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Torniamo a parlare di Oracle (NASDAQ:ORCL) dopo aver
visto la scorsa settimana le motivazioni della
strategia di crescita dell'azienda.
Abbiamo visto come Oracle abbia un brand ben definito
nel software enterprise, oltre ad annoverare tra i
suoi clienti praticamente tutte le aziende piu'
influenti a livello mondiale.
Le performance del business sono storicamente forti,
basate sulla crescita dei profitti e soprattutto
su una crescita sempre maggiore di free cash flow,
aumentato nell'ultimo trimestre del 50%.
Ad un prezzo di 20$, il titolo ha un EV/FCF = 15.8,
ma con un'ulteriore crescita prevista del suo FCF nel
2008 dal 25% al 35%.
Il titolo quindi sembrerebbe sottovalutato rispetto
all'incremento del FCF e se invece consideriamo la
crescita degli utili, previsti intorno al 15% per i
prossimi 5 anni, il titolo ha un EV/FCF/Growth poco
maggiore di 1.
Certo, le stime di crescita dei profitti sono un po'
come una previsione del futuro ed e' abbastanza
ricorrente vedere per alcune aziende stime di
crescita oltre il 50%, dove una piccola variazione
percentuale puo' determinare una grossa variazione
sulla valutazione del titolo.
Durante la crisi del 2000 la crescita implicita per i
titoli tecnologici era stratosferica, ovvero gli
investitori erano troppo ottimisti.
La valutazione era infatti cosi alta che ci sono
voluti circa 5 anni perche' le valutazioni basate
sugli earnings tornassero ad un valore accettabile.
Per questo nel calcolo del EV/FCF/G preferiamo essere
conservativi ed utilizzare il minore tra i valori
della crescita degli ultimi 5 anni e quella prevista.
Nel caso di Oracle la crescita dei 5 anni precedenti
e' stata di oltre il 20%, per cui potremmo adottare
come valore conservativo il 15%.
Un valore di poco superiore a 1 indica quindi un
titolo fairly valued, ossia con una valutazione
attuale che include le stime di crescita previste.
Queste considerazioni sembrano quindi porre il
titolo ad un livello intermedio tra le due categorie
di investimento, quello growth e quello value.
Al momento il mercato sta ancora digerendo le
acquisizioni effettuate e attende di avere maggiore
visibilita' sulla crescita organica della nuova
entita' che si sta formando.
Di sicuro molte cose possono accadere nei prossimi 5
anni, ma se consideriamo il consolidamento che sta
avvenendo con le acquisizioni e il dominio di
mercato, e' possibile che l'azienda possa superare
queste aspettative di crescita.
I critici direbbero che il business di base, quello
dei database e' in calo, ma il nuovo prodotto,
Fusion, che unira' le tecnologie differenti di
Oracle, PeopleSoft e JD Edwards dovrebbe essere
rilasciato entro la fine di quest anno, e dovrebbe
fornire una forte accelerazione alla vendita di
nuove licenze.
Se tutto questo si confermera', si potrebbe
considerare che il titolo ai prezzi attuali sia
sottovalutato.
Del resto lo stesso Larry Ellison ha dichiarato di
attendersi una crescita del 20% fino al 2010, e noi
sappiamo che l'incremento del fatturato e'
l'indicazione fondamentale di un business in crescita.
Andiamo adesso a vedere i margini che sono del 77%
il lordo e del 23% quello netto.
Cio' significa che per ogni dollaro di fatturato,
Oracle genera 23 centesimi di profitto netto.
Questo e' di per se un risultato notevole per
un'azienda di queste dimensioni, e rappresenta, tra
l'altro, un indice della sua forza di mercato.
D'altro canto, tutte queste acquisizioni del resto
stanno andando ad aumentare il debito dell'azienda;
e mentre alcuni debiti possono essere buoni, quando
l'azienda riesce a far fruttare gli importi ottenuti
in prestito oltre il valore degli interessi passivi,
tuttavia introducono un fattore di rischio in piu'
per l'investitore.
Le aziende migliori infatti hanno molti soldi in
cassa e nessun debito ed in generale, dovremmo
cercare aziende con un totale di soldi in cassa
almeno 1.5 volte il valore dei debiti totali.
Non e' il caso di Oracle, che con un total cash di
8.43 miliardi di dollari e debiti a 6.24, ha un
rapporto cash/debt e' di 1.35.
Ci sono molte altre valutazioni che possiamo fare per
analizzare il titolo, cosi' come abbiamo gia' fatto
ad esempio per un titolo nello stesso settore,
BMC (NYSE:BMC).
C'e' comunque un dato che ci piace sottolineare e che
ci piace vedere per i nostri titoli, ed e' un alto
valore di insider ownership, ossia la percentuale
del flottante detenuta dal management.
In questo caso, infatti, si suppone che il
management abbia gli stessi interessi
dell'investitore nell'incrementare il valore
dell'azienda e di conseguenza del titolo.
Mentre un'alta insider ownership e' tipica delle
small e medium cap, vedi ad esempio Marvel
(NYSE:MVL), e' molto piu' raro trovarla nelle big
cap.
Eccezioni sono Microsoft (NASDAQ:MSFT), EBAY
(NASDQA:EBAY) e appunto, Oracle, dove il valore di
azioni possedute dal management e' del 23%.
Anche se il CEO e fondatore dell'azienda,
l'eccentrico Larry Ellison, ha negli ultimi 6 anni
proceduto ad una serie di vendite, come possiamo
vedere qui.
Adesso non ci rimane che vedere, nei prossimi mesi
come il mercato valutera' l'acquisto di BEA
(NASDAQ:BEAS) e le variazioni che ci saranno sul
titolo, dopodiche' con questo mini serial speriamo
di avervi fornito tutti gli strumenti necessari per
un corretto esame di un titolo.
Ricordate che l'informazione indipendente e' un
fattore fondamentale per raggiungere la felicita'
finanziaria.
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