Il settore dei semiconduttori e' di nuovo in grande
spolvero e gli ultimi due trimestri di Intel (NASDAQ:INTC)
ne sono la chiara evidenza, dopo due anni disastrosi.
Ora le previsioni degli analisti sono per un mondo
sempre piu' affamato di memorie flash, dall'iPhone
della Apple (NASDAQ:AAPL) ai server enterprise
della IBM (NYSE:IBM).
In particolare e' la diffusione di SSD, drive a stato
solido, ad essere importante.
Gli SSD sono drive realizzati con memorie flash, che
presentano molti vantaggi rispetto alla tecnologia
tradizionale degli hard disk: consumi, resistenza, tempi
di accesso.
D'altra parte hanno per il momento un costo quasi dieci
volte maggiore ed una minore durata.
Sono gia' tanti i notebook che montano drive a stato
solido ed il mercato e' enorme se si pensa a quanti
hard disk potrebbero essere rimpiazzati in futuro.
Se la crescita del mercato SSD e' chiaramente una
cattiva notizia per i leader degli hard disk tradizionali,
Seagate Technology (NASDAQ:STX) e Western Digital
(NYSE:WDC), e' invece un'ottima notizia per l'azienda
leader del settore, STEC (NASDAQ:STEC), che produce
anche memorie CompactFlash, DRAM e DIMM.
Ad oggi praticamente Western Digital e Seagate competono
nello stesso spazio, mentre STEC si rivolge maggiormente
al mondo enterprise.
Un'azienda interessante, soprattutto per chi vede
l'investimento come una maratona. Non a caso il titolo
e' entrato nel 'radar' di Watchlist America, il servizio
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watchlist-america STEC domina il mercato delle SSD, con una quota di
mercato del 90% nel 2009.
Mentre il mercato delle memorie flash vede diversi
concorrenti da Intel a Micron (NASDAQ:MU) e
SanDisk (NASDAQ:SNDK).
Uno dei clienti piu' importanti di STEC e' EMC (NYSE:EMC),
il suo cliente piu' importante seguito a grande distanza
da IBM e Hitachi (NYSE:HIT). EMC ha fino all'anno passato
acquistato ben il 90% dei drive a stato solido prodotti.
Non deve quindi stupire che il titolo abbia perso
molto dopo l'annuncio di EMC di essere alla ricerca di
un secondo fornitore di SSD e di avere gia' in inventario
sufficienti drive fino alla meta' del 2010.
Di conseguenza il titolo e' sceso a prezzi decisamente
inferiori ai massimi raggiunti pochi mesi fa.
E' anche vero che e' nei momenti piu' difficili
che si presentano le occasioni migliori di acquisto.
Infatti la valutazione ora non e' troppo alta,
per un'azienda che ha pur sempre fatturato e profitti in
forte crescita, nessun debito ed un'ottima generazione
di free cash flow (cresciuto ad una media del 58% negli
ultimi 5 anni).
Se guardiamo alla cassa non a caso il titolo e' sottovalutato,
con un ratio Ev/Fcf di poco superiore a 7, malgrado stime
di crescita dei profitti superiori al 50% per il
prossimo quinquennio.
Del resto anche altri big del settore quotano a simili
valutazioni ma non hanno la crescita attesa per STEC.
Ma ci sono anche dei rischi: il gia' preannunciato ingresso di
una big come Intel in un mercato del genere potrebbe
portare all'erosione dei margini e quindi a minori profitti.
Inoltre avere il fatturato cosi' legato ad un unico cliente,
introduce una variabilita' troppo alta sui profitti.
Non a caso anche il management ha rilasciato delle
previsioni prudenti per l'anno in corso.
Intanto in attesa di capire se il problema con EMC sara'
relativo solo ad un paio di trimestri o si dimostrera'
piu' lungo, molti investitori restano in attesa.
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