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L'Oracolo del software

del 24/01/2008
di FinanzaWorld staff
Questa settimana procediamo all'analisi di
Oracle (NASDAQ:ORCL), il leader mondiale del software
enterprise, che proprio la scorsa settimana ha
annunciato l'ennesima acquisizione.

Oracle e' stata fondata nel 1977, dall'attuale CEO
Larry Ellison, come azienda produttrice di database
e la sua IPO e' avvenuta nel 1986. Da allora il titolo
e' cresciuto in Borsa di oltre il 10000%.

I suoi database erano progettati basandosi su cio'
che ai tempi era un'innovazione, il modello dati
relazionale, ossia la memorizzazione di informazioni
in tabelle aventi righe e colonne in relazione tra loro.

Al giorno d'oggi la tecnologia di base rimane piu'
o meno la stessa, ma gia' dal 2003 l'eccentrico Larry
Ellison aveva iniziato a guardare con interesse a
possibili acquisizioni.

Di sicuro quello dei database non e' un settore a forte
crescita. Infatti nel 2002, la vendita delle licenze per nuovi
database era prevista in calo in media del 5% all'anno.

Una crescita organica risultava quindi difficile da
realizzare e allora molto meglio applicare una semplice
strategia.

Crescita lenta, troppi concorrenti e clienti che preferivano
avere a che fare con un numero ristretto di rivenditori.

Da qui il consolidamento, con acquisizioni di aziende
grandi, medie e piccole, con l'obiettivo finale di poter
fornire a propri clienti un unico punto di riferimento per
database, middleware e applicazioni.

Il rischio e’ comunque elevato, infatti la crescita tramite
acquisizioni ha statisticamente meno successo della
crescita organica, come avevamo gia' discusso qui:
http://www.finanzaworld.it/content/read/8533/small-cap-assicurativa

Nel settore tecnologico, basta guardare un attimo
indietro per trovare esempi di fusioni che non hanno
prodotto i risultati attesi, come l'acquisto di Compaq da parte
di HP (NYSE:HPQ) o di Veritas da parte di Symantec (NASDAQ:SYMC).

E proprio la scorsa settimana Oracle ha acquisito
BEA Systems (NASDAQ:BEAS), per una cifra intorno
ai 9 miliardi di dollari, dopo che BEA aveva rifiutato
la prima proposta di 6.7 miliardi qualche mese fa.

Le due aziende si prestano a diverse sinergie,
sia tecnologiche che commerciali:
BEA e' ormai la seconda azienda nel mercato middleware.

Cos’e’ il middleware? Beh, pensate ad un middleware come alla
colla che connette applicazioni differenti, come un sito web e un
database, con un alto grado di velocita' e sicurezza, caratteristiche
di solito necessarie in ambienti telco e finanziari, settori
dove la presenza di Oracle non e' ancora molto forte.

IBM (NYSE:IBM) e' il leader mondiale del settore, nel
quale vi e’ anche BMC (NYSE:BMC) di cui avevamo discusso in
un'altra analisi:
http://www.finanzaworld.it/content/read/8599/analisi-america-bmc-prima-parte

Del resto nel solo 2007 Oracle aveva gia' speso 5 miliardi
di dollari in acquisizioni, per un totale di oltre 30 miliardi
negli ultimi 6 anni.

Le acquisizioni sono state particolarmente strategiche:
alcune hanno riguardato rivali, come PeopleSoft, altre,
come Siebel, hanno permesso l'ingresso nel mercato del Customer
Relationship Management (CRM), altre ancora, come l’acquisto
di Metasolv e Portal Software in quello delle Telco.

Hyperion, comprata lo scorso Aprile, ha permesso l'entrata
nello stesso mercato dell'eterno concorrente, SAP (NYSE:SAP).

SAP e' sicuramente il concorrente piu' temibile, ma se per
SAP il fatturato nel settore applicativo e' cresciuto del
15%, Oracle ha riportato un miglioramento del 63% nello
stesso settore.

La guerra commerciale con SAP del resto ha storia lunga.

Nel 2004 Oracle acquisto' PeopleSoft e J.D.Edwards
per poter offire un set di applicazioni tali da poter
competere con SAP.

E Oracle non nasconde la guerra dichiarata ai suoi
concorrenti, visto che nelle ultime conference trimestrali
si sono succedute dichiarazioni inusuali con riferimenti
espliciti alla concorrenza, come: "Oracle guadagna x% nel
segmento applicativo mentre SAP perde y%".

In una comunicazione trimestrale dell'anno passato il
presidente dell'azienda Charles Phillips dichiaro':
"Our strategy of combining innovation with acquisitions
is clearly beating SAP's strategy of trying to build
everything themselves using a 1970s-era proprietary
programming language."

O ancora:
"We are achieving a critical mass in SAP accounts."

Lo scorso Marzo Oracle denuncio' SAP per alcuni download
di codice proprietario e SAP dovette ammettere di averlo
fatto.

Invece, nel settore database Oracle e' il leader indiscusso
con all'incirca il 50% del mercato, seguita da IBM e Microsoft
(NASDAQ:MSFT).

L'uso delle applicazioni web-based come online video e
social networking ha risvegliato il mercato dei database, e
Larry Allison ha dichiarato il sorpasso a IBM in
termini di fette di mercato entro la fine del 2008.

Un'altra minaccia potrebbe arrivare dal mondo open-source.

Il software open-source viene sviluppato da una vasta
comunita' di persone, solitamente attraverso Internet, di
solito non ci sono licenze per questo tipo di software.

Aziende come Google (NASDAQ:GOOG), Yahoo (NASDAQ:YHOO)
e Amazon (NASDAQ:AMZN) sono utenti abituali di software
open-source, database inclusi.

E in questo campo ci sono concorrenti seri, come Ingres
e MySQL, che tra l'altro e' stato appena acquistato da SUN
(NASDAQ:JAVA).

Oracle anche qui ha assestato dei colpi, comprando fornitori
di database open-source come Sleepycat e InnoBase, ma questi
si rivelano investimenti in qualche maniera difensivi,
infatti acquistando delle aziende nel mondo open-source Oracle
mira a distruggerne il gia' delicato equilibrio, proteggendo
cosi' il suo enorme business sui database.

E l'open source e' attivo anche nel mondo middleware.
Nel 2006 infatti Red-Hat (NYSE:RHT), ha acquistato il leader
dei middleware open-source, JBoss.

Insomma, Red-Hat e’ passata dall'essere l'antagonista di
Microsoft a dover competere ora anche con Oracle e IBM.

Alla base di questo sviluppo c’e’ Linux, che come sappiamo
e' un sistema operativo ormai molto popolare, oltre che free,
ma aziende come Red-Hat e Novell hanno trovato il modo di vendere
sottoscrizioni e contratti di manutenzione su prodotti Linux.

E allora in risposta alle mosse di Red-Hat, Oracle
ha deciso fornire supporto ai servizi Linux
alla meta' del prezzo offerto da Red-Hat.

Insomma, la competizione del mondo open-source e' in
aumento, ma se la concorrenza e' buona per il cliente,
migliorando la qualita' del software e abbassandone i
prezzi, Oracle invece corre il rischio di vedersi ridurre
i profitti sul suo business primario.

Ecco perche' ha deciso di spostarsi anche in altri settori,
come l'ERP, che permette di gestire buste paga, acquisti,
inventario e tracciamento ordini e dovra’ tuttavia continuare
a muoversi perche' l'open-source sta arrivando anche qui.

C'e' anche chi contesta ad Oracle la lentezza nel
muoversi nel mercato dei web services ma lo stesso
Larry Ellison ha dichiarato che questo settore e'
tecnicamente innovativo, ma non si e' ancora capito come
far soldi, citando come riferimento Salesforce (NYSE:CRM).

Questa vorace strategia accrescitiva sta tuttavia
funzionando, infatti nell'ultima trimestrale Oracle
ha riportato la sua crescita migliore degli ultimi
dieci anni, con la vendita delle licenze su del 38%.

Il fatturato totale e' cresciuto del 25% a 5.3 miliardi
di dollari, mentre il profitto netto e' su del 35%.

Questo e’ il 14 trimestre di fila in cui Oracle raggiunge
e supera l'obiettivo dichiarato di una crescita
trimestrale dei profitti di almeno il 20% fino al 2010.

La crescita del fatturato del 25% e’ un ottimo
risultato per un'azienda della grandezza di Oracle,
solitamente, aziende con fatturato annuale tra i
15 e 20 miliardi di dollari hanno crescite,
quando va bene, tra il 5% e 10%.

Inoltre, la differenza di crescita tra profitto
netto e vendite indica un miglioramento dei margini.

Oracle genera anche copiose quantita' di free cash flow
che infatti utilizza per le acquisizioni, a loro volta la
base per la crescita prevista.

Il free cash flow e' infatti cresciuto piu' di
qualsiasi altra metrica, essendo salito del 50%.

Quello che sembra stia funzionando per Oracle e' la
capacita' di far leva sulla customer base rendendo
ogni vendita di un prodotto meno costosa.

D'altra parte non e' chiaro quanta di questa crescita sia
organica e quanta derivi dalle acquisizioni effettuate, e
chiaramente l'azienda ha davanti a se' anche dei rischi.

Primo tra tutti, che l'integrazione tra tutte queste
realta' acquisite, ognuna con un background tecnico
e societario differente, non vada a buon fine, o quanto
meno possa procurare seri problemi organizzativi e logistici.

La prossima settimana procederemo alla valutazione
del titolo calcolando quanto della crescita e'
gia' prevista nel prezzo attuale.

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