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di FinanzaWorld staff

Green Mountain Coffee Roasters: un titolo ad alta caffeina

del 11/03/2010
di FinanzaWorld staff
Green Mountain Coffee Roasters (NASDAQ:GMCR)
e' il secondo miglior titolo in quanto a performance
dell'ultimo decennio, una salita decisamente legata
ai continui e crescenti utili riportati dall'azienda.

Ritmi di crescita elevati che gia' aveva
visto la concorrente Starbucks (NASDAQ:SBUX) tra
la fine degli anni novanta ed i primi anni di questa decade.

Ma sebbene Starbucks abbia visto crescere i
profitti nell'ultimo anno, il fatturato
e' pur sempre in calo del 3.4%.

Mentre Green Mountain e' riuscita a far bene
anche negli ultimi due anni.

In realta' Starbucks opera in un settore dai
margini non troppo alti e diventa quindi fondamentale
poter incrementare il fatturato, attirando sempre
piu' gente verso i propri coffe shop, come avevamo gia'
discusso qui:
http://www.finanzaworld.it/content/read/10980/10980
/starbucks-un-turnaround-di-successo


Green Mountain ha invece piu' in comune
con Peet's Coffe & Tea (NASDAQ:PEET) che
con Starbucks o Caribou Coffee (NASDAQ:CBOU).
Infatti l'azienda punta sui propri canali
distributivi fornendo oltre 100 tipi di caffe' anche
a ristoranti, rivenditori, supermercati ed aziende.

E lo fa attraverso la vendita della macchina per il
caffe' a cialde, Keurig, e delle associate cialde
K-Cup.

La vendita della Keurig, a margini bassi, serve
a fare da volano alla vendita delle K-Cup,
dove i margini sono decisamente piu' alti.

Da qui accordi distributivi con giganti del calibro
di Wal-Mart Stores (NYSE:WMT) per la vendita di K-Cups
e McDonald's (NYSE:MCD) per la fornitura di caffe'.

La fase recessiva ha portato i consumi piu'
verso le case che non all'esterno, come e' stato evidente
anche in altri settori:
basti guardare i risultati Netflix (NASDAQ:NFLX).

Insomma invece di fermarsi da Starbucks per il
caffe mattutino prima dell'ufficio, ora gli americani
il caffe' lo preparano a casa.

Il trend e' chiaro visto che anche il caffe'
istantaneo Nespresso della Nestle e' stato
venduto il 30% in piu' rispetto all'anno
precedente.

E Green Mountain e' riuscita a vendere
oltre 1.2 milioni di Keurig in sei mesi.
Considerato il costo dell'accessorio e' chiaro
che chi acquista una Keurig pianifica di comprare
anche molte K-Cup.

Ed il titolo e' stato inserito nel servizio
Premium FC Small Caps, dedicato alle small
caps piu' effervescenti di Wall Street e che
potrete provare gratis cliccando qui:
http://www.finanzaworld.it/content/subscribe/
10655/fc-small-caps-wall-street



In tutti gli ultimi quattro trimestri Green Mountain
ha fatto meglio delle attese degli analisti:
gli ultimi profitti addirittura con una sorpresa del 70%.

Infatti l'ultima trimestrale ha presentato profitti
in crescita del 163%, il fatturato su del 77% e ben
due punti percentuali in piu' di margine lordo.

L'azienda cresce molto anche per acquisizioni,
Keurig e' proprio una di queste.

L'azienda ha inoltre basso debito, Roe del 14% ed
una crescita prevista degli utili per il prossimo
quinquennio superiore al 40%.

Per aziende di questo tipo e' importante
anche guardare alla situazione dell'inventario
che non deve crescere ad una velocita' maggiore
del fatturato.
Nel caso di Green Mountain l'inventario e' addirittura
calato del 9% a fronte di un incremento delle vendite del 57%.

L'azienda deve pero' guardarsi dalla scadenza di
alcuni brevetti nel 2012, cosi' come dai
sistemi simili forniti dai concorrenti come il
Tassimo della Kraft Foods (NYSE:KFT), o le macchine a
cialda prodotte dalle italiane Lavazza ed Illy.

La valutazione di Green Mountain e' piuttosto alta,
ma il titolo non e' mai stato a buon mercato negli
ultimi anni.

Green Mountain quota infatti a ratio rispetto agli
utili doppi rispetto a quelli della rivale
piu' importante Starbucks, anche ora che
l'acquisizione di Keurig inizia a pesare meno
sui profitti.

Anche la valutazione sulla cassa e' alta, e forse non
ha molto senso in questo momento, visto che le acquisizioni
hanno diminuito la quantita' di cassa disponibile di quasi
il 60%.

Comunque finche' l'azienda continuera' a crescere
piu' velocemente di quanto il suo ratio P/E possa
raccontare, gli investitori non avranno di che
preoccuparsi.

Alla prossima settimana.


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