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Coca Cola, il bicchiere e' ancora mezzo pieno

del 3/06/2010
di FinanzaWorld staff
Continuiamo la carrellata sulle aziende
proprietarie di brand notissimi e fornitrici
di prodotti utilizzati un po' ovunque.
E' il caso della Coca-Cola (NYSE:KO) azienda
che da il nome alla nota bevanda e che
e' ora anche produttrice di succhi di frutta,
acqua in bottiglia e the.

Coca-Cola gia' detiene il 51% del mercato
delle bevande carbonate, seguita a grande
distanza da Pepsico (NYSE:PEP) con il 22%.

Nel settore dei drink per gli sportivi l'azienda
e' al secondo posto, anche qui la competizione
e' tra le solite due, infatti Coca-Cola e'
la produttrice del brand Powerade, mentre
la Pepsico detiene la leader di mercato Gatorade.

E per finire Coca-Cola si piazza al terzo posto
per quanto riguarda le acque imbottigliate.

Quello della Coca-Cola e' sempre stato
un business dalle spese di capitale abbastanza
ridotte, in grado di generare enormi quantita'
di free cash flow. Proprio l'ingente free cash flow
ha permesso all'azienda di incrementare
costantemente il proprio dividendo, ad una media
del 12% nell'ultimo ventennio.

Essenzialmente il business consiste nel produrre
la bibita che viene poi imbottigliata da un'azienda
esterna.
Ora invece il management, seguendo le orme
della rivale, ha deciso di acquistare la Coca-Cola
Enteprises (NYSE:CCE) ossia l'azienda imbottigliatrice
americana, di cui era stato effettuato lo spin off
nei primi anni '80.

Le spese di capitale sono quindi ora previste
in crescita.
Quello dell'imbottigliamento e' infatti un business
dal ritorno sul capitale sostanzialmente minore,
infatti il ROIC per Coca-Cola e' del 16%, mentre
quello di Coca-Cola Enterprises e' dell' 11%.
D'altra parte l'azienda e' certa che l'operazione
effettuata permettera' di ridurre i costi nonche'
i tempi necessari per l'introduzione di nuove bibite
sul mercato.

I risultati del primo trimestre del 2010 sono
stati positivi sotto ogni punto di vista, fatturato
in crescita del 5% e profitti in salita del 19% grazie
anche a cambi monetari favorevoli, flusso di cassa
operativo migliorato del 50% e volume totale
di vendita incrementato del 3%.
Particolarmente importanti le crescite a doppia cifra
in Cina ed India.
L'unico dato negativo e' il calo del 2% del volume
di vendita sul mercato nord americano, un ritorno
alla qualita' alimentare che vede coinvolte anche
Burger King's (NYSE:BKC), Yum!Brands (NYSE:YUM)
ed in misura minore Mcdonald's (NYSE:MCD).


Un'azienda interessante, soprattutto per chi vede
l'investimento come una maratona. Non a caso il titolo
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Anche Coca-Cola ricava dalla zona euro una buona
parte dei propri profitti, il 36%. Sebbene l'azienda
contrasti con operazioni finanziarie l'impatto
del cambio con il dollaro, un euro debole porterebbe
quindi ad un calo dei profitti.
Coca-Cola conferma quindi il suo appeal globale,
quantomeno rispetto ai drink di altre aziende piu'
concentrate sul suolo americano come Hansen Natural
(NASDAQ:HANS) o Dr Pepper Snapple Group (NYSE:DPS).

Il dividendo e' ampiamente sostenibile, essendo
Coca-Cola un'azienda non ciclica ma piuttosto
con profitti abbastanza prevedibili, un po' come
altri brand noti come Johnson & Johnson (NYSE:JNJ),
McDonald's (NYSE:MCD), Procter & Gamble (NYSE:PG).
Tutte aziende che hanno in comune due importanti
caratteristiche: eccellenti dati di bilancio ed un dividendo
pressoche' sicuro.

Il payout ratio e' ora del 56%, piu' basso che in passato,
il che indica che l'azienda tiene per se una maggior
parte dei profitti per la propria crescita.

E sebbene il prezzo del titolo sia rimasto invariato
se guardiamo a dieci anni fa, e' pur vero che i profitti
sono cresciuti da 0.88$ a 2.93$ per azione, il valore
contabile e' quasi raddoppiato, il dividendo raddoppiato.
Mentre il rapporto prezzo/utili si e' piu' che dimezzato.
Un titolo capace di dare agli investitori negli ultimi
tre decenni un ritorno annuale del 15%.
Ora invece il titolo e' giu' di quasi il 20% dai picchi
raggiunti l'anno passato.

La valutazione di Coca-Cola e Pepsi e' simile
se guardiamo al free cash flow, infatti valutano
ad un ratio Ev/Fcf intorno a 18.
Per entrambe c'e' stato un rallentamento negli ultimi
due anni cosi' come tutte e due sono soggette
al problema dei cambi seppure in maniera differente.
Due aziende che sono attese in crescita dell' 8-9%
per nei prossimi anni.

Ma se la Pepsico diversifica puntando anche
sui cereali da colazione e snack, la Coca-Cola ha rispetto
alla concorrente un enorme margine competitivo
rappresentato dalla maggiore forza distributiva.

Alla prossima settimana.

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