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Il gruppo Bolzoni Auramo è
il leader europeo ed uno dei
principali player mondiali nella
produzione di attrezzature per
carrelli elevatori.
La storia del gruppo inizia nel
1945,
quando i fratelli Bolzoni fondano
l'omonima azienda, che diventerà
poi Bolzoni SpA nel 1973.
Divenuta uno dei principali produttori
italiani, negli anni '70 la società si lancia
alla conquista dei mercati esteri con la
creazione di filiali in Francia,
Spagna
ed Inghilterra e poi una rete
capillare
di distributori nel resto d'Europa
e del mondo.
Nel 1989 viene poi aperto uno stabilimento
negli USA a Chicago e sempre negli stessi
anni inizia un processo di crescita per linee
esterne in seguito alla fusione con l'italiana
TEKO.
La crescita per linee esterne culmina poi
con l'acquisizione della finlandese Auramo
nel 2001. Auramo è una società leader, tra
l'altro, nella movimentazione dei prodotti
cartari.
In seguito a questa operazione,
viene costituito il gruppo Bolzoni Auramo,
che si espande poi ulteriormente con
l'acquisizione del marchio americano Brudi,
specializzato nella movimentazione senza pallet.
Si tratta di un marchio leader a livello mondiale
e la produzione viene realizzata nello stabilimento
di Chicago.
Arriviamo così all'attuale conformazione
del gruppo che nel 2006 sbarca in Borsa.
I risultati economici sono stati piuttosto
buoni negli ultimi anni. Nel 2006, anno
di debutto in Borsa, il gruppo fatturava
107 milioni di euro e due anni dopo,
nel 2008, il fatturato è arrivato a 142 milioni.
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A fronte di questi elementi positivi, occorre
però segnalare anche alcuni punti interrogativi.
In primo luogo, la crisi sta mettendo un
po' in difficoltà la società. Già nel 2008,
l'utile si è molto ridimensionato e nel
2009 è scomparso del tutto per lasciare
spazio a delle perdite. La società aveva
dei margini reddituali molto risicati e
il rallentamento del fatturato, sebbene
non eccessivo, li ha fatti sparire del tutto.
Anche la situazione finanziaria non è
il massimo. Per ora la società non è
certo sovraindebitata, visto che il suo
debito è leggermente inferiore
al capitale netto, tuttavia i margini di
manovra non sono eccessivi e
soprattutto la tendenza è stata verso
un peggioramento. Se la società
non riuscirà ad invertire la rotta e
tornare all'utile, la dimensione del
debito potrebbe divenire eccessiva.
Sarà quindi importante tenere questo
titolo sotto controllo. Una ripresa della
redditività potrebbe allontanare molti
dei dubbi che ci sono sul titolo e anche
il mercato potrebbe decidere di
valutarlo in modo più generoso.
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