Nell'ultimo decennio tra le aziende migliori e con la
crescita maggiore ci sono state sicuramente quelle che in
gergo sono dette 'corner coffee shop franchises', ossia
punti vendita per l'acquisto di caffe' e prodotti correlati,
l'evoluzione del bar nostrano.
Starbucks (NASDAQ:SBUX) e' la piu' importante tra le aziende
quotate del settore, sicuramente quella con il brand piu'
riconosciuto a livello internazionale.
Il business ha attraversato negli ultimi anni un po' di crisi
per via della concorrenza delle varie catene di fast-food,
McDonald's (NYSE:MCD) su tutte, nonche' dalla vendita
di macchine per preparare il caffe' in casa, in particolare
quelle prodotte dalla Green Mountain Coffee Roasters
(NASDAQ:GMCR), ma anche da rivali dirette come Peet's
Coffee & Tea (NASDAQ:PEET) o Caribou (NASDAQ:CBOU).
Starbucks e' d'altra parte uno dei simboli del discretionary
spending: chi ha davvero bisogno di un latte macchiato
pagato 4 dollari ? La vera forza di Starbucks sta nell'essere
un luogo di ritrovo, di tendenza, dove poter gustare la propria
dose di caffeina magari collegati in rete tramite il Wi-Fi
offerto.
Lo stesso marketing dell'azienda promuovere l'idea del
'The Third Place', ossia il terzo centro di produttivita'
dopo la casa e l'ufficio.
Quindi Starbucks non e' solo un posto dove bere un caffe'
o il rinomato Frappuccino,
ma un punto di ritrovo, anche se caro,
ed e' stato questo finora il vero vantaggio competitivo rispetto
alle rivali.
Ma se i consumatori americani, come sembra, saranno orientati
verso una maggiore frugalita', avranno ancora intenzione di
spendere cosi' tanto per un caffe' ?
Con tra l'altro la concorrenza dei McCafe di McDonald's,
con il menu colazione ad 1 dollaro ed il Wi-Fi gratuito.
Tuttavia il 2009 per gli azionisti di Starbucks e' stato
un anno ottimo: il titolo e' piu' che raddoppiato e l'azienda
ha sempre battuto le attese degli analisti negli ultimi
4 trimestri.
Quello appena concluso e' stato decisamente migliore
delle aspettative, il profitto netto e' cresciuto del 276%,
le vendite del 4% e soprattutto i comps, ossia le vendite
negli stessi punti vendita, del 4% contro un calo del 9%
l'anno precedente.
Gia' il trimestre precedente aveva lanciato segnali positivi,
con un calo dei costi operativi molto maggiore del calo
delle vendite, e quindi il miglioramento dei profitti e dei
margini.
Ora le attese sono di una crescita di almeno il 16% l'anno
per i prossimi cinque anni ed il management pianifica l'apertura
di 100 nuovi punti vendita negli Stati Uniti ed altri 200
sparsi per il mondo.
Il mercato vede al momento tanti concorrenti e sta iniziando la
fase di consolidamento: pochi mesi fa Peet's Coffe & Tea ha
proceduto all'acquisizione di Diedrich Coffe (NASDAQ:DDRX),
il cui titolo era salito in pochi mesi da pochi
centesimi a 29 dollari per azione.
Se guardiamo alla valutazione in base ai profitti, i ratio
per Starbucks sono in linea rispetto alle aspettative di
crescita, mentre il titolo sembra essere sopravvalutato
rispetto alla produzione di cassa.
Del resto anche Green Mountain Coffee Roasters quota
ad una valutazione rispetto agli utili piuttosto elevata,
anche se l'azienda ha una crescita prevista maggiore,
intorno al 40%, nonche' margini migliori.
Se magari un anno fa Starbucks poteva apparire sottovalutata
ora lo e' molto meno, del resto chi detiene la leadership
del settore quota difficilmente a prezzi economici.
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