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di FinanzaWorld staff

Cosa succede nell'Eurozona?

del 5/02/2010
di FinanzaWorld staff

Le ultime settimane non sono state facili per i mercati azionari
e proprio ieri l'Europa ha vissuto una giornata molto, ma molto
difficile.

A guidare verso il basso gli indici sono, in questo periodo,
soprattutto le condizioni di alcuni paesi europei a livello
di finanze statali.

Dopo la Grecia, di cui si parla ormai da qualche mese, ora
sono Portogallo e Spagna ad essere sotto l'occhio del ciclone.
Proprio alcuni giorni fa l'asta dei titoli di stato portoghesi è
andata piuttosto male.

Del resto, che la situazione di diversi paesi non fosse rosea
e che c'era un eccesso di fiducia nella capacità di sostenere
i debiti e i deficit pubblici degli ultimi anni lo scriviamo da
tempo. Alcune volte qui, molto più spesso all'interno del
nostro servizio obbligazionario Obbligazioni Italia & Euro.
In proposito, questo servizio dal suo lancio ha sempre battuto
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Le manovre keynesiane dei governi volte ad ampliare i deficit
in periodi di economia stagnante richiede che poi, tali deficit,
vengano riassorbiti nel periodo immediatamente successivo,
quando l'economia inzia a rimettersi in moto.

Tuttavia, ancora questa ripresa non si è mostrata così solida
e quindi per molti paesi non ci sono all'orizzonte manovre
finanziarie capaci di riportare i bilanci pubblici in equilibrio
e i debiti continuano a salire.

I titoli pubblici emessi a fronte di tali debiti sono assorbiti se
l'emittente è primario. Stanno andando tutto sommato bene le
aste dei titoli tedeschi, francesi, americani. Anche i titoli italiani
sono sempre stati ben assorbiti negli ultimi mesi.

Tuttavia, quando questi sono emessi da emittenti più dubbi,
rischiano di essere snobbati e le relative aste vanno male.

La cosa è stata ribadita da Trichet proprio ieri, nel suo
ultimo intervento. Secondo il governatore della BCE,
"è della massima importanza che ogni paese definisca chiaramente
le strategie di uscita e risanamento per il periodo prossimo".

Nella stessa riunione, Trichet ha dichiarato che i tassi restano
all'1% e che per il futuro non vede un pericolo inflazione.
Su questo vedremo, perché la massa di liquidità immessa nel
sistema e la recente debolezza dell'euro potrebbero suggerire
il contrario.

Di certo questo è un momento particolarmente importante per
capire la futura direzione dei mercati azionari ed obbligazionari.
Come sempre, vi invitiamo ad affrontarlo con calma, serenità
ed attenzione al lungo termine, come ben sanno tutti gli
iscritti ai nostri servizi premium.

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