Nonostante la
recente correzione dei mercati, alcune societa' non
hanno i subiti vistosi
cali, che sono stati pressoche' generalizzati
su tutti i titoli piu'
importanti.
Sembra quasi che il mercato non abbia preso in considerazione
certi
titoli, che, come GranitiFiandre, non sono certo sempre sulle
pagine
dei giornali, ma hanno comunque delle caratteristiche
interessanti
che li rendono leader nelle loro nicchie di mercato.
In
perfetto stile Made in Italy.
GranitiFiandre e' leader mondiale nella
produzione e commercializzazione
di lastre in gres porcellanato tecnico di
alta gamma per pavimenti e
rivestimenti di prestigio.
L'azienda ha
sede a Castellarano (Reggio Emilia) dove si trovano anche
due stabilimenti:
il primo, dedicato alla produzione del gres
porcellanato, con una capacita'
di circa 7 milioni di metri quadrati
annui; il secondo, dedicato alla
levigatura, e' tra i piu' grandi
stabilimenti di questo genere al mondo, con
una capacita' produttiva
di oltre 3 milioni di metri quadrati di prodotto
levigato ogni anno.
E l'internazionalizzazione (le esportazioni
raggiungono oltre 100 paesi),
ha portato anche la costruzione di due impianti
produttivi in
Germania e Stati Uniti.
L'andamento 2007 della societa'
e' davvero positivo.
I ricavi si attendono intorno ai 235 milioni di
euro, che significa
una crescita a doppia cifra rispetto all'esercizio
precedente;
stessa sorte per i principli indicatori.
E ci sono diversi
punti di forza.
Innanzitutto la qualita' dei prodotti, che nel piu'
profondo
stile Made in Italy sono di eccellente livello e apprezzati
in
tutti i mercati dove sono presenti, in particolare dove si e'
scelto di
impiantare altri stabilimenti produttivi (Germania e
Usa).
E poi le
prospettive reddituali.
L'attesa ripresa tedesca e il buon andamento
americano dovrebbero
permettere, grazie alle economie di scala e la miglior
efficienza
della produzione, la crescita degli indicatori
reddituali.
E il mercato si sta accorgendo del titolo.
Negli
ultimi tre mesi infatti, GranitiFriandre e' cresciuta
di oltre il 17%,
passando da 8,5 euro a circa 10 euro.
Un titolo privo di legami con
l'indice e davvero solido, come
quelli presenti nel portafoglio di In
Borsa
In Italia, il servizio Premium dedicato alla
Borsa italiana (
http://www.finanzaworld.it/NLIBII.asp
).
Ovviamente cio' non vuol dire che non ci siano punti
deboli.
Innanzitutto la scarsa conoscenza del titolo: questo
significa
pochi investimenti nella societa' da parte degli
investitori
istituzionali e quindi poca liquidita' e pochi analisti
che
seguono il titolo.
E poi gli investimenti sul mercato
tedesco.
La capacita' produttiva in Germania e' infatti elevata, ma
in
questo momento il mercato tedesco ed Est Europeo sono calati
e questo
ha penalizzato la crescita prevista dal management.
Ad ogni modo il
titolo non appare assolutamente sottovalutato:
con una capitalizzazione di
circa 360 milioni di euro e'
ancora una small cap con tanta voglia di
crescere.
Nonostante i mercati.