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Oplink e le fibre ottiche

del 21/02/2008
di FinanzaWorld staff

Dopo aver discusso nelle settimane passate
di societa' a grande capitalizzazione, come
Oracle (NASDAQ:ORCL) e MasterCard (NYSE:MA),
analizziamo questa volta una small cap, Oplink
Communications (NASDAQ:OPLK).

Oplink realizza reti a fibre ottiche per il mercato
telefonico e ha i suoi maggiori concorrenti
in JDS Uniphase (NASDAQ:JDSU), Bookham
(NASDAQ:BKHM), Ciena (NASDAQ:CIEN), Avanex
(NASDAQ:AVNX).

Creata nel 1995 e diventata pubblica nel 2000,
Oplink era parte di una miriade di aziende tutte
create allo scopo, ossia fornire i componenti ottici
per creare le reti telefoniche a clienti come Alcatel
Lucent (NYSE:ALU) e Nortel (NYSE:NT).

Con cosi' tante aziende tutte nesso stesso settore
la competizione sui prezzi e' stata feroce, cosi' i
prezzi sono crollati e a seguire i titoli e molte di
queste aziende sono andate in bancarotta.

Anche Oplink non ha vissuto bei momenti.
Il fatturato era triplicato dal 2000 al 2001, per poi
calare dell'80% nel 2002 quando cerco' una fusione
con Avanex, che venne pero' negata dagli stessi
azionisti che decisero di rimuovere il vecchio CEO
e riportare in sella l'attuale Joe Liu.

L'azienda si e' da questo momento stabilizzata, poiche'
malgrado il calo del fatturato di un altro 60% nel 2003,
e' infatti stata in grado di mantenere free cash flow
positivo, unica nel suo settore, e per nove trimestri il fatturato
e' cresciuto a doppia cifra mentre le spese sono rimaste fisse.

Negli ultimi nove trimestri era riuscita a far crescere
il fatturato ad un ritmo oltre il 50% per trimestre.

Al momento il titolo e' stato colpito dalle vendite
dopo l'acquisione di OCPI, altra azienda nel settore
delle fibre ottiche, che il mercato ha considerato
effettuata a prezzi troppo elevati.

OCPI infatti non sembrava essere un buon business al
momento dell'acquisto, perche' sia il fatturato che
i profitti erano in netto calo negli ultimi trimestri.

Abbiamo gia' scritto piu' volte come acquisizioni
in ambito industriale non sempre portino ai
risultati attesi ed inoltre in un settore cosi' competitivo,
e in cosi' rapido cambiamento, le acquisizioni sono molto
rischiose.

Si deve comprare la giusta tecnologia al momento
giusto.

Da questa fusione il management di Oplink si attende di
migliorare i margini della societa' acquisita, entro la fine
del 2008 e per farlo il management ha individuato 15
milioni di dollari in spese operative da poter
ridurre, con riduzioni di personale e completando
lo spostamento della manifattura in Cina con
iniziative che saranno completate entro Marzo 2008,
e che quindi vedranno risultati tangibili sul
trimestre che termina a Giugno 2008.

Acquisizione quindi che di sicuro andra' ad impattare
sui profitti nel breve periodo, anche se non sempre le
promesse sono state mantenute.

Nel 2004, il management annunciava di voler raggiungere
un margine lordo del 50% e fatturato annuale di almeno
80 milioni di dollari.

Il gross margin al 50% non e' stato mai raggiunto,
attestandosi "solo" sopra il 30%, tuttavia in tre anni
l'azienda e' stata in grado di superare il fatturato previsto
del 25%.

Ancora piu' interessante il fatto che l'incremento
delle revenue abbia portato ad un incremento ancora
maggiore di cash flow. Le spese operative si
sono infatti mantenute stabili, tra i 4.1 e 5.5
milioni, per quattro anni di fila, mentre, nello stesso
periodo il fatturato e' quadruplicato.

Malgrado il titolo sia piuttosto depresso l'azienda
sta migliorando i margini e ha un rapporto
enterprise value/structural free cash flow uguale a 5.

Se vi state chiedendo cosa sia lo structural free
cash flow, ne abbiamo gia' discusso qui:
http://www.finanzaworld.it/content/read/8695/valutazione-dell-fcf-terza-e-ultima-parte

Questi multipli, inferiori a 10, si trovano di solito
solo in un mercato Orso e sono molto favorevoli
per l'Investitore quando il business sottostante
e' forte e in crescita, anche se parliamo di un titolo
con un enterprise value piuttosto basso, solo intorno ai
100 milioni di dollari, e quindi decisamente volatile.

Infatti il titolo si e' quasi dimezzato in un anno, passando
da un massimo di 21.06 $ ai poco piu' dei 12$ attuali.

L'azienda ha in cassa 8 dollari per azione e nessun debito.

Quindi il titolo quota 1.5 volte il valore in cassa e 40
milioni sono stati spesi in un buyback, ossia acquisto di
azioni proprie.

I risultati dell'ultimo trimestre non sono tuttavia
stati eccellenti. Il fatturato e' stato minore del
previsto, causa l'incremento della competizione.

Il margine lordo e' stato del 23%, con un incremento
previsto nel prossimo trimestre di 2-3 punti, che
dovrebbe compensare la perdita nel fatturato.
Insomma il management si aspetta un miglioramento
nei profitti rispetto all'anno precedente.

Cio' indica, come abbiamo gia' detto, una maggiore
efficienza nelle operazioni.

Malgrado le pressioni della concorrenza, i margini
lordi sono comunque tra i migliori in tutto il settore.

Infatti il margine lordo sui dati annuali e' al 30%,
e con Avanex al 18% , Bookham al 14%, JDS al 35%,
Oplink perde solo rispetto a Ciena che vanta un gross
margin intorno al 45%, ma quando si tratta di operating
cash flow e free cash flow, il vincitore indiscusso e' Oplink.

Intanto il mese passato JDS Uniphase ha riportato
il quarto trimestre consecutivo con free cash flow positivo,
mentre Oplink vanta free cash flow positivo da 12 trimestri
consecutivi.

Questo puo' essere un segnale di come l'intero
mercato delle reti ottiche sia in trend positivo.

La stessa JDS, essendo l'unica public company
del settore con un bilancio in salute (con
1.2 miliardi di dollari in cassa) potrebbe
essere un potenziale acquirente di Oplink.

Uno dei rischi di un investimento in Oplink
e' la dipendenza del fatturato da alcuni grandi
clienti, Nortel, Huawei ed Ericsson (NASDAQ:ERIC), che
insieme costituiscono circa il 30% del fatturato, diviso
in parti uguali.

Inoltre, chiaramente le fortune del titolo sono
legate a quelle del settore e un altro rischio e' che
la strategia di crescita  della societa', attualmente
finanziata dai soldi in cassa, vada proprio a diminuire
il cash totale e rendere quindi la crescita dell'azienda
dipendente quasi esclusivamente dalla crescita
del fatturato.

Riassumendo, la chiave nella corretta valutazione
sta nell'assumere che l'integrazione di OCPI avvenga
correttamente o meno.

Quindi potenzialmente il titolo potrebbe essere
sulle montagne russe almeno fino ai risultati
di Giugno 2008. 


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