Il momento borsistico
non e' certo dei migliori, per
tutti i settori economici: infatti la crisi
dei mutui
subprimes, che dagli Stati Uniti si e' propagata
fino
all'Europa, ha portato al ribasso anche i settori
piu'
disparati.
E tra questi anche titoli forse interessanti, come
D'Amico.
D'Amico International Shipping S.A. e' una società
di
trasporti marittimi in rapida crescita, parte del
Gruppo D'Amico che ha le
sue origini nel 1936.
Controlla, sia attraverso proprieta' che
tramite
accordi di noleggio, una flotta di 33,9 navi cisterna,
per un
equivalente totale di circa 1,4 milioni di
tonnellate.
La flotta
D'Amico include dodici navi cisterna di
proprieta' e dodici navi a
noleggio.
Ma la societa' sta crescendo in fretta.
Nei prossimi due
anni infatti, la flotta aumentera'
oltre le 45 navi cisterna, che
abbasseranno ulteriormente
l'eta' media della flotta, gia' molto
giovane.
L'eta' media delle navi e' infatti di 3,1 anni, una
delle
flotte piu' giovani in circolazione.
E questo accrescimento della flotta
permettera'
alla societa' un'ulteriore crescita, in un business
che non e'
certo arrivato alla saturazione, visto la
forte richiesta globale.
In
Borsa pero' il titolo ha sofferto parecchio
ultimamente.
La crisi dei
mercati non ha infatti risparmiato nemmeno
D'Amico, che ha visto perdere in
pochi mesi il 30%
del suo valore, passando da 4 euro agli attuali 2,8
euro.
Una performance davvero negativa, che le regole del
Metodo di In
Borsa In Italia, il portafoglio di
FinanzaWorld dedicato alla Borsa
italiana
(
http://www.finanzaworld.it/NLIBII.asp
), riuscirebbero
a impedire in modo molto semplice e sicuro.
Pero'
attualmente il titolo pare forse sottovalutato.
E' vero che il 2007
chiudera' con profitti inferiori
al 2006, pero' la valutazione del titolo e'
al momento
inferiore ai competitors e non ingloba certo le
prospettive
future.
Che sono abbastanza rosee per la
societa'.
Ma come per tutti i titoli, non bisogna pensare che
non ci
possano essere dei punti deboli: nel caso in questione
le prospettive
potrebbero non essere corrette, o la
crisi subprimes potrebbe non essere
ancora conclusa
e potrebbe ancora deprimere i corsi azionari di
molti
titoli.