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Tra le principali realta' italiane del
settore lattiero-caseario quotate sul
nostro mercato, sicuramente troviamo la
Centrale del Latte di Torino.
Societa' nata negli anni '50 per iniziativa
di un gruppo di imprenditori privati del
Comune di Torino, l'azienda, gia' nel 1952,
inzia a produrre latte in un moderno stabilimento
di 20.000 metri quadrati, in grado di realizzare
170.000 bottiglie di latte al giorno.
Lo sviluppo continua negli anni seguenti. Negli
anni '60, viene aggiunta la produzione i latte
a lunga conservazione, mentre dagli anni '80
inizia la produzione di yogurt bianco e alla
frutta, di ricotte e di formaggi freschi.
L'espansione della gamma continua, poi, nei decenni
piu' recenti con l'introduzione di uova fresche,
dessert, panna e insalate, mentre dal 2009 e'
stata introdotta la nuova linea di prodotti
da bere a base di frutta.
Insieme all'ampliamento della gamma, la societa'
ha realizzato anche l'espansione territoriale,
anche se questa resta ancora fortemente concentrata.
La Centrale del Latte di Torino ha progressivamente
acquisito anche la Centrale del Latte di Rapallo
e quella di Vicenza. Attualmente, Piemonte, Liguria
e Veneto la quasi totalità del suo giro d’affari e
in tali aree detiene la leadeship sulle linee del
latte, sia fresco che a lunga conservazione.
Una buona storia di crescita e sviluppo e anche
una buona leadership regionale, rendono la societa'
sicuramente
interessante anche per
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Sulla societa', ci sono comunque alcuni punti
interrogativi.
I risultati economici sono uno di questi. Il
problema principale della societa' sono i margini
piuttosto bassi. Si pensi che nel 2009 l'azienda
ha realizzato un utile di 0,8 milioni di euro
su un fatturato di quasi 100 milioni e anche
gli anni passati non sono andati meglio. Il 2008
si chiuse con una perdita, mentre negli anni
precedenti i margini furono leggermente migliori,
ma non eccezionali.
A questo, si aggiunge un indebitamento che, sebbene
non eccessivo, e' comunque vicino al 75% del capitale
proprio.
Infine, va segnalata la concentrazione geografica
forse eccessiva. Nei fatti, l'area di azione della
societa' e' piuttosto modesta.
In definitiva, la Centrale del Latte di Torino ha
un business anticiclico e geograficamente concentrato,
il che la puo' mettere a riparo da eventuali turbolenze
internazionali, tuttavia i suoi punti di forza sono
anche punti di debolezza e gli scarsi margini sono
li' a dimostrarlo.
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