Saper fare utili a volte non basta per ottenere
una buona quotazione.
E' il caso di Indesit (MILANO:IND).
Il gruppo guidato da Vittorio Merloni, ha da poco
pubblicato i dati (positivi) per il terzo trimestre.
Utile netto in aumento (+48.8% rispetto al
medesimo periodo 2006), fatturato in aumento del
+9.1% e target del piano industriale 2006-2008
raggiunti in anticipo rispetto al previsto non
sono bastati a far balzare il titolo che, dai 15
euro di inizio settembre, veleggia, tra alti e
bassi, sugli 11 euro odierni.
La revisione al rialzo delle stime per il 2007
forse potrą aiutare la quotazione, ma il quarto
trimestre 2006 č stato un buon quarto ed il
confronto per l'ultimo di quest'anno non sarą
facile.
Gli sforzi dell'AD, Marco Milani, "[..] un utile
migliore dovrebbe portarsi dietro un dividendo
migliore [..]" tentano in tutti i modi di
aumentare il consensu degli investitori, ma si
nota in Indesit una scarsa capacitą comunicativa
sulle macro-strategie aziendali.
Sebbene Vittorio Merloni abbia pił volte
esplicitato l'intenzione di "[..] andare a cercare
la crescita fuori dallEuropa, in India, in Cina e
in giro per il mondo [..]" nessuna ordinata
strategia si evince dalle comunicazioni aziendali
e questo non fa piacere al mercato.
Questo difetto comunicativo ed i timori dovuti
alla presumibile continua crescita dei prezzi
delle materie prime, in particolare di rame e
petrolio, "[..] non giocano a favore [..]" di
Indesit, come ha ricordato Milani.
Riuscirą Indesit a cambiar rotta? A rendere
partecipe il mercato delle sue strategie e dei
suoi piani decisionali?
Una societą che non mostra trasparenza lascia
perplessi gli investitori e non bastano i
trimestri positivi a modificare questo dato di
fatto.
Ricordate sempre i
comandamenti del metodo
Carlą per l'Investimento Intelligente.