Eccoci alla seconda parte della nostra analisi
di Mastercard.
Come detto, ogni multiplo di fcf sotto i 25 e' da
considerare piuttosto attraente per un business
con questi ritmi di crescita e va ricordato che anche
il terzo trimestre aveva visto risultati record,
con fatturato in crescita oltre il 20% e
i profitti su del 63%, ben oltre le aspettative.
In un anno i margini sono migliorati molto.
Nel momento della sua offerta al pubblico,
Mastercard spendeva circa l'80% del suo fatturato
nelle cosiddette SG&A, ossia Selling, General and
Administrative, ossia in pubblicita', stipendi,
affitti, utenze.
Del resto stiamo parlando di un'azienda che ha
iniziato a guardare ai profitti solo negli ultimi
tre anni.
Precedentemente non generava profitti direttamente
per se, ma operava come un azienda no-profit avendo
spese di gestione molto alte.
L'azienda era infatti guidata dalle tre banche
proprietarie JPMorgan Chase (NYSE:JPM), Citigroup
(NYSE:C) e HSBC (NYSE:HBC).
Ma dall'IPO, sono cominciati i tagli alle spese che
in un solo anno si sono ridotte dell'80%.
L'azienda ha inoltre annunciato un piano di buyback
che ha fatto reagire positivamente la quotazione del
titolo.
Un po' come Google (NASDAQ:GOOG) al suo primo
anno come azienda quotata, anche il titolo MasterCard
e' cresciuto ben oltre le aspettative, portando la
quotazione dall'iniziale (estate 2006) 39$ all'attuale
che si aggira intorno ai 210$.
A questo prezzo il titolo viene valutato 35 volte i
profitti dell'anno in corso.
Uno dei rischi maggiori di un investimento in
MasterCard e' dovuto al gran numero di azioni legali
intentate contro l'azienda, che gia' nel 2003 ha
dovuto pagare 1 miliardo di dollari per pratiche
anticoncorrenza e sta affrontando in questi tempi un
altro procedimento legale dello stesso tipo.
Ci sono anche altri rischi.
In meno di un decennio il metodo di pagamento
preferenziale di EBAY (NASDAQ:EBAY), PayPal, e'
diventato un leader nel pagamento online, sottraendo
clienti potenziali alle aziende come Mastercard.
Va considerato che i metodi di pagamento elettronici
stanno crescendo notevolmente andando ben oltre lo
stesso PayPal; citiamo ad esempio il credito scalato
dal conto telefonico.
Ma MasterCard si muove anche in questi mercati
contando sul fatto che non importa il metodo di
pagamento utilizzato dal consumatore in quanto ci
sara' comunque sempre bisogno di un sistema fidato
per il trasferimento del denaro da chi paga alla
banca di chi vende.
Inoltre sono state intraprese iniziative come PayPass
che permettono di acquistare elettronicamente
prodotti semplici, come una lattina di bibita da un
distributore automatico.
Il settore, in alcuni paesi, e' comunque altamente
regolamentato con norme che potrebbero cambiare,
come ad esempio, la recente decisione dell'Unione
Europea per permettere l'utilizzo di carte emesse in
Germania, Regno Unito, Italia, Spagna, Portogallo e
Austria senza dover pagare alcuna commissione.
Attualmente invece, per poter funzionare al di fuori
del paese di rilascio, queste carte devono essere
parte del circuito Maestro di MasterCard o V-Pay di
Visa.
Lo stesso tipo di regolamentazione e' atteso dai
paesi asiatici.
Per concludere, ci troviamo di fronte ad un business
in miglioramento in tutti i mercati in cui opera,
con un titolo sottovalutato rispetto al previsto
ritmo di crescita, ma con dei rischi notevoli che
potrebbero andare ad intaccare proprio questa
crescita.
Nel frattempo Vi ricordiamo che e' appena uscito
lo Speciale Fw 2008, con tutte le previsioni di
Francesco Carla' e i titoli dei portafogli dei
nostri servizi premium.