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Pensioni e dintorni

del 31/05/2012
di Francesco Carla'
Tutti i pensione a 67 anni. Subito?
Nel 2026? Lo scontro e' ancora in corso.

Comunque vada le pensioni italiane non terranno
il passo con i salari gia' fra dieci o quindici anni.
Anzi sono condannate a perdere molto terreno
secondo un puntuale studio del Cnel e del Cer.

Chi oggi ha piu' o meno 50 anni e andrą in
pensione negli anni '20 del 2000, potrą contare su un
mensile che varrą circa il 57 per cento dello stipendio.

E vent'anni dopo la situazione potrebbe peggiorare:
i trentenni di oggi avranno una rendita che
corrisponderą solo al 37 per cento,
un po' piu' di un terzo, di quanto si guadagna
ogni trenta giorni con il proprio lavoro.

Questo scenario nasce con le riforme
Amato e Dini che hanno riportato verso l'
equilibrio e la sostenibilita' il sistema
pensionistico italiano, con il passaggio
dal sistema retributivo a quello contributivo.

Nulla di imprevisto quindi. Ma come si fa
ad evitare di impoverirsi fra venti o quaranta anni?

Le soluzioni sono solo due e dovrebbero
essere usate insieme.

La prima: lavorare di piu'. I calcoli sono
inesorabili. Per avere lo stesso stipendio
che toccava ai nostri padri e nonni dovremo
lavorare un anno in piu' se si va in pensione
tra il 2020 e il 2030. Tre anni in piu'
se si smettera' di lavorare tra il 2030 e il
2040. Cinque anni e mezzo in piu' se il traguardo
e' spostato al 2040/2050.

La seconda: investire meglio.

C'e' una bella differenza se, per esempio,
riusciamo a risparmiare 3000 euro all'anno
(indicizzati per 30 anni) e portiamo a casa
un interesse medio annuale del 3%. In questo
caso nel 2040 potremo contare su circa mezzo
milione di euro (per la precisione 497.308
in euro del 2040 ovviamente) da aggiungere
alla nostra pensione. Se invece l'interesse
medio dei nostri investimenti fosse l'8%,
due punti in meno del rendimento delle
Borse globali negli ultimi 30 anni, nel
2040 il nostro capitale andrebbe su fino
a 1.253.646 euro.

Questa si' che e' una pensione integrativa.


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