E' uno dei titoli a piu' forte
crescita degli ultimi anni.
Una crescita robusta, sostenuta dal prezzo
del petrolio
e dalla forte redditivita' del suo core
business.
Ovviamente parliamo di Tenaris.
Inutile spiegare
un'attivita' ormai nota: Tenaris e' una
holding che controlla diverse
societa' produttrici di tubi
d'acciaio, oltre a fornire servizi per le
industrie del gas
e del petrolio.
La societa', che fa capo alla
famiglia Rocca, e' presente
in tutto il mondo, grazie anche alle recenti
acquisizioni in
terra americana.
La capacita' produttiva e' pari a
oltre a 6 milioni di tonnellate
annue di tubi di acciaio senza saldature e
circaun milione di
tonnellate annue di tubi con saldatura.Un colosso
che in pochi
anni ha visto il suo utile nettopassare da 100 milioni di euro
ai quasi 2 miliardi di euroattesi per quest'anno.
Mica
briciole.
Ma e' possibile che una crescita cosi' forte possa
continuare
anche in futuro?
A vedere la strategia della societa',
sembrerebbe di si'.
Innanzitutto grazie alle due acquisizioni americane,
Maverick
e Hydril, che ora permetteranno sinergie e risparmi di costi
per
centinaia di milioni di euro.
Oltre alla presenza nell'area a maggior
consumo di prodotti
petroliferi.
Acquisizioni che hanno permesso
inoltre a Tenaris di essere
l'unico fornitore di servizi petroliferi davvero
completo e
globale.
Per tutti questi motivi il titolo e' inoltre
presente in IBII,
il portafoglio Premium di Fw dedicato alla Borsa
italiana
(
http://www.finanzaworld.it/NLIBII.asp
).
Scelta che finora e' stata positiva.
Insomma sembrerebbe che la
societa' abbia tutte le carte in
regola per continuare a fare bene: il
fatturato ha superato
i 10 miliardi di euro, mentre la generazione di cassa
annua
e' a livelli molto elevati: 1,8 miliardi di euro, con cui
alimentare
nuove acquisizioni o azzerare l'indebitamento.
Ma occhio anche agli
elementi negativi.
Innanzitutto la persistente debolezza del dollaro: i
ricavi
di Tenaris sono sempre piu' espressi in 'verdoni', e questo
non e'
certo positivo, data l'attuale situazione del cambio.
E poi il trend del
settore.
La societa' e' sicuramente favorita dal boom di questi
anni
del petrolio, pero' potrebbe essere fortemente condizionata
da una
recessione, che porterebbe i suoi clienti, in primis
le major del petrolio, a
ridurre gli investimenti.
Vedremo se le integrazioni in atto porteranno
ulteriore crescita.