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Sabaf e' un'azienda italiana fondata a Lumezzane
nell'immediato Dopoguerra da Giuseppe Saleri
e i suoi fratelli.
In origine, l'attivita' consiste nella lavorazione di
prodotti in ottone, ma con l'arrivo del "miracolo
economico" italiano l'azienda inizia a focalizzarsi
nel settore dei rubinetti e degli apparecchi per
la cottura a gas, produzioni nelle quali puo'
sfruttare le competenze maturate nella meccanica
di precisione. In questo modo, Sabaf entra nel
settore degli elettrodomestici, che in questo periodo
e' particolarmente dinamico.
Negli anni '70 e '80 l'azienda e' impegnata ad
espandere la propria gamma, arrivando a coprire
l'intera gamma di componenti per le apparecchiature
a gas e, inoltre, sono accentrate molte fasi produttive.
In questo periodo, Sabaf si caratterizza per la forte
integrazione verticale della sua produzione.
Negli anni '90 Giuseppe Saleri acquisisce
definitivamente il controllo del gruppo, quota la
societa' in Borsa e mette in atto la separazione
tra controllo e gestione, affidando quest'ultima ad
un gruppo di manager professionisti guidati
dall'Amministratore Delegato Angelo Bettinzoli.
Il management in questa fase prosegue nella crescita
dimensionale e qualitativa.
Nell'ultimo decennio Sabaf prosegue nel suo sviluppo,
puntando peraltro molto sui mercati internazionali.
Su questo fronte, si inserisce anche la decisione di
costituire nel 2001 la filiale produttiva in Brasile, la
cui produzione oggi serve con successo il mercato
sudamericano.
Oggi Sabaf è oggi uno dei principali produttori
mondiali di componenti per apparecchi domestici per
la cottura a gas e realizza il proprio fatturato per
circa il 50% in Italia e per circa il 50% sui mercati
internazionali e in particolare in Europa.
Nel 2009 il gruppo ha fatturato 130 milioni di euro,
dopo il picco del 2008 in cui le vendite sfiorarono
i 167 milioni.
La societa' nonostante la crisi si e' sempre mantenuta
in utile, anche se nel 2009 c'e' stato un calo.
Buona la situazione finanziaria. Il gruppo ha poco
debito netto, circa il 15% del patrimonio netto,
e quindi ha ampi margini per espandersi o aumentare
la remunerazione per gli azionisti.
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Vediamo ora quali sono gli aspetti che lasciano qualche
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L'elemento a nostro avviso piu' rischioso e'
senza dubbio il settore.
Infatti, abbiamo di fronte un settore molto ciclico e
che, in Europa, ha pochi margini di espansione.
Anzi, la recente crisi ha contratto non poco volumi
e margini.
Inoltre l'azienda lavora principalmente per
committenti italiani ed europei, quindi con una
presenza non eccessiva sui mercati a maggior
crescita.
E' vero che poi molti di questi produttori in realta'
esportano in tutto il mondo e spesso realizzano
buona parte delle vendite fuori dall'Europa.
Pertanto, indirettamente i paesi a maggior crescita
trainano anche il fatturato di Sabaf. Tuttavia c'e'
da valutare se e in che misura eventuali spinte
alla delocalizzazione possano impattare sul ruolo
del gruppo quale fornitore.
Ad oggi Sabaf sembra essersi adattata molto bene.
In fin dei conti, se si esclude l'ultimo anno l'azienda
e' sempre riuscita ad incrementare il suo fatturato
negli anni scorsi.
Quindi probabilmente la nicchia che la societa'
si e' ritagliata e' sicuramente valida e redditizia,
ma prima di valutare l'eventuale inserimento in
portafoglio ci riserviamo di studiare meglio il
titolo e il suo mercato di riferimento.
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