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di FinanzaWorld staff

Import-Export

del 8/01/2008
di FinanzaWorld staff

Cerchiamo di ottenere un quadro d'insieme
della nostra bilancia commerciale con l'estero,
prendendo ad esempio due casi completamente
diversi.

Il primo è l'Algeria che rappresenta un business
di tutto rispetto con un giro di affari di circa 6 miliardi
di euro.

Nei primi 9 mesi del 2007 si sono esportati beni e
servizi per circa un miliardo e 200 milioni di
euro (+8% rispetto all'anno precedente) ed
importati circa 4 miliardi e 700 milioni di euro
di prodotti, composti per circa il 98% da
combustibili.

Tra le regioni più attive, a far la parte del
leone è la Lombardia che assorbe quasi i due
terzi dell'import (65,1% del totale italiano)
per un valore di oltre 3 miliardi di euro, quasi
quintuplicato rispetto al 2006 (+380%) e il
37,5% dell’export nazionale con 470 milioni di
euro circa.

A seguire Emilia Romagna nell’export, con quasi
147 milioni di euro e il Lazio nell’import, con
poco meno di un miliardo di euro.

Nel 2007 sono aumentate le esportazioni di
macchinari e materiale da trasporto (circa il
39% del totale), seguiti dai prodotti finiti in
cuoio, pelle, gomma, sughero e legno, carta,
filati, metalli ferrosi e non ferrosi.

Da tutt'altra parte, geograficamente e
economicamente, troviamo il Giappone.

Oggi il Ministro per il commercio
internazionale, Emma Bonino, avrà un incontro
con il Ministro dell'economia nipponico, Akira
Amari a Roma per valutare le attività da
intraprendere al fine di aumentare
l'interscambio commerciale Italia-Giappone, che
ha subito una variazione del -1,6% nel periodo
gennaio-novembre 2007 rispetto allo stesso
periodo dell’anno precedente.

Il disavanzo si attesta intorno ad un miliardo
di euro, malgrado il ruolo fondamentale giocato
dal comparto della moda, dai marchi italiani
del design, gioielli, automobili e alimentare,
che vengono percepiti come prodotti di alta
qualità e dunque molto ricercati dai
consumatori di fascia medio-alta del mercato
del sol levante.

Tra i prodotti tipici del Made in Italy già nei
primi nove mesi del 2007 tessile e
abbigliamento, prodotti in cuoio e alimentare,
sono quelli che hanno mantenuto un saldo
commerciale positivo rispettivamente per 704,3
milioni di euro (-7,1%), 394,7 (-6,2%) e 330,1
(+1,1%), ma con un forte calo tendenziale,
eccezion fatta per l'alimentare.

Da qui nasce la necessità di operare in
sinergia con il governo giapponese per ottenere
un incremento delle esportazioni grazie anche
all'ufficio di Tokyo della Camera del Commercio.

Due mercati con necessità ed esigenze
completamente diverse, nelle quali le imprese
italiane si cimentano non senza difficoltà.


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