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KME, leader mondiale nella lavorazione del rame

del 30/12/2009
di FinanzaWorld staff

Il gruppo KME è una società metallurgica italiana
leader mondiale della lavorazione del rame e delle
sue leghe.

La società conta 14 stabilimenti produttivi in
Europa e in Cina e realizza un fatturato di
circa 3 miliardi di euro con vendite in circa
98 paesi.

La storia della società è molto antica e risale al 1886,
quando nasce la SMI (Società Metallurgica Italiana),
che già dal 1897 viene quotata alla Borsa di Milano.

In circa 120 anni di storia, il gruppo si espande prima
in Italia e poi in Europa e nel mondo, sia tramite
sviluppo interno, sia tramite numerose acquisizioni.

La conformazione attuale viene definitivamente assunta
dal 2006, quando la SMI cambia la sua denominazione
in KME Group. Già negli anni precedenti, peraltro, la
società aveva progressivamente abbandonato alcune
aree di business come quella dei superconduttori e si
era concentrata, invece, su tubi e laminati.

In particolare, KME produce tubi in rame per usi
industriali e sanitari, componenti in rame e leghe per
colata a fusione, laminati industriali, barre in rame ed
ottone e componenti in rame per l'edilizia (tetti e facciate).

A livello di risultati economici, prima della crisi del 2008
il gruppo aveva mostrato un buon trend di crescita. Il
fatturato era passato da poco più di due miliardi di euro
nel 2004 a circa 3,5 miliardi nel 2007. Anche gli utili
netti erano molto migliorati, crescendo di oltre il 100%
nello stesso periodo.

Numeri piuttosto buoni ed uniti alla leadership del
settore sicuramente facevano di KME un business
piuttosto interessante anche per il portafoglio di
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Purtroppo, la crisi che abbiamo appena vissuto ha
colpito abbastanza pesantemente KME, mostrando
tutta la ciclicità del suo business.

Nell'esercizio chiuso al 31/12/2008, il fatturato
è ritornato sotto i 3 miliardi di euro e gli utili sono
evaporati lasciando posto alle perdite. Perdite che
hanno sfiorato i 70 milioni di euro.

Il 2009 ha visto il trend negativo continuare, con il fatturato
ulteriormente in contrazione. Il gruppo, comunque, si è
riorganizzato e nonostante le minori vendite è riuscito a
contenere le perdite che al momento sono minori rispetto
al 2008. Infine, nell'ultimo trimestre, quello chiuso al
30/09/2009, la società è tornata all'utile. Un utile modesto
che in questo momento non è in grado di bilanciare
completamente le perdite dei primi sei mesi, ma è comunque
un buon segnale.

La società ha anche un debito per ora abbastanza sostenibile,
pari al 50% circa del capitale proprio. Un livello che, almeno
nell'immediato, non dovrebbe mettere a rischio la continuità
dell'azienda anche se la fase di difficoltà dovesse prolungarsi.

Inoltre, proprio in questi giorni il gruppo ha portato a termine
un programma di riassetto societario con scissione delle
attività industriali della controllante Intek all'interno di KME.
Questo è il primo passo di un piano di riorganizzazione più
ampio che, secondo fonti della società, dovrebbe concludersi
nella prima parte del 2010 e dovrebbe prevedere anche un
aumento di capitale per rafforzare la struttura patrimoniale
del gruppo.

Quando nei prossimi mesi il piano sarà completato e se
il quadro macroeconomico continuerà a migliorare,
il gruppo KME potrebbe diventare un titolo interessante
da seguire.

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