Blue Nile (NASDAQ:NILE) e' un'azienda con poco piu' di dieci anni di
vita, attiva in un settore molto particolare: la vendita,
solo online, di gioielli, anelli e bracciali di valore.
Un modello di business leggero che richiede poche spese di
capitale, non avendo alcun punto vendita sulla terraferma,
che si basa su una relazione negoziata tra produttore e rivenditore
e che permette a Blue Nile di avere prezzi molto favorevoli.
Il cash conversion cycle e' ottimo: Blue Nile viene pagata
subito da chi acquista un prodotto, mentre i suoi fornitori
devono attendere fino a due mesi prima di vedere i propri soldi.
Ricordate il cash conversion cycle ?
La vendita solo online e' del resto decisamente piu' efficiente,
non a caso l'azienda e' riuscita ad avere dei valori di
ritorno sul capitale molto alti in tutti gli ultimi quattro trimestri.
Non solo, la vendita online puo' avere dei vantaggi rispetto
all'acquisto tradizionale anche per il consumatore finale:
la trasparenza del prezzo, la possibilita' di poter confrontare
le differenti caratteristiche, nonche' una scelta piu' ampia.
Ed infatti il sito dell'azienda e' una vera miniera di informazioni,
che guidano l'utente nella scelta del giusto diamante o lo portano
a creare da se l'anello desiderato.
Ma la competizione e' forte: da concorrenti come Tiffany (NYSE:TIF),
Signet Jewelers (NYSE:SIG) e Zale (NYSE:ZLC), ad eBay (NASDAQ:EBAY)
ed Amazon (NASDAQ:AMZN) fino ai rivenditori online a basso costo
come Overstock.com (NASDAQ:OSTK) e Bidz.com (NASDAQ:BIDZ).
Al momento pero' un po' tutti i titoli del lusso sono sotto
pressione, per l'incertezza sulle proiezioni future.
Non che l'ultimo anno sia andato benissimo: il fatturato di
Blue Nile e' calato del 11% ed il profitto del 30%, tornando
di nuovo ai livelli del 2006.
Ma l'ultimo trimestre i risultati sono stati migliori delle attese,
con fatturato in crescita del 2%, margini piu' alti e profitti
quindi maggiori del 10%. Sebbene questi numeri possano sembrare
non altissimi per un'azienda che valuta a prezzi da alta crescita,
e' pur vero che e' stato l'unico trimestre dell'anno con un
minimo di crescita del fatturato.
Un ruolo importante iniziano ad avere le vendite al di fuori
degli Stati Uniti, con un'impennata del 28%.
Comunque e' tutto il fatturato dell'e-commerce ad essere in crescita,
ben il 18% nel 2009, con grande soddisfazione di Blue Nile ma
soprattutto della leader Amazon.
Ma al momento il titolo e' quotato a ratio rispetto agli utili davvero
aggressivi: il p/e e' di 74 per gli utili dell'anno in corso e di 48
per la previsione degli utili del prossimo anno.
Basti pensare che Tiffany, per quanto differente nell'operativita',
quota ad un p/e di 32 pur avendo un brand ben piu' riconosciuto,
una crescita maggiore ed un margine di profitto netto quasi
doppio rispetto a quello di Blue Nile.
Anche se guardiamo al free cash flow, il titolo quota ad
un ratio EV/Fcf superiore a 50, un po' troppo pur considerando
le stime di crescita del 21% l'anno per il prossimo quinquennio.
Ma Blue Nile potrebbe anche essere considerata una potenziale
azienda da acquisire, sia da Tiffany che da Signet ed Amazon
e questo potrebbe anche spiegare la sua valutazione.
Alla prossima settimana.