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L'elemento piu' interessante a cui abbiamo
assistito nelle ultime settimane sui mercati e'
senza dubbio la ripresa dell'euro.
La moneta unica europea aveva vissuto
momenti molti difficili ai tempi della crisi
greca e dell'area in genere. Da piu' parti
c'era l'idea che l'unione monetaria potesse
saltare, con alcuni paesi come Grecia,
Portogallo, Irlanda, Spagna e qualcuno
diceva e dice anche Italia che avrebbero
fatto sempre piu' fatica a stare dietro alla
Germania e a muoversi sui mercati con
una moneta sostanzialmente gestite secondo
le esigenze tedesche.
In quei momenti, molti parlavano anche
di una possibile divisione, con un euro
"uno" ed un euro "due".
In quella situazione, sui mercati la divisa
europea arrivo' anche a scendere sotto
1,20.
Oggi, come detto, siamo reduci da una
bella ripresa dell'euro. Diversi sono i punti
guadagnati nell'ultima settimana, che ha
visto un'accelerazione di un movimento
partito da un paio di mesi. Infatti, tra
luglio e oggi l'euro ha preso circa 0,15
centesimi al dollaro, riportandosi a quota
1,35.
Il mercato sembra iniziare a scontare il
fatto che i problemi economici non sono
solo in Europa, ma anche negli USA.
Come investitori obbligazionari la ripresa
dell'euro puo' comportare due cose sui
titoli dell'area.
In primo luogo l'attenuazione, parziale, delle
spinte inflazionistiche.
Quindi, conseguenza collegata, una minore
pressione sul rialzo dei tassi.
Due elementi che, comunque, erano gia'
in essere. Il rialzo dei tassi era fuori questione
nell'immediato, visto che le autorita' monetarie
non vogliono stroncare una ripresa ancora
molto fragile. Per cio' che riguarda l'inflazione,
essa era in rialzo, ma ben lontana dall'accelerare
e ancora su livelli molto bassi.
Nel complesso, la ripresa dell'euro accentua
o perlomeno dovrebbe accentuare dei trend
che erano gia' in atto e, a nostro avviso, gia'
ben prezzati dai mercati.
La cosa interessante sara' invece vedere le tendenze
future, perche' le forze che spingono inflazione e
tassi potrebbero essere piu' forti della ripresa
della moneta unica. Non dimentichiamo il periodo
2005-2007, con l'euro in forte rialzo e, nonostante
questo, tassi ed inflazione in aumento.
Dal nostro punto di vista, dato che i prezzi
incorporano gia' lo scenario attuale, tendiamo ad
essere posizionati per sfruttare comunque il possibile
scenario futuro che, a nostro avviso, dovrebbe
caratterizzarsi per inflazione e tassi in aumento.
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