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Durante la crisi del 2008, uno dei settori maggiormente
colpiti sia a livello di risultati economici che di
performance borsistiche è stato sicuramente quello
del cemento e dei materiali per edilizia.
Quando si cercano nuovi titoli per il proprio
portafoglio, a volte puo' essere interessante
cercare anche tra questi settori in precedenza
penalizzati, perché se le aziende mostrano
che
il peggio è passato, la Borsa puo' premiare molto
i titoli.
Diamo quindi oggi uno sguardo alla principale azienda
italiana del settore del cemento, cioè il gruppo Italcementi.
La società ha una storia antichissima, visto che viene
fondata a Scanzo in provincia di Bergamo nel lontano
1864. La denominazione originaria è Società Bergamasca
per la Fabbricazione del Cemento e della Calce Idraulica
Nei primi del '900 la società diventa di proprietà dei
fratelli Pesenti, che la fondono con la loro impresa diventando
così uno dei principali gruppi italiani del settore, mentre
nel
1927, dopo due anni di quotazione in Borsa, la società
assume
il nome attuale di Italcementi.
Già in questo periodo, il gruppo
arriva a realizzare circa il 44% di tutta la produzione nazionale
di cemento.
L'espansione continua nei decenni successivi e dopo aver
consolidato la sua posizione di leader incontrastato sul mercato
interno, la società inizia la sua fase di crescita internazionale, che
avrà
il suo momento "topico" nel 1992 con l'acquisizione di
Cement Francais. L'operazione racchiude in se ben tre primati
contemporaneamente: si tratta della più rilevante acquisizione
industriale realizzata all'estero da un gruppo italiano; è il più
importante aumento di capitale (5 miliardi di vecchi franchi francesi
pari a 762 milioni di euro) effettuato
alla Borsa di Parigi ed è il più
rapido aumento di dimensioni mai registrato da una società industriale
italiana, cha passa da un fatturato pre-acquisizione di 1.500 miliardi
di lire (775 milioni di euro) ad un giro d'affari consolidato di oltre
5 mila miliardi (2.582 milioni di euro.
Ovviamente, anche il peso dell'Italia nel business del gruppo si
ridimensiona, passando da un 97% ad un 27,5%.
Dalla fine degli anni '90, poi, il gruppo continua l'espansione
internazionale, concentrandosi però sui mercati emergenti.
Italcementi è una delle maggiori storie di successo
delle imprese italiane ed un leader nazionale
ed internazionale nel suo settore, quindi un business
interessante anche per il
portafoglio di
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Vediamo però come la crisi ha impattato sul gruppo.
I fatturati, in crescita fino al 2007, hanno iniziato
a contrarsi dal 2008. I segnali di difficoltà erano
però già presenti nel 2007, quando pur con un
fatturato in crescita, gli utili per azione furono in
diminuzione, segno che la marginalità del business
era in peggioramento.
I margini poi sono nettamente peggiorati nel 2008,
quando c'è stato persino un trimestre in perdita
(il quarto trimestre per la precisione).
Il 2009 ha visto l'invesrsione di tendenza. Dopo un
primo trimestre nuovamente in perdita, la società
è tornata all'utile nel secondo e terzo trimestre e le
stime per l'esercizio in corso sono di un EPS finale
intorno a 0,5 euro per azione, in peggioramento
rispetto al 2008 ma comunque positivo. Per tornare
ai livelli dello scorso anno, bisognerà attendere, se le
stime saranno rispettate, il 2010 quando è previsto
un EPS di 0,64 euro per azione.
Dal punto di vista finanziario, la società ha un debito
abbastanza sostenibile, ma comunque non bassissimo,
visto che si aggira intorno all'83% del capitale netto.
Nel complesso,Italcementi ha dei punti di forza e presenta
risultati economici e situazione finanziaria discreti. Il
peggio sembra non essersi materializzato e c'è stata
l'inversione di tendenza rispetto ai trimestri più difficili.
Se il nuovo trend continuerà e quanto sarà robusto, lo
vedremo solo col tempo. Sicuramente sarà importante
la ripresa del settore edile e delle grandi costruzioni
nazionali e, soprattutto, internazionali.
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