Investire nelle materie prime: Alluminio
del 22/10/2009
di FinanzaWorld staff
Un po' tutto il settore delle commodity e'
stato pesantemente ridimensionato dal generale
calo della produzione avvenuto nell'ultimo anno.
Tuttavia ora iniziano ad arrivare dei segnali
macroeconomici indicanti che il fondo della recessione
potrebbe essere stato raggiunto.
Avevamo gia' trattato piu' in generale l'argomento
materie prime qui:
http://www.finanzaworld.it/content/read/9492/9492/le-commodities
http://www.finanzaworld.it/content/read/10037/10037/valutare-i-titoli-legati-alle-commodity
Questa volta esaminiamo le dinamiche dietro il prezzo
dell'alluminio, sempre piuttosto difficili da riuscire
a prevedere.
Lo scorso Febbraio il prezzo ha raggiunto un minimo
storico, da cui e' prontamente risalito,
oscillando nell'ultimo anno tra i 1000$ ed i 2000$
per tonnellata.
Alcuni analisti prevedono che entro pochi mesi possa il
prezzo possa arrivare a 3000$, altri invece stimano
che sara' in calo, mantenendosi intorno ai 1700$.
Mentre le stime del management di alcune delle aziende
coinvolte nel processo di lavorazione dell'alluminio,
come Rio Tinto (NYSE:RTP) stimano una crescita
della domanda intorno al 5% per il prossimo anno.
Le forze in gioco sono sostanzialmente due, la forza del
dollaro e la ripresa della produzione in Cina ed India
soprattutto.
Essendo il metallo scambiato in dollari, e' chiaro
come la continua debolezza della banconota americana
debba far alzare il prezzo della materia prima.
E d'altra parte molte delle aziende coinvolte nel
processo di estrazione e produzione possiedono
livelli di inventario molto alti ed e' possibile
che il prezzo quindi debba calare per poterlo smaltire.
La gestione dell'inventario diventa cosi' fondamentale:
se il prezzo della materia prima scende il valore
dell'inventario deve essere sottovalutato e viceversa
se il prezzo dell'alluminio e' in salita.
Ma in Cina il consumo di alluminio nei primi sei mesi
del 2009 e' stato maggiore che nel 2008. Non solo, anche la
produzione cinese e' in crescita.
Quindi da una parte ci sono alti livelli di inventario,
d'altra parte si continua comunque a produrne.
L'investitore interessato al settore puo' decidere di
investire in un ETF che replica il prezzo
della materia prima, come gia' avviene con l'oro
o l'argento.
Oppure nelle aziende coinvolte nel processo di estrazione e
produzione, come Alcoa (NYSE:AA), Rio Tinto, Reliance
Steel & Aluminium (NYSE:RS), Century Aluminium
(NASDAQ:CENX), Kaiser Aluminium (NASDAQ:KALU),
Norsk Hydro (NYSE:NHI), Olympic Steel (NASDAQ:ZEUS),
Dynamic Materials (NASDAQ:BOOM) o Aluminium
Corporation of China (NYSE:ACH).
E se Alcoa ha dovuto iniziare nei mesi passati un
programma di taglio di personale, salari e asset per
mantere la profittabilita', Reliance Steel, che sembra essere
la migliore del gruppo, ha visto crescere costantemente
negli ultimi anni profitti, free cash flow e redditivita'.
L'azienda ha presenza internazionale e oltre che
della produzione di alluminio ed acciaio si occupa
anche di rame e titanio.
Il management ha recentemente annunciato che pur non
vedendo alcun miglioramento nella domanda di alluminio,
si attende che i profitti siano migliori della attese
grazie al miglioramento dei margini, sia lordo che netto,
ed al maggior prezzo raggiunto dal metallo.
Il titolo tuttavia non quota a prezzi 'value', essendo
gia' cresciuto di oltre il 60% nell'ultimo anno, ma resta
da tenere sotto osservazione.
Alla prossima settimana
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