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Come selezionare i titoli obbligazionari corporate

del 28/08/2009
di FinanzaWorld staff

I titoli corporate sono un comparto
piuttosto interessante di titoli obbligazionari,
dove è spesso possibile trovare interessanti
occasioni.
Nell'edizione di oggi, vediamo quali
sono gli elementi da prendere in considerazione
nella selezione di un titolo corporate.

In primo luogo, bisogna dire che non tutte
le emissioni corporate finiscono per essere
quotate nei mercati destinati agli investitori
retail. Spesso le emissioni di diverse società
sono destinate interamente agli investitori
istituzionali, quindi l'universo dei titoli corporate
che possiamo sottoscrivere noi piccoli e medi
investitori è in realtà più ristretto rispetto al
totale dei titoli emessi dalle diverse società.

Altro aspetto da considerare è poi il taglio
minimo. E' preferibile operare su titoli corporate
con taglio minimo basso, generalmente 1.000
euro di valore nominale. Alcune emissioni,
infatti, hanno tagli minimi nell'ordine di 50.000
euro o più di valore nominale, il che è un po'
eccessivo per un investitore retail.

Fatte queste due premesse, vediamo ora
quali sono i parametri della singola società
da tenee in considerazione nella selezione.
Ci concentreremo qui solo sui titoli industriali,
perché i titoli bancari e assicurativi richiedono
un'analisi diversa e più complessa.

Mentre quando analizziamo una società
per comprarne le azioni in Borsa siamo
interessati, soprattutto, agli utili e alle
loro prospettive di crescita, quando
selezioniamo una società al fine di
comprarne le obbligazioni dobbiamo
essere interessati soprattutto alla situazione
finanziaria.

Il rapporto più importante da monitorare
è quello tra il debito finanziario totale
diviso il capitale proprio. Il numeratore
del rapporto è il debito di tipo finanziario,
costituito da mutui, prestiti obbligazionari,
debiti bancari vari e senza considerare i
debiti commerciali. Dal debito finanziario,
è bene anche sottrarre le eventuali disponibilità
liquide presenti nell'attivo della società.
Questo rapporto indica il grado di leva finanziaria
con cui opera la società.

Più il rapporto è basso, meglio è per noi obbligazionisti.
Un rapporto superiore a 0,75-1 inizia ad essere
un po' alto ed è accettabile se l'obbligazione rende
molto, perché con un rapporto superiore a questi
valori il grado di rischio inizia a salire. E' comunque
accettabile anche un valore superiore ad uno in
quei business dove i flussi di cassa sono stabili e
abbastanza prevedibili, come utility, concessionari
vari (es. di autostrade), settori poco ciclici.

Il grado di leva finanziaria è importante anche
dal punto di vista del trend, cioè se la società
lo sta riducendo o aumentando. E' quindi
utile ed importante osservare il rapporto negli
anni passati.

Un altro aspetto da considerare sono i flussi
di cassa, cioè se la società produce cash flow
o brucia cassa. E' importante innanzitutto
analizzare il cash flow operativo, cioè il cash flow
derivante dall'attività caratteristica e dato
da utili + ammortamenti - incrementi
di crediti commerciali e rimanenze + incrementi
di debiti commerciali +/- perdite o profitti
non monetari vari come svalutazioni, ecc...

Quindi, oltre a questa configurazione, è utile vedere
anche il free cash flow, dato dal cash flow operativo
meno il capital expenditure, cioè gli investimenti
in impianti, macchinari, ecc...
Il free cash flow è il flusso di cassa disponibile
per gli azionisti e puo' essere usato sia per
remunerare il capitale di rischio, sia per ridurre
l'indebitamento. Fino a che la società produce
free cash flow, è molto difficile che l'indebitamento
diventi insostenibile.

L'analisi del grado di indebitamento e dei cash flow
sono i due elementi fondamentale per noi obbligazionisti.
Naturalmente, livello degli utili, la loro crescita, così
come molti altri elementi completano poi l'analisi.

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