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Colgate-Palmolive un'azienda globale contro le debolezze del dollaro?

del 31/12/2009
di FinanzaWorld staff
Colgate-Palmolive (NYSE:CL) e' una delle giganti
del settore retailer di Wall Street, un'azienda di
oltre 40 miliardi di dollari di capitalizzazione
attiva nella vendita di prodotti per l'igiene
orale, pulizia della casa ed igiene personale.
Tutti settori che hanno reso anche durante l'anno
recessivo appena concluso, per un'azienda presente
con i propri prodotti in oltre 200 paesi e che
paga dividendi senza interruzioni sin dal 1895.

I prodotti per la cura della bocca costituiscono
il 41% del fatturato, quelli per l'igiene
personale il 22% ed i prodotti per la pulizia
della casa il 23%.

Colgate-Palmolive, di cui ben il 75% del fatturato
deriva dall'estero, fa parte di quel gruppo di
aziende dal brand riconosciuto a livello mondiale,
cosi' come per le due aziende di cui abbiamo
discusso nelle settimane precedenti PepsiCo
(NYSE:PEP) e McDonald's (NYSE:MCD):
http://www.finanzaworld.it/content/read/10917/pepsico-bicchiere-mezzo-pieno-o-mezzo-vuoto
http://www.finanzaworld.it/content/read/10898/mc-donald-s-resta-il-leader-del-fast-food

Rispetto alle concorrenti Colgate-Palmolive ha
anche un'esposizione internazionale maggiore:
Procter&Gamble (NYSE:PG), Johnson&Johnson
(NYSE:JNJ) e Clorox corporation (NYSE:CLX) infatti
derivano dall'estero solo il 62%, 49% e 21% del
fatturato.

E se le materie prime vengono acquistate in
dollari e le vendite effettuate in un'altra
valuta, magari piu' debole, il rischio di vedersi
ridurre i margini e' molto alto.

Se invece si pensa che la stampa di carta moneta
possa ulteriormente indebolire il dollaro nel
prossimo futuro, e' essenziale selezionare aziende
in grado di generare profitti in valute differenti
dalla banconota americana.

L'ultimo trimestre il fatturato e' restato
praticamente piatto rispetto all'anno precedente e
questo e' gia' un buon risultato visto che gli
ultimi trimestri erano invece stati in calo. Se
tuttavia escludessimo gli effetti dei costi di
ristrutturazione e del cambio, il fatturato
sarebbe allora salito del 7% ed i profitti
sarebbero in crescita di oltre il 10%.

Anche bene ha fatto la gigante Unilever (NYSE:UN)
con fatturato in crescita del 3% mentre la piu'
piccola Church & Dwight (NYSE:CHD) ha migliorato
il fatturato del 5.7% ed i profitti del 18%.

Gli ultimi due trimestri Colgate-Palmolive ha
investito maggiormente in pubblicita' ed i
risultati si sono subito visti: i dentifrici hanno
infatti conquistato di nuovo il 45% del mercato.

Anche il margine lordo e' stato in crescita,
grazie all'incremento dei prezzi di vendita, il
minor costo delle materie prime ed il taglio dei
costi.

Mentre Procter&Gamble ha invece dovuto abbassare i
prezzi ed ora si attende un calo dei profitti per
il prossimo trimestre.

Il margine netto si mantiene invece praticamente
lo stesso sia per Colgate-Palmolive che
Procter&Gamble.

Veniamo alla valutazione: il titolo quota a ratio
piu' alti di quelli delle concorrenti Unilever,
Procter & Gamble e Clorex.

Del resto l'azienda merita una valutazione
migliore visto che ha dimostrato di sapersi
muovere meglio delle altre, ma una quotazione
degli utili nonche' del free cash flow quasi
doppia rispetto al ritmo di crescita previsto
sembra essere troppo alta per un'azienda di questo
tipo.

D'altra parte l'azienda ha anche dei margini,
lordo e operativo, decisamente migliori: il
margine lordo di Colgate-Palmolive e' del 57.2%
contro il 50.8% di Procter & Gamble ed il 47.4% di
Unilever. Mentre il margine operativo e' del
22.1%, contro il 20.4% e 12.2% delle due
concorrenti.

Ed il business ha un'efficienza altissima, con un
ROE stellare del 79.60%.
http://www.finanzaworld.it/content/read/9852/9852/il-roe

Attenzione pero' al debito, un rapporto
debt/equity di 1.04 dovrebbe insospettire gli
investitori.
http://www.finanzaworld.it/content/read/9799/9799/le-tante-facce-del-debito

Ma l'azienda ha tra i suoi punti di forza
sicuramente la generazione di flusso di cassa.
L'operating cash flow e' gia' molto buono, nonche'
maggiore del profitto netto, e ancora meglio va il
free cash flow grazie alle basse spese di
capitale. La generazione di free cash flow sembra
quindi sufficiente a ripagare i debiti e del resto
anche il current ratio di 1.17 dimostra che la
situazione e' per il momento sotto controllo.

Auguri di Buon Anno e alla prossima settimana.


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