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Isagro è un titolo di cui avevamo già scritto in
passato. Si tratta di una delle poche aziende italiane
attive nel settore dell'agrobusiness.
Per l'esattezza, la società opera nel settore degli
agrofarmaci, con una "pipeline" di funghicidi, pesticidi
e prodotti simili utilizzati in agricoltura per proteggere
le coltivazioni da insetti, funghi e malerbe. Il tutto,
favorisce l'aumento della produttività agricola.
Come spiega la stessa società, Isagro è una "Small
Global Player", cioè una piccola realtà in un settore
che vede la presenza di grandissime imprese (come
ad esempio Monsanto, Potash Corp. o le divisioni
agrobusiness di Bayer AG e BASF AG). Piccola
realtà che però non si limita al mercato domestico,
ma opera a livello globale, con una buona rete
distributiva anche in Brasile ed India, due importanti
mercati emergenti.
Isagro è una società molto innovativa ed orientata
al futuro, con circa il 10% del suo personale che è
impiegato nella ricerca e sviluppo.
Ad oggi, la società è essenzialmente una "growth company"
che deve ancora dimostrare di saper tradurre le innovazioni
in risultati economici positivi.
Il gruppo, infatti, chiuse in perdita sia il 2006 che il 2007,
mentre solo nel 2008, con il settore dell'agrobusiness
al suo picco, riuscì a chiudere l'esercizio con un EPS
positivo. Il 2009 vedrà quasi sicuramente la società
tornare in perdita.
Anche la situazione finanziaria non è delle migliori,
con il debito che è circa due volte il capitale netto.
Questi non sono proprio i numeri che generalmente
caratterizzano i migliori business, quelli che cerchiamo
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Tuttavia, la società merita comunque di essere seguita
perché le prospettive per il futuro non sono certo
da sottovalutare.
Detto che il 2009 probabilmente chiuderà in perdita
e che anche il 2010 sarà un anno difficile ma dovrebbe
comunque chiudersi con un moderato utile, gli analisti
si attendono invece un ottimo 2011, dove l'EPS della
società dovrebbe attestarsi intorno a 0,42 euro per
azione. Ai prezzi attuali, vorrebbe dire un P/E inferiore
a 10.
E le prospettive sono buone anche per il futuro più remoto.
Ad esempio, secondo il vecchio business plan entro
il 2012 dovrebbe essere completato il forte programma
di ricerca e sviluppo partito negli anni scorsi e che, se
rispettato, si concluderà con 207 nuove registrazioni
complessivamente (già siamo a quota 86 secondo le ultime
analisi e si dovrebbe essere arrivati, a fine 2009, a circa
106 registrazioni).
I nuovi prodotti registrati stanno già producendo vendite
oltre le aspettative e terminato il programma di ricerca che
ha drenato molte risorse in questi anni, la società dovrebbe
tornare ad avere una generazione di cassa positiva ed
abbondante.
Se poi i prezzi delle commodity agricole torneranno
a salire come nel 2008 (attualmente anno di picco del
settore), allora le prospettive dovrebbero essere ancora
migliori.
Isagro al momento è sostanzialmente una scommessa
per il futuro. Il titolo è rischioso anche per via di un
settore competitivo, delle piccole dimensioni e di una
struttura finanziaria un po' "tirata". Ma per la porzione
del portafoglio in cui si cerca di scovare piccole società
destinate a diventare grandi, il titolo merita sicuramente
di essere seguito.
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