La crisi del credito e del
settore immobiliare
riguarda, in parte, anche il settore cementifero,
ma
c'e' una societa' che non sembra soffrirne
piu' di tanto.
Stiamo
parlando dell'italiana Buzzi Unicem.
Buzzi Unicem e' una societa'
piemontese che nel giro
di pochi anni e' passata da azienda locale a
player
internazionale grazie ad una serie di acquisizioni,
prime fra tutte
l'italiana Unicem nel maggio del 1997,
e nel giugno 2001 la tedesca
Dyckerhoff.
Una crescita per vie esterne veloce ed efficace.
Dopo
iniziali problemi di integrazione, pero'
superati grazie alla determinazione
dei fratelli Buzzi,
la societa' si e' concentrata sulla ricerca
dell'eccellenza
e sulla riduzione dei costi.
E ci e' riuscita molto
bene.
Buzzi Unicem e' ora una societa' cementifera davvero
redditizia,
con un Ebitda margin superiore al 25%, e un
Ebit margin al 20%.
E i
ricavi 2007 saranno probabilmente record.
Infatti le previsioni sono di
chiudere l'anno con un
fatturato di circa 3,4 miliardi di euro,
Non
male, per un gruppo che e' esposto, oltre che
alla congiuntura, poco
favorevole al mercato
immobiliare, anche al dollaro debole, che
potrebbe
influire non poco sulla redditivita' globale di Buzzi.
E in
questi mesi di Borsa ha sofferto parecchio, come
tutti: la crisi dei mercati
non ha infatti risparmiato
nemmeno Buzzi, che tra dollaro debole e
crisi
immobiliare ha perso il 30% dallo scorso luglio.
Una performance
davvero negativa, che le regole del
Metodo di In Borsa In Italia, il
portafoglio di
FinanzaWorld dedicato alla Borsa italiana
(
http://www.finanzaworld.it/NLIBII.asp
),
permetterebbero di impedire in modo semplice e sicuro.
Non va pero'
dimenticata la storia del titolo.
Storia fatta di costante crescita
borsistica: solo
cinque anni fa Buzzi era a 5 euro, contro i
20 di
oggi.
Segno di un management famigliare attento al valore
della
propria societa'.
E questo e' sicuramente uno dei punti di forza
della
societa': la quarta generazione della famiglia Buzzi
continua a
tenere in mano la gestione della societa',
e lo fa molto bene, rendendo
superflui gli attacchi
di chi vorrebbe una famiglia piu' aperta a
manager
esterni.
Ma occhio ai punti deboli piu' evidenti: la
crisi
in atto potrebbe non essere conclusa, soprattutto
per quei titoli,
come Buzzi, che sono legati ai
settori piu' vicini alla crisi
stessa.
Che non significa solo cali in Borsa, ma anche
riduzione
dell'attivita' in generale, soprattutto
in quelle aree (Usa in testa) a
rischio bolla
immobiliare.