.
Anche i risultati del terzo trimestre erano stati
buoni, con fatturato in crescita del 22% e
profitti quasi raddoppiati, ben oltre le
aspettative.
La volatilita', che e' stata in incremento fin
dal primo trimestre del 2007, ha aiutato la crescita
del fatturato, che per il 2008 e' prevista intorno ad un +30%.
L'azienda ha anche ripagato circa 1 miliardo
di dollari in debiti, dopo aver venduto la propria
quota sul London Stock Exchange.
Il titolo ha un rapporto enteprise value/free
cash flow di 31.2, quindi visti i ritmi di crescita
e' leggermente sopravvalutato.
La paura di una recessione ha tuttavia influito pesantemente
sul titolo, giu' del 20% dai suoi massimi e la spiegazione e’
semplice: recessione infatti significherebbe meno IPO e maggiori
possibilita' di delisting e minori introiti.
Il rischio maggiore di un investimento in NDAQ e' infatti
l'inconsistenza e la volatilita' dei risultati trimestrali
in caso di mercato debole o con un sentiment negativo.
Gia' dopo il 2000, con il crollo dei mercati, il fatturato di
Nasdaq e' crollato da 832 milioni di dollari nel 2000 a
540 milioni nel 2004, mentre con il ritorno delle IPO il
fatturato e' di nuovo salito a 879 milioni nel 2005.
Altri rischi sono l'incremento della competizione a livello
mondiale e le possibili variazioni di regolamentazione.
Arrivederci alla settimana prossima.
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