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In un'edizione di circa un mese
fa che potete ritrovare qui, avevamo
avuto modo di vedere le differenze
tra titoli di stato e titoli corporate
all'interno del vasto mercato obbligazionario.
Vediamo oggi un'altra differenza su
cui un investitore obbligazionario
deve effettuare delle scelte. Stiamo
parlando della differenza tra titoli
a reddito fisso e titoli a tasso variabile.
La differenza è evidente: i primi hanno
una cedola sempre fissa dalla nascita
del titolo fino alla sua "morte", che si
realizza con il rimborso del capitale
a scadenza.
I secondi, invece, pagano cedole
variabili durante la loro vita. Questa
variabilità è legata a diversi elementi
quali tasso dei BOT, tasso EURIBOR,
tasso di inflazione, ecc...
La differenza, quindi, è abbastanza
semplice ed evidente. Tuttavia, scegliere
tra le due tipologie è tutt'altro che facile,
dato che rispondono in modo differente
e quasi inverso agli eventi macroeconomici.
Come abbiamo detto spesso, i titoli
obbligazionari sono condizionati in
primis da due elementi: l'andamento
dei tassi e l'andamento dell'inflazione.
Quando i tassi aumentano, i titoli
a reddito fisso già in circolazione
ne "soffrono" perché il loro rendimento
diventa meno competitivo e quindi
il prezzo scende per portarlo ad un
livello tale che il rendimento ritorni
in linea con i nuovi tassi. Per questo,
un investitore in titoli a reddito fisso
è esposto alle fluttuazioni sui tassi.
Durante la vita del titolo, guadagnerà
se i tassi scendono, mentre perderà
se i tassi salgono.
I titoli a tasso variabile la cui cedola
è legata in qualche modo ai tassi,
invece, avranno cedole che si adeguano
progressivamente ad essi. Quando
i tassi scendono, le cedole si ridurranno,
mentre saliranno quando i tassi
aumentano. In questo caso, il
legame con i tassi è esattamente
il contrario rispetto al caso dei
titoli a reddito fisso
e, comunque,
riguarda le sole cedole. Il prezzo,
tendenzialmente, resterà abbastanza
stabile.
I legami con l'inflazione sono abbastanza
simili. I titoli a reddito fisso scendono
di prezzo quando l'inflazione sale perché
il tasso delle cedole sarà progressivamente
incapace di coprire l'investitore dall'aumento
del potere d'acquisto.
Per cio' che riguarda i titoli a tasso variabile,
dipende da quale è il parametro a cui
sono legati i rendimenti. Se si tratta di titoli
inflation-linked, cioè con cedole legate
all'inflazione, allora il legame è abbastanza
automatico: se l'inflazione aumenta,
le cedole si adeguano e l'investitore
guadagnerà via via interessi maggiori.
Il contrario accade se l'inflazione scende.
Se, invece, il titolo a tasso variabile ha
cedola legata ad un diverso parametro,
allora il legame potrebbe non essere
così automatico. Tuttavia, occorre considerare
che quando l'inflazione sale, anche i tassi
in genere salgono, per cui, comunque,
anche un generico titolo a tasso variabile
dovrebbe coprire abbastanza dall'inflazione.
Questi elementi e queste differenze vanno
attentamente considerate quando si
scelgono i titoli obbligazionari in cui
investire e a seconda dello scenario
macroeconomico puo' essere preferibile
scegliere una tipologia o un'altra.
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